Radicofani – Foto Wikimedia Commons
in foto: Radicofani – Foto Wikimedia Commons

La Val d'Orcia è rinomata per i suoi borghi che riservano più di una sorpresa a chi li guarda con occhi incantati. Tra questi c'è la splendida Radicofani, situata su un colle a 896 metri sul livello del mare. Grazie alla sua posizione strategica sulla via Francigena, il borgo divenne possedimento dello Stato Pontificio. Radicofani è dominata dalla Rocca, la cui esistenza è documentata fin dal 978, anche se le sue origini risalgono all'epoca carolingia.

Rocca di Radicofani – Foto Wikimedia Commons
in foto: Rocca di Radicofani – Foto Wikimedia Commons

La Fortezza di Radicofani è inestricabilmente legata alla figura di Ghino di Tacco, assurto a vera icona della storia cittadina. Di famiglia ghibellina senese, "il masnadiero di Radicofani" è passato agli annali come un singolare "brigante gentiluomo". La notte di Natale del 1297 Ghino si insediò nella fortezza di Radicofani, dalla quale iniziò a compiere delle imboscate ai danni dei viandanti che percorrevano la via Francigena. Ghino li derubava completamente, tuttavia lasciava loro di che sopravvivere e offriva loro anche un banchetto. Inoltre, i poveri e gli studenti venivano risparmiati. Le imprese di questo Robin Hood ante litteram sono citate perfino da Dante nel Purgatorio e Boccaccio nel Decameron.

Il cassero e le due fortificazioni della Rocca sono completamente visitabili. All'interno del cassero, l'antica torre, è presente un museo distribuito su tre piani, che racchiude reperti archeologici risalenti all'età del Bronzo. Salendo sulla terrazza dei merli, inoltre, è possibile vere una visuale a 360 gradi del panorama circostante: abbracciare la Val d'Orcia con lo sguardo è un'emozione che non si dimentica.

Panorama – Foto Wikimedia Commons
in foto: Panorama – Foto Wikimedia Commons

Il centro storico spicca per i suoi splendidi edifici, come il Palazzo Pretorio con stemmi antichi in pietra, o il Palazzo della Posta, bella villa medicea sorta come casa di caccia dell’imperatore Ferdinando I. Molto suggestive anche la duecentesca torre dell’orologio e la piazza della Giudecca, cuore dell’antico ghetto ebraico.

Numerosi a Radicofani i luoghi di culto, alcuni dei quali ospitano pregiati tesori d'arte. All'interno della Chiesa di San Pietro Apostolo (XIII secolo) si trovano diversi capolavori: un'Annunciata, due Madonne col Bambino e santi della bottega di Andrea della Robbia e una Crocifissione con la Maddalena attribuita a Benedetto e Santi Buglioni, oltre una Madonna col Bambino, statua lignea policroma attribuita a Francesco di Valdambrino. Nella Chiesa di Sant'Agata è presente una robbiana con la Madonna col Bambino e i Santi Francesco, Elisabetta d'Ungheria, Cristina di Bolsena (o Orsola) e Lorenzo, che orna l'altare maggiore, probabilmente realizzata da Andrea della Robbia intorno al 1500. Nei dintorni di Radicofani, da visitare la frazione di Contignano con la Chiesa di Santa Maria Assunta. Radicofani è nota anche come città delle fontane  la duecentesca Fonte Grande, situata sulla via Francigena, la seicentesca monumentale Fontana Medicea, la cinquecentesca Fonte dei Cappuccini e quella dell’Antese.

Radicofani, la Rocca vista dal borgo – Foto Wikimedia Commons
in foto: Radicofani, la Rocca vista dal borgo – Foto Wikimedia Commons

Chi ama il contatto ravvicinato con la natura troverà ristoro nel Bosco Isabella, costruito dalla famiglia Luchini alla fine del XIX secolo. Il luogo ospita piante provenienti da ogni parte del mondo, frutto della grande esperienza di Odoardo Luchini in campo botanico.

Rocca di Radicofani – Foto Wikimedia Commons
in foto: Rocca di Radicofani – Foto Wikimedia Commons

Tra gli eventi organizzati a Radicofani è da menzionare "Piaceri d'estate", che si tiene nel primo weekend di luglio. La manifestazione prevede un mercatino di prodotti enogastronomici e artigianali, animazione nell'area della Rocca, un convegno su tematiche agricole e ambientali, ma anche  l'osservazione astronomica ad occhio nudo e con telescopi a cura dell'associazione "Astroturistika" di Sarteano.