5 Agosto 2016
12:35

Airbnb progetta case nei borghi dimenticati con il progetto Samara

Non solo affitti turistici per Airbnb: adesso la startup americana costruisce abitazioni con lo scopo di riqualificare piccoli centri urbani in declino.
A cura di Angela Patrono
Il borgo di Yoshino, Giappone, dove Airbnb darà il via al programma Samara – Foto <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Yoshino_Ropeway#/media/File:Kouyou_of_Yoshinoyama.JPG" target="_blank" rel="nofollow">Wikipedia</a>
Il borgo di Yoshino, Giappone, dove Airbnb darà il via al programma Samara – Foto Wikipedia

Airbnb colpisce ancora: da oggi il colosso dell'home sharing non si limita ad affittare case, ma le costruisce di sana pianta. La startup statunitense ha rivoluzionato il modo di concepire l'ospitalità alberghiera ed è sempre più aperta alle nuove tendenze. Per questo ha deciso di sfruttare al meglio le sue potenzialità e reinventarsi con il programma Samara. L'iniziativa prevede l'istituzione di comunità atte ad accogliere i turisti in un particolare contesto architettonico. Lo scopo è la riqualificazione dei centri urbani ormai in declino e fuori dai circuiti turistici. Con Samara, Airbnb intende lanciare un preciso messaggio dalla valenza urbanistica, architettonica e sociale.

Il primo step del percorso partirà dal Giappone, dove Airbnb inizierà a costruire case in piccoli centri urbani in declino. Il banco di prova avrà luogo nel mese di ottobre nella cittadina nipponica di Yoshino, nel distretto di Nara, celebre per le sue foreste di cedri. Varie abitazioni sociali saranno realizzate in materie prime locali dagli artigiani della zona. Al piano terra ci sarà un ampio salone con un grande tavolo per favorire occasioni di incontro fra locali e turisti. L'ambiente sarà luminosissimo, con vista sul lago Tsuburo da cui si pesca il pesce che sarà consumato nel sushi locale. Al primo piano ci saranno le camere da letto orientate ad est e ovest seguendo la direzione del sole.

L'ispirazione alla base del progetto Samara ha un vago sentore di fiaba e nasce dall'attività della startup statunitense. Un'anziana signora aveva reso disponibile la propria dimora nella città di Tsuyama, scatanando la derisione dei vicini: chi avrebbe mai pensato di soggiornare in una cittadina tanto anonima? Ma i residenti si sbagliavano di grosso, perché i turisti hanno iniziato a fare a gara per occupare la stanza in affitto. Da qui, su richiesta della signora, i vicini si sono dovuti improvvisare interpreti, guide turistiche e organizzatori di gite.

La svolta per Airbnb è rappresentata da House Vision, una fiera giapponese in cui le grandi aziende collaborano con studi di architettura presentando nuovi concetti abitativi. Dopo un viaggio in Oriente, il co-fondatore Joe Gebbia si è reso conto dello svuotamento dei piccoli borghi che rimangono abbandonati a se stessi, con le nuove generazioni che tendono a spostarsi nei grandi centri urbani. La società si è messa in partnership con Go Hasegawa per progettare un ibrido tra condominio e albergo dove i turisti potranno trarre informazioni dai locali, che  diventeranno guide per l'occasione. Se il progetto andrà in porto verrà lanciato anche in altri paesi. Ipotesi fondata, perché fin dall'inizio del progetto i fondatori hanno ricevuto chiamate da Gran Bretagna, Corea, Spagna, Francia e Italia.

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