Okunoshima – Foto mcasiwakuni.marines.mil
in foto: Okunoshima – Foto mcasiwakuni.marines.mil

Okunoshima non è un'isola giapponese come tutte le altre. Oltre al mare cristallino, alle spiagge bianche e ai paesaggi da sogno,  questa location paradisiaca regala ai turisti un'esperienza molto speciale. Potrete infatti trovarvi faccia a faccia con centinaia di conigli selvatici, per nulla spaventati dalla presenza umana. I simpatici animaletti saltellanti si dimostrano docili e amichevoli, sempre pronti a farsi accarezzare o a sgranocchiare qualche carota gentilmente offerta dai visitatori.

Una bellissima spiaggia a Okunoshima – Foto Addy Cameron–Huff
in foto: Una bellissima spiaggia a Okunoshima – Foto Addy Cameron–Huff

Definita anche Usagi Shima, "l'isola dei conigli", Okunoshima si trova nel Mare Interno di Seto, nella Prefettura di Hiroshima, ed è accessibile soltanto via mare in traghetto. Purtroppo le vicende dell'isola si intrecciano con una tragica pagina della storia dell'umanità. Nel 1925 a Okunoshima venne avviato un programma segreto per lo sviluppo di gas letali. Nonostante il protocollo di Ginevra (1925) avesse vietato l'utilizzo di armi chimiche, tra il 1927 e il 1929 venne installata nell'isola una fabbrica per la produzione di gas velenosi, specialmente iprite. Okunoshima venne scelta per la sua posizione remota e per la lontananza da Tokyo. I gas tossici vennero usati dall'Esercito Imperiale Giapponese contro soldati e civili cinesi. Con la fine della seconda guerra mondiale, l'intero impianto venne smantellato ma molti abitanti del luogo svilupparono malattie dovute all'esposizione alle sostanze tossiche. Nel 1988 è stato aperto l'Okunoshima Poison Gas Museum, ideato per sensibilizzare quante più persone possibili sui pericolosi effetti scatenati dai gas velenosi.

Rovine della fabbrica di gas velenosi – Foto Wikipedia
in foto: Rovine della fabbrica di gas velenosi – Foto Wikipedia

Non è chiaro come i graziosi coniglietti siano approdati a Okunoshima: c'è chi sostiene che gli animali fossero stati usati per esperimenti sui gas velenosi e poi liberati, ma molti studiosi affermano che siano stati uccisi al termine della seconda guerra mondiale. Secondo un'altra teoria, i conigli discenderebbero da esemplari introdotti da una scolaresca nel 1971, decenni dopo il conflitto. Oggi sono oltre 1.000 i conigli che popolano Okunoshima, con divieto tassativo di cacciarli e di introdurre cani e gatti sull'isola. I simpatici animali, abitanti incontrastati di Okunoshima, potranno accogliervi con un caloroso "comitato di benvenuto" e accompagnarvi durante le vostre escursioni. Se sceglierete di campeggiare sull'isola avrete l'opportunità di un vero contatto ravvicinato. Una curiosità: sempre nel Mare Interno di Seto si trova Aoshima, definita "l'isola dei gatti" per la presenza di numerosi felini.

Conigli a Okunoshima – Foto Wikipedia
in foto: Conigli a Okunoshima – Foto Wikipedia