Il Palais Idéal di Hauterives, in Francia, è tra i più incredibili palazzi costruiti dalla mano di un solo uomo. A prima vista sembra un ibrido tra un esotico tempio induista e un geniale parto della mente di Gaudì. E invece non è nulla di tutto questo. È semplicemente un mondo a parte, nato dalla fantasia di un eccentrico postino che ha deciso di seguire alla lettera l'aforisma di un altro illustre francese, Antoine de Saint-Exupéry: "Tutti i grandi sono stati bambini una volta. Ma pochi di essi se ne ricordano".

in foto: Palazzo Ideale di Hauterives – Foto Wikimedia Commons

A concepire l'opera fu Ferdinand Cheval, portalettere che impiegò ben 33 anni per portare a termine la sua bizzarra impresa. Figlio di contadini, l'uomo iniziò a lavorare come panettiere, per poi essere assunto come postino. L'ispirazione, come nella maggior parte dei casi, fu del tutto improvvisa. Inciampato su un sasso nel 1879, Cheval rimase colpito dalla forma particolare della pietra e nella sua mente iniziò ad affiorare l'idea di un palazzo fiabesco. Ma il postino sognatore non si fermò alle fantasticherie: decise di trasformare il suo desiderio in realtà. Per 33 anni l'eccentrico postino vi lavorò senza sosta, utilizzando come materiale tutte le pietre che trovava, di qualsiasi forma o dimensione. Pur senza alcuna nozione di architettura, l'illuminazione aveva risvegliato in lui delle doti latenti. Lavorava sul suo progetto anche di notte, a lume di lampada a petrolio. "Nulla è impossibile al volenteroso", era il suo motto.

Osservando cartoline illustrate che arrivavano da tutto il mondo, Cheval mirava a costruire un "Palais idéal" in cui i suoi sogni più bizzarri prendessero forma. Ovviamente l'uomo dovette subire lo scherno dei suoi concittadini che iniziarono a dubitare della sua sanità mentale. Ma Cheval, imperterrito, continuò ad assemblare i materiali necessari per compiere la sua opera senza farsi frenare dal giudizio altrui:"10.000 giorni, 93 mila ore, 33 anni di prove. Se c'è qualcuno più testardo di me, si metta al lavoro".

La realizzazione durò infatti dal 1879 al 1902. Cheval rimase talmente legato alla sua creazione che decise di farsi seppellire in loco, ma le normative vigenti al tempo glielo impedirono. Ma lui, testardo come sempre, non si perse d'animo e impiegò otto anni per costruire il suo mausoleo personale che tutt'oggi è visibile nel cimitero di Hauterives.

Il monumento ha l'aria di un tempio o un mausoleo costellato di labirinti, grotte e cripte, guglie e colonne. Riunisce in sé numerosi elementi decorativi di stili diversi, tra cui romanico, orientale e musulmano. Pilastri dalle forme bizzarre, riferimenti biblici e mitologici, elementi decorativi antropomorfi, zoomorfi e allegorici: l'opera si colloca al di là del tempo e dello spazio, rivelando un'inusuale complessità di significato. Colpiscono le frasi che si trovano sui soffitti e nelle nicchie del palazzo: perle di saggezza sulla fragilità e la bellezza della vita.

L'opera suscitò l'ammirazione di artisti come André Breton, Max Ernst e Pablo Picasso: grandi nomi che videro nelle sue forme eccentriche un notevole esempio di architettura naïf con elementi di Art Brut. Dal 1969 il Palazzo Ideale è stato dichiarato monumento nazionale ed è visitabile tutto l'anno.