Ah le vacanze. Quel tanto agognato momento di libertà tra le asperità della vita quotidiana e il ritorno alla triste realtà. Oppure è una pausa di spensieratezza nel corso di una vita ricca di impegni e preoccupazioni? O sono invece una fonte di preoccupazioni e stress esse stesse? Allitterazione a parte, non tutti vivono le vacanze allo stesso modo. Non tutti viaggiano per vacanze. E non tutti viaggiano con lo stesso obiettivo. Ci sono diverse tipologie di viaggiatori. Se ne possono individuare a decine, a seconda delle loro caratteristiche personali. Ma non stiamo qua a fare un trattato psicologico. Voglio fare un gioco con voi. Voglio associare alcune categorie di viaggiatori a personaggi fittizi dell'immaginario collettivo. Una shortlist, che voi potreste contribuire ad arricchire. In quale di questi personaggi vi identificate? O quale altro personaggio usereste per rappresentare il vostro "spirito guida" di viaggiatore?

Asterix e Obelix
Phileas Fogg
Guybrush Threepwood
Robert Langdon
Neo

ASTERIX E OBELIX

Un menhir con vista sul mare, grazie. Foto di Jean–Luc Bailleul
in foto: Un menhir con vista sul mare, grazie. Foto di Jean–Luc Bailleul

Questa personalmente è la mia categoria di viaggiatori preferita. Sarà perché io amo Asterix e Obelix. E amo il fatto che Goscinny e Uderzo li facevano viaggiare in giro per il mondo conosciuto nel 50 a.C. (e anche sconosciuto, vedasi il viaggio in America) con le scuse più geniali. A volte giravano per la sola Francia, ma più spesso valicavano i confini. Sempre per portare a termine una missione. Ecco, questo è il "viaggiatore con uno scopo". A differenza dei due Galli, però, questa tipologia di viaggiatore difficilmente si muove in compagnia, ma è più spesso da solo. Non gli interessa tanto organizzare un viaggio per vedere un posto nuovo, perché non ne sente il bisogno, sta benissimo a casa.

Asterix e Obelix stessi, con chiaro campanilismo francese, dicono sempre che la loro Armorica è sempre il posto più bello. Ma il viaggiatore con uno scopo, se ha uno scopo appunto, si attiva e organizza il viaggio come si deve. Pianifica spostamenti, incontri, appuntamenti. Ecco, generalmente lo scopo sono le persone. Che siano amici che vivono in altre città, o più probabilmente qualcuno con cui avere fugaci notti di passione, questo tipo di viaggiatore fa di tutto per incontrarsi con loro. E fa in modo di dare un senso al viaggio, cercando di preparare anche qualcosa di speciale. Ma il viaggiatore con scopo non è uno stressato, e nel suo piano d'azione c'è spazio per i cambiamenti, la libertà e il freestyle. Perché alla fine della fiera non conta cosa fai durante il tuo viaggio, ma con chi lo condividi. In altre occasioni, lo scopo di questo tipo di viaggiatore è invece il lavoro, magari perché impiegato in una multinazionale. Invidiamo chi gira il mondo a spese delle corporation.

PHILEAS FOGG

L’importante è non atterrare su un cactus… Foto di Nhelia
in foto: L’importante è non atterrare su un cactus… Foto di Nhelia

"Il giro del mondo in 80 giorni" è una lettura essenziale per gli appassionati di viaggio. Anche se si tratta di un libro di avventura, e non certo basato su esperienze vissute da Jules Verne in persona, uno che sognava gli uomini che andavano sulla luna un secolo prima che ci andassero veramente. Ma non è lo spirito avventuriero che vogliamo associare alla nostra tipologia di viaggiatore. Fogg aveva fatto la scommessa di circumnavigare il globo in 80 giorni. E per farlo doveva attenersi a un itinerario ben preciso. Ecco, avete presente quell'amico che vi vuole organizzare il viaggio fino all'ultimo minuto?

Giorno 1: escursione al sito archeologico. Giorno 2: visita ai musei. Giorno 3: se ci svegliamo alle 6 del mattino forse facciamo in tempo a visitare quel posto carino fuori città che ho letto che è assolutamente da vedere ma bisogna prendere un determinato treno, imbroccare le coincidenze e tornare la sera in tempo per farci qualche ora di sonno prima della partenza del giorno dopo. Ecco, questo tipo di viaggiatore lo incontrate spesso nelle vacanze di gruppo. Per quanto molto utile, perché si sobbarca l'impegno decisamente poco invidiato di mettere in piedi il viaggio, nessuno ammetterà mai la sua fondamentale funzione sociale. Al contrario, verrà sempre bersagliato da commenti di disprezzo per la sua smania ansiosa e stressante, e colpito da lanci di cuscini quando il suono della sua voce anticiperà quello della sveglia. Ci si chiede come si comporti questo tipo di personaggio quando è in vacanza da solo: forse, come Fogg, si perderà nel fuso orario presentandosi all'aeroporto 24 ore prima della partenza del volo.

GUYBRUSH THREEPWOOD

Dove avrò parcheggiato la mia barca? Foto di World Wide Gifts
in foto: Dove avrò parcheggiato la mia barca? Foto di World Wide Gifts

Cosa ci fa il simpatico pirata di Monkey Island nel nostro elenco? Be', anche questo è un vezzo personale, lo devo ammettere. Ma non è fuori contesto, a differenza della sua figura maldestra e imbranata in un mondo fatto di ladri e tagliagole. Guybrush viaggia in lungo e in largo per le isole dei Caraibi in cerca dei suoi tesori: e come non invidiarlo? Nel corso delle sue avventure l'aspirante pirata (a tutti gli effetti dal secondo episodio, ma poco credibile) nel perseguire le sue missioni si trova sempre a deviare dal suo cammino per un motivo o per l'altro. Come quel tipo di viaggiatore che non pone limiti alla sua vacanza, ma anzi esce tranquillamente dal suo itinerario per esplorare luoghi diversi, conoscere la gente del posto, fare esperienze di vita differenti, e insomma tutto quello che in realtà dovrebbe definire un viaggio. Un biglietto di andata e ritorno senza sapere cosa ci può essere nel mezzo, ma pronti a tutto pur di viverlo.

Guybrush forse non rappresenta l'immagine tipo che si ha di un pirata, ma è sicuramente l'esempio brillante di un vero viaggiatore. E nei suoi viaggi di esperienze forti ne prova a bizzeffe. Anzi, non si direbbe, ma lui è un vero e proprio ragazzaccio: fa a botte con dei tipi poco raccomandabili (spesso prendendole), ruba oggetti (come ogni personaggio delle avventure grafiche d'altronde), finisce in galera, e fa evadere lui stesso la gente di galera. Ma soprattutto si trova ad assumere sostanze stupefacenti e ingurgitare alcolici non meglio identificati. Per ritrovarsi poi a fare sogni allucinanti e a parlare con zombi, teschi e animali. Insomma, un po' il blando incrocio tra il Sal Paradise di Jack Kerouac e il Paul Kemp di Hunter S. Thompson.

ROBERT LANGDON

Non mi sentivo così osservato dai tempi del mio esame di maturità… Foto di AngMokio
in foto: Non mi sentivo così osservato dai tempi del mio esame di maturità… Foto di AngMokio

Il protagonista dei romanzi di Dan Brown viaggia per il mondo grazie alla sua conoscenza enciclopedica. E non riesce proprio a trattenersi dal dispensare il suo sapere alle persone che gli stanno vicino. Di solito i sotutto stanno antipatici anche a chi sa più di loro. Langdon no. Lui parla e tutti pendono dalle sue labbra. Certo, dovunque vada la gente muore neanche si portasse appresso la maledizione di Jessica Fletcher. Ma non è questo il punto.

Un Robert Langdon è una persona che tutti vorrebbero aver con sé in viaggio se lo scopo è culturale. È quello che vi spiega il significato di un quadro in un museo, vi racconta l'aneddoto simpatico relativo a un'opera architettonica, e in caso di tempi stretti vi sa spiegare perché dovreste visitare un luogo piuttosto che un altro. Insomma, ha una storia affascinante per ogni cosa. E voi restate rapiti dalle sue nozioni, perché nel momento in cui vi parla non solo vi arricchisce ma vi fa capire che il vostro viaggio ha un significato che va al di là della semplice puntina sul planisfero. Poi è molto probabile che tutte le cose che sa le abbia lette su Wikipedia il giorno prima della partenza ma fa niente, va apprezzato comunque lo sforzo.

NEO

Questo comunque sembra più Morpheus che si è mangiato Vin Diesel… Foto di Thijs Gaasendam
in foto: Questo comunque sembra più Morpheus che si è mangiato Vin Diesel… Foto di Thijs Gaasendam

L'ultimo personaggio della nostra lista vi suonerà un vero e proprio enigma: cosa ci rappresenta il protagonista di Matrix, un film d'azione che col tema dei viaggi ha poco a che vedere? Ve lo dico subito: è il viaggiatore sbruffone. Colui che viaggia solo per farsi bello con gli altri, e non perde occasione di scattarsi una foto a ogni angolo che ritenga degno di essere immortalato con la sua posa da figo. Ogni riferimento ai Ray-Ban è puramente casuale. Ma c'è anche una connotazione molto moderna, ed è l'elemento del mondo virtuale e della rete. Con l'avvento di Facebook e dei vari social network oggi chiunque si sente obbligato a condividere qualsiasi pensiero gli passi per la testa con il mondo. Se poi si tratta di una foto ancora meglio. Se la foto rappresenta se stessi, superlativo. E se si tratta di se stessi, con occhiali da sole, espressione da piacione con sfondo pseudo-artistico è jackpot.

Questo genere di viaggiatori è tale solo perché aderisce al concetto di traslazione nello spazio. In realtà passano più tempo a inquadrare il panorama all'interno di un obiettivo e a cercare di capire come è meglio piazzarcisi dentro, piuttosto che goderselo con i propri occhi. È vero, tutti siamo fissati con le foto durante le nostre vacanze, e tutti vogliamo apparire e condividere. Ma questi soggetti sono l'estremizzazione dell'egocentrismo, e si costruiscono un'immagine in rete che non ha niente a che vedere con quello che sono davvero. Esattamente come i protagonisti di Matrix che nel mondo reale vestivano di stracci e si nutrivano di pappe già pronte, mentre in quello virtuale si atteggiavano a eroi con abiti di pelle firmati e per niente adatti ai loro impossibili combattimenti. Viaggiatori dal flash egomaniaco, smettetela di gonfiare il petto e rilassate la pancia: se vi girate verso il paesaggio dietro di voi forse ricorderete il motivo iniziale del vostro viaggio.

[In apertura: genio artistico rinascimentale. Foto di Andrés Nieto Porras]