"Venite in vacanza in Malesia, potete rifarvi anche il seno". Così recitavano dei cartelloni pubblicitari comparsi in molti centri commerciali ed Autogrill del Regno Unito. Il messaggio considerato socialmente irresponsabile è stato immediatamente bandito dalla Advertising Standards Association, poiché incoraggiava, in particolare le donne, a volare in Malesia, non solo per una piacevole vacanza, ma per rifarsi il seno. La compagna, che incitava il turismo medico in Malesia, con il gioco di parole "boob job", era anche accompagnata da immagini del seno di una donna. La pubblicità shock è stata creata dalla Malaysia Healthcare Travel Council e sottolineava la qualità degli ospedali privati con tanto di indicazione di premi vinti. Dopo la comparsa dei primi cartelloni non sono tardate ad arrivare le denunce e l’Asa ne ha imposto il ritiro perché banalizza gli interventi di chirurgia estetica, suggerendo che potrebbero essere incorporati in una vacanza.

La Malesia è orgogliosa di essere tra uno dei pochi paesi in cui il turismo medico è promosso dal governo. Ma questo non è stato ritenuto il modo giusto per promuoverlo. Infatti i cartelloni dipingevano la mastoplastica additiva come una procedura semplice e priva di rischio, che si può aggiungere al pacchetto di una vacanza perfetta. Admedia, acquirente dello spazio promozionale malese, ha risposto a nome della Medical Tourism Association evidenziando che il committente, il Malaysia Healthcare Travel Council, opera sotto il ministero della Salute della Malesia. Ma l'Asa ha deciso che l'incoraggiamento a intraprendere un aumento del seno all'estero rischia di sminuire la gravità della chirurgia estetica, ma trattandosi comunque di un intervento chirurgico non può essere considerata con così tanta leggerezza. Il turismo medico è comunque un settore che sta crescendo sempre di più, anche il Libano, infatti è famoso per gli interventi di chirurgia estetica, mentre i regni dell'odontoiatria sono l'Ungheria, la Thailandia ed il  Messico.

[Foto da Flickr]