La Sardegna è un luogo magico del quale è impossibile non innamorarsi. Ogni territorio sardo possiede un fascino particolare ed ogni territorio merita di essere visitato; la bella, selvaggia Ogliastra è indubbiamente una di queste aree da non perdere assolutamente. Situata nella parte centro orientale dell’isola, confinante con la provincia di Nuoro e di Cagliari, non molto conosciuta, si distingue da altre zone più note non solo per lo splendido mare, per le sue caratteristiche rocce rosse, per i siti nuragici e per l’ottima cucina ma è rinomata per la sua vivibilità anche nei mesi di maggior afflusso turistico.

Come arrivare in Ogliastra
Cosa fare sul Gennargentu
Cosa vedere nell'Ogliastra
Siti nuragici | Tacchi d’Ogliastra | Paesi fantasma | Paesi dei nonni centenari |Ulassai e le grotte di Su Marmuri
Cosa mangiare e bere in Ogliastra

Spiaggia di Su Sirboni [© GAL Ogliastra]
in foto: Spiaggia di Su Sirboni [© GAL Ogliastra]

Come arrivare in Ogliastra: traghetto, aereo, transfert Cagliari-Olbia e trenino verde

Ovviamente, essendo un’isola, la Sardegna è raggiungibile solo grazie a collegamenti marittimi o aerei. Soprattutto durante la stagione estiva sono molti i traghetti di varie compagnie che, quotidianamente, collegano il continente alla bella isola sarda. Gli scali principali sono Olbia, Cagliari e Porto Torres ma esiste una corsa, realizzata da Tirrenia, che da Genova e Civitavecchia, garantisce due arrivi settimanali ad Arbatax, porto situato nel cuore dell’Ogliastra e punto nevralgico per raggiungere tutte le principali attrazioni di questa zona. Se invece preferite l’aereo, una volta giunti a Cagliari, potreste noleggiare un’auto e percorrere la nuova statale orientale sarda chiamata anche ss125 oppure contattare una compagnia di trasporto passeggeri. Di Lanusei è la storica “Tonino Aresu” che dal 1948 offre servizi di transfert su prenotazione da e per varie parti dell’isola. Per gli amanti della natura e dei panorami è possibile raggiungere l’Ogliastra anche con il Trenino Verde tramite la tratta Mandas/ Arbatax, 156 km di viaggio immersi nella bellezza ma… controllate gli orari!

Trenini Verde / Ussassai [© GAL Ogliastra]
in foto: Trenini Verde / Ussassai [© GAL Ogliastra]

Cosa fare sul Gennargentu: trekking e mountain bicking

Il Gennargentu è la principale catena montuosa della Sardegna. Area caratterizzata da una bassa densità di popolazione offre a tutti gli appassionati di trekking e amanti di mountain biking la possibilità di godere a pieno della parte più selvaggia dell’isola. Cascate, piscine naturali, canyon e profumi di una natura incontaminata accompagnano escursionisti esperti e non su sentieri immersi nel verde. Alle pendici di Punta la Marmora (la vetta più alta del Gennargentu) circondato da bosco e da radura, casa di pecore e mufloni, c’è il piccolo rifugio ed ex ovile "Erbe Lathori" dei fratelli Gian Luigi e Franco Bonicelli. Su prenotazione offrono tour guidati in jeep e a piedi tramite facili percorsi di trekking, escursioni che spesso si concludono con una merenda a “Sa Sarda” chiamata “Smurzo” a base di formaggio di pecora, salame e pane pistoccu.

Rifugio Erbe Lathori e Punta La Marmora [@Fanpage.it/Ilaria Vangi]
in foto: Rifugio Erbe Lathori e Punta La Marmora [@Fanpage.it/Ilaria Vangi]

Cosa vedere: siti nuragici, valli, grotte e paesi

I siti nuragici di S’Arcu ‘E Is Forros e Serbissi

S’Arcu ‘E Is Forros: area archeologica risalente all’età del bronzo situata nel comune di Villagrande Strisaili, fu uno dei principali villaggi in cui si sviluppò un fiorente commercio di metalli tra Sardegna, Etruria e Mediterraneo orientale. Il sito è visibile in determinati orari, visite guidate su prenotazione.

Serbissi: nuraghe ben conservato, costituito ancora da torri circolari dentro le quali è possibile accedere e salire per godere di un panorama dell’altopiano dei Tacchi davvero spettacolare. Situato tra Osini e Gairo, risalente anche questo all’età del bronzo, è raggiungibile in auto e a piedi tramite un percorso immerso nella natura incontaminata, visite guidate su prenotazione accompagnano il visitatore in un vero e proprio viaggio nel tempo.

Nuraghe Serbissi [@Fanpage.it/Ilaria Vangi]
in foto: Nuraghe Serbissi [@Fanpage.it/Ilaria Vangi]

I Tacchi d’Ogliastra la “Monument Valley” sarda

In molti associano i Tacchi, chiamati così per la loro forma a tacco di scarpa appunto, alle guglie rocciose dei grandi parchi americani di Utah e Arizona, icone di vecchi film wester, di cavalli e cow boy. In qualsiasi direzione volge lo sguardo è possibile scorgere Perda Liana o Punta del Diavolo, un grande monte calcareo che dietro al nome cela una funesta leggenda. Un’antica filastrocca recita “Perda Liana s”u chi cheres ti dana” ovvero chiedi ciò che vuoi al monte  e ti sarà dato (traduzione vendi l’anima al Diavolo). Punto di riferimento per pastori e viaggiatori è sicuramente il tacco più importante e famoso d’Ogliastra.

Tacchi ad Ulassai [© GAL Ogliastra]
in foto: Tacchi ad Ulassai [© GAL Ogliastra]

Gairo Vecchio e Osini Vecchio: i paesi fantasma

Scenario nel 1951 di una tragica alluvione Gairo fu progressivamente abbandonato per essere ricostruito in un'area geologica più sicura, la stessa sorte toccata in seguito al vicino Osini. Oggi questi piccoli paesi fantasma, dalle case diroccate, meta di capre e contadini che coltivano piccoli orti, sono tappa obbligatoria di molti appassionati di fotografia di archeologia urbana.

Osini, Gairo e Villagrande i paesi dei nonni centenari

Piccoli caratteristici paesi arroccati sull’altopiano dei Tacchi dov’è possibile passeggiare e incontrare donne vestite di nero o in Fardetta (gonna tipica) e simpatici anziani centenari. L’Ogliastra ed in particolare modo Villagrande,  sono famose in tutto il mondo per la longevità dei suoi abitanti.

Gairo Vecchio [ @Fanpage.it/Ilaria Vangi]
in foto: Gairo Vecchio [ @Fanpage.it/Ilaria Vangi]

Ulassai, le grotte di Su Marmuri e il ricordo di Maria Lai

Ulassai è sicuramente una delle principali località situate sull’altipiano dei Tacchi. Qui è possibile visitare la meravigliosa Grotta Su Marmuri, un complesso di sale sotterranee ricche di stalattiti, stalagmiti e colonne ma attenzione, ricordate di portare con voi un pullover o una felpa perché in grotta fa freddo! Durante la stagione invernale o delle piogge imperdibile è la visita alle cascate le Quarci e delle Corci. Un’altra attrazione di questa tipica cittadina sarda è la Stazione dell’Arte, una vera e propria stazione ferroviaria ristrutturata e adibita a museo interamente dedicato all’artista visionaria, oramai scomparsa, Maria Lai. Ad Ulassai molti sono i segni e le opere lasciati in eredità dalla Lai al luogo che le ha dato i natali e alla gente che tanto amava. Lungo le strade è ancora possibile vedere pezzi di filo che, per volere dell’artista e con il supporto della popolazione, furono usati per “legare il paese alla montagna”. Di Ulassai è notevole anche la tradizione tessile. La cooperativa artigiana Su Marmuri tutt’oggi, con l’ausilio di vecchi telai a mano, produce tappeti, coperte, strofinacci con stampe e disegni originali di Maria Lai.

Cosa mangiare e bere in Ogliastra

Culurgiones: specialtà IGP tipica la loro preparazione varia a seconda delle zone di produzione. Solitamente realizzati con pasta fresca di semola di grano duro ripiena di pecorino sardo, di patate, aglio, a volte menta sono chiusi artigianalmente con grande maestria in modo da formare una piccola spiga. Cotti in acqua bollente possono essere serviti conditi con sugo di pomodoro leggero e pecorino grattugiato oppure burro, salvia e pecorino grattugiato. I culurgiones possono essere gustati anche cotti alla brace o fritti.

Pistoccu: foglio di pane secco, meno sottile del classico pane carasau, da mangiare sia asciutto che bagnato con un po’ d’acqua. Ideale per accompagnare affettati e gustosi formaggi sardi abbinati ad un’ottimo vino rosso cannonau di Jerzu. Da provare anche il pane guttiau, ovvero semplice carasau infornato poi condito con sale e olio.