Piazza di Seborga
in foto: Piazza di Seborga. Foto di Davide Papalini

Una storia molto particolare è quella che ha come protagonista il piccolo borgo di Seborga, in Liguria. L'origine della città risale al 954, anno in cui Seborga, fu donata dal Conte Guido di Ventimiglia ai monaci benedettini. Nel 1079 il territorio diventa Principato, status che mantiene fino al 1729 quando i monaci cedettero Seborga ai Savoia. Fu così che la città passò al Regno di Sardegna e successivamente al Regno d'Italia.

Per gli abitanti del paese, però, questa donazione non ha valore, infatti, rivendicano di essere rimasti indipendenti dal Regno d'Italia e dalla successiva Repubblica Italiana. Per questo per gli abitanti il borgo è rimasto un Principato. Questo status non è riconosciuto da nessuna legge, ma è diventato un aspetto che caratterizza il paese incuriosendo i visitatori. Il comune, ha addirittura una moneta propria, "il luigino", utilizzato nei negozi e nei locali di Seborga. Come un regno in piena regola, Seborga ha anche un Principe, un corpo di Guardia proprio e un Consiglio della Corona.

Cosa vedere nel Principato di Seborga

Seborga, Liguria
in foto: Seborga, Liguria. Foto di Davide Papalini

Nel centro del borgo sorge la chiesa parrocchiale di San Martino, costruita nel XVII secolo. La facciata in stile barocco è il risultato di un restauro del 2006, mentre l'interno è di piccole dimensioni. Di fronte questa chiesa sorge il Palazzo dei Monaci, luogo nel quale si trova la zecca, uno spazio dove veniva coniata la moneta locale, il luigino.

Altra chiesa di Seborga è quella dedicata a San Bernardo di Chiaravalle, una piccola struttura in pietra che sorge all'ingresso del centro. Questa chiesa è importante poiché al suo interno si tiene il giuramento del Principe di Seborga e del Consiglio della Corona. A Seborga è presente anche un museo degli strumenti musicali, ospitato all'interno del Palazzo Comunale che espose circa 200 strumenti.

Tra le altre opere importanti nel paese ci sono il monumento al re d'Italia, Umberto I, quello caduti di Seborga durante le due guerre