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11 Agosto 2015
18:03

Ecco perché nei duty-free chiedono la carta d’imbarco

Perché quando facciamo acquisti in un negozio duty-free ci chiedono la carta d’imbarco? Semplice: i rivenditori in aeroporto usano le informazioni contenute sulla carta d’imbarco per ottenere rimborsi IVA. Spesso a discapito dei clienti.
A cura di Angela Patrono
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A volte nella lunga attesa che precede il nostro volo ci catapultiamo nei negozi duty-free, convinti di acquistare i prodotti a un prezzo più basso rispetto ai comuni negozi perché esenti da IVA. Tuttavia non è proprio così. I rivenditori in aeroporto dichiarano di applicare esenzioni sull'IVA, ma spesso propongono i prodotti a un prezzo maggiorato rispetto al normale. Se si prova ad acquistare in esenzione IVA, infatti, i cassieri ci chiederanno la carta d'imbarco. Pochi sanno che in realtà questa "tattica" serve ai rivenditori per ottenere il rimborso dell'IVA al 20% sui beni venduti ai passeggeri che viaggiano fuori dall'Unione Europea. Peccato che il più delle volte i viaggiatori non possano usufruire di questi vantaggi.

Meno tasse non significa maggior risparmio. Un'indagine del quotidiano britannico Independent ha mostrato che, nonostante le merci in vendita nei duty-free siano esenti da imposte, il prezzo è identico rispetto ai normali negozi, se non più alto. La popolare catena Boots vende i suoi prodotti a una cifra identica a quella fuori dall'aeroporto. Questo significa che Boots può richiedere il rimborso del 20% presso l'Agenzia delle entrate se il prodotto è venduto ad un passeggero che viaggia al di fuori dell'UE.  Ma anziché ridurre il costo del prodotto, i commercianti intascano semplicemente la differenza. Altri rivenditori offrono piccoli sconti nei negozi duty-free, ma si accaparrano una buona fetta di risparmi.

I rivenditori dei duty-free chiedono ai clienti di mostrare la carta d'imbarco anche per gli acquisti più banali e insignificanti, ma solo in pochi conoscono il vero motivo di questa insistenza. Nick Trend, giornalista di Telegraph Travel’s, denuncia una "generale mancanza di trasparenza" nei prezzi esposti dai negozi duty-free. Un portavoce di Boots afferma che lo staff aeroportuale è tenuto ad effettuare la scansione delle carte d'imbarco, ma la procedura non è obbligatoria. L'ipotesi di esporre un doppio prezzo, con lo sconto del 20% per i cittadini non-UE, è ritenuta praticamente impossibile. In ogni caso i clienti non hanno l'obbligo legale di mostrare la carta d'imbarco in cassa.

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