Supera a malapena i mille abitanti, ma custodisce numerosi tesori di arte, archeologia e natura. È Barbarano Romano, un piccolo borgo in provincia di Viterbo. Il comune sorge su un'altura vulcanica e presenta un delizioso centro storico dalle caratteristiche viuzze punteggiate di abitazioni in tufo. Benché popolato fin dalla preistoria, come dimostrano i resti di un villaggio dell'Età del Bronzo, conobbe il suo maggior sviluppo nel Medioevo.

Cosa vedere a Barbarano Romano

Panorama di Barbarano Romano – Foto Wikimedia Commons
in foto: Panorama di Barbarano Romano – Foto Wikimedia Commons

Il borgo medievale a spina di pesce, circondato da una cinta muraria, risale probabilmente al X secolo. Nel centro di Barbarano Romano si trovano numerosi monumenti di interesse. Tra gli edifici religiosi più importanti c'è la Chiesa del Crocifisso, costruita tra il XII e il XIII secolo, è ad unica navata con due cappelle laterali, fiore all'occhiello un crocifisso ligneo del Cinquecento. Altro edificio degno di nota è il Complesso di Sant'Angelo, chiesa del XIII oggi sconsacrata, che ospita al suo interno il Museo archeologico delle necropoli rupestri di Barbarano. Interessante la Chiesa di Santa Maria del Piano, fondata nel XIII secolo ma ricostruita alla fine del XVI secolo: al suo interno sono stati rinvenuti numerosi affreschi. Un altro splendido gioiello è la Collegiata di Santa Maria Assunta: documentata fin dall'XI secolo, subì diversi rimaneggiamenti soprattutto nel corso del XVIII secolo ; al suo interno si trovano meravigliose opere d'arte, come l'affresco della Madonna che allatta Gesù con i Santi Giovanni e Antonio abate (XIV secolo).

Il calendario è scandito da numerose feste a carattere religioso e popolare. Ricordiamo il 17 gennaio la festa di Sant'Antonio Abate in cui vengono benedetti gli animali, il Corpus Domini (seconda domenica di Pentecoste) con la tradizionale "infiorata", la Festa della Natività di Maria Santissima a settembre con tanti spettacoli, concerti, gare di abilità. Il 10 settembre è il turno della festa di San Nicola da Tolentino, in cui alle famiglie di Barbarano viene servito un caratteristico pane composto da otto palline di pasta unite a coppia, al quale si attribuiscono proprietà terapeutiche. Per la festa della patrona Santa Barbara (4 dicembre), le celebrazioni prevedono esibizioni della banda musicale, fuochi artificiali e originali gare di poesia a braccio con l'uso dell'ottava rima obbligata (AB AB AB CC).

Visitare il Parco Regionale Marturanum

Valloni all’interno del Parco regionale Marturanum – Foto Wikimedia Commons
in foto: Valloni all’interno del Parco regionale Marturanum – Foto Wikimedia Commons

Nei dintorni di Barbarano Romano si trova il Parco Regionale Marturanum, istituito nel 1984. I suoi numerosi sentieri attrezzati consentono di compiere una traversata nella natura degna di un leggendario esploratore. Tra il gorgogliare dei ruscelli, il profumo delle specie floreali, i tronchi ricoperti di muschio, sembrerà di addentrarci in un ambiente esotico e incontaminato. Il parco è suddiviso in due paesaggi caratteristici: uno è il cosiddetto Quarto, nella zona meridionale, il quale è occupato da boschi di caducifoglie e colline composte da flysch, roccia sedimentaria ricca in argilla; l'altro paesaggio è quello dei Valloni, ossia forre scavate nel tufo dai corsi d'acqua. Un viaggio nel passato attraverso la natura: qui si trovano infatti numerose tombe etrusche scavate nel tufo. Una delle attrazioni più affascinanti è la Necropoli di San Giuliano. Risalente al VII secolo a.C, sorge sui fianchi di una rupe tufacea e comprende numerose tombe visitabili, tra cui spiccano la monumentale Tomba della Regina e la Tomba del Cervo. Su quest'ultima è scolpito un bassorilievo che rappresenta la lotta tra un cervo e un lupo. Inoltre sulla rocca tufacea di San Giuliano sorge l'omonima chiesa medievale, anch'essa scavata nel tufo.

L'area naturale è attraversata da due corsi d'acqua, il Fiume Biedano e il Fiume Vesca. Nella zona, caratterizzata da un forte vulcanismo, sono presenti delle sorgenti termali mineralizzate e ricche in ferro. Numerosi i mammiferi autoctoni, come  la volpe, il cinghiale, il tasso, l'istrice, il gatto selvatico, la puzzola europea, la nutria. Tra i volatili sono compresi  l'usignolo di fiume, il luì piccolo, la ghiandaia marina europea, il martin pescatore comune, il picchio e la cicogna nera, oltre a numerose specie di rapaci, come il nibbio reale e il falco pecchiaiolo. Da segnalare la presenza di anfibi, tra cui la rarissima salamandrina dagli occhiali.