Elcito – Foto di Francesco Fronzi
in foto: Elcito – Foto di Francesco Fronzi

Un luogo immerso nel silenzio, dove respirare la quiete delle alte vette e ritrovare il contatto con se stessi e con la natura. Questo è Elcito, un paesino di appena sette anime arroccato alle pendici del Monte San Vicino. Definito "il Tibet delle Marche", sorge su uno sperone di roccia a 821 metri di altitudine. Meta privilegiata dagli amanti del trekking, Elcito è una frazione di San Severino Marche, affascinante cittadina in provincia di Macerata. Il nome deriva da elce, ovvero leccio (Quercus ilex), per la diffusione di questi alberi in zona nell'antichità.

Elcito – Foto Wikipedia
in foto: Elcito – Foto Wikipedia

Nel luogo si respira un silenzio soprannaturale, rotto solo dal sibilare del vento. Tutto contribuisce a creare un'atmosfera fatata e irreale: i vicoli stretti dove si affacciano casette in pietra, la piazza dominata dalla piccola chiesa, i punti panoramici. Lo spettacolo è particolarmente suggestivo in inverno quando la neve ricopre il borgo con il suo manto: effetto presepe assicurato.

Il borgo, in origine fortificato, conobbe un periodo di fioritura e massima espansione nel Medioevo, grazie alla comunità benedettina che nel XIII secolo possedeva oltre 40 tra chiese ed eremi. Il nucleo di Elcito, concentrato attorno alla chiesa cinquecentesca di San Rocco, include l’antico castello e un agglomerato di casette in pietra. Del castello si conservano la porta, alcune porzioni delle mura, una chiesa parrocchiale. Si tratta dell'antica fortezza medievale eretta a scopo difensivo per l'abbazia benedettina di Valfucina, che si trova più a valle. Oggi di questo antico monastero, distrutto da un terremoto nel 1799, rimangono solo i capitelli della cripta a motivi geometrici e zoomorfi, con i simboli dei quattro evangelisti.

Elcito – Foto Wikimedia Commons
in foto: Elcito – Foto Wikimedia Commons

Abitato da appena sette persone, il paesino si ripopola in estate, quando gli abitanti di San Severino Marche vengono a soggiornare nelle loro seconde case o quando il 16 agosto prendono parte ai festeggiamenti per San Rocco, patrono del borgo. Fino agli anni Settanta i residenti erano circa duecento e avevano un rapporto a dir poco simbiotico con la terra, fonte primaria di sussistenza: a Elcito infatti non c'è mai stato un negozio di nessun tipo, gli abitanti hanno sempre vissuto di agricoltura e pastorizia. Oggi i sette anziani che non hanno voluto abbandonare il luogo natio sono riforniti settimanalmente da un furgone frigorifero. Inoltre, lungo la strada che porta al borgo si trova un bar che funge anche da negozietto di alimentari. Ma Elcito non è abbandonato a se stesso: la maggior parte delle case sono state restaurate dai proprietari; inoltre nel borgo si tengono diverse manifestazioni a tema medievale, soprattutto nel periodo estivo.

Elcito offre grandi opportunità agli appassionati di escursioni nella natura. Il borgo è immerso nella Riserva Naturale Regionale del Monte San Vicino e del Monte Canfaito. Dopo la visita al borgo è d'obbligo una passeggiata nella splendida Faggeta di Canfaito che in autunno si colora di tinte calde e dorate, dando vita a uno spettacolo indimenticabile. Qui potrete passeggiare tra piante secolari e ammirare il faggio più antico d'Italia,  inserito fra i 300 alberi monumentali d’Italia.