30 Luglio 2018
18:15

Eremo di Sant’Onofrio al Morrone: un luogo mistico e senza tempo

Nei dintorni di Sulmona si erge un pittoresco santuario sospeso su uno sperone roccioso. L’Eremo di Sant’Onofrio al Morrone venne fondato da Celestino V, il celebre papa eremita che rinunciò al pontificato. Decorato da meravigliosi affreschi, questo luogo spettacolare trasuda misticismo e invita alla meditazione.
A cura di Angela Patrono

Ci sono luoghi sospesi tra cielo e terra dove si respira un'aria dal misticismo unico e sembra quasi di fondersi con il paesaggio circostante. Uno di questi è sicuramente l'Eremo di Sant'Onofrio al Morrone, nella frazione di Badia di Sulmona. Posto sulle pendici dell'omonimo monte, il santuario domina la Valle Peligna, tenacemente aggrappato a una parete di roccia. A quota 620 metri, l'eremo Celestiniano sovrasta il tempio di Ercole Curino, interessante sito archeologico che testimonia un culto pagano. Una commistione di epoche e religioni che illumina di un'aura misteriosa questo sito abruzzese. Arrivare al santuario non è complicato, la salita a piedi è abbastanza agevole e i gradini scavati nella roccia rendono il cammino ancora più emozionante. Una volta arrivati in vetta si può godere di un panorama meraviglioso che avvolge Sulmona e i monti circostanti: una vera festa per gli occhi da assaporare in silenzio.

Eremo di Sant’Onofrio al Morrone – Foto <a href="https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Sulmona_–Eremo_di_Sant%27Onofrio_al_Morrone–_2008_by–RaBoe_004.jpg" target="_blank" rel="nofollow noopener">Wikimedia Commons</a>
Eremo di Sant’Onofrio al Morrone – Foto Wikimedia Commons

Le vicende dell'eremo sono strettamente collegate alla vita di Pietro da Morrone, divenuto papa con il nome di Celestino V e proclamato santo, noto in particolar modo per aver rinunciato al pontificato. L'eremo venne fatto costruire nel 1290 da Pietro che decenni prima si era stabilito sul Monte Morrone per pregare e meditare. Nel 1294, tuttavia, accorse sul luogo il re di Napoli, Carlo d'Angiò, che gli comunicò la sua elezione a pontefice. L'umile eremita venne condotto all'Aquila per la solenne incoronazione nella Basilica di Santa Maria di Collemaggio che lui stesso aveva fondato, ma il suo pontificato durò appena quattro mesi: di lì a poco Celestino decise di rinunciare alla carica e rimettersi il saio monacale, tornando nell'eremo morronese.

Il complesso ha subito un completo restauro dopo l'ultima guerra. La chiesa dell'eremo, con impianto rettangolare ad aula e soffitto ligneo quattrocentesco, custodisce splendidi affreschi. All'interno si trovano alcune pitture parietali del XV secolo che raffigurano il Cristo Re e San Giovanni Battista, e alcuni resti di dipinti che rappresentano una Madonna con Bambino e Santa Lucia e santa Apollonia. Al di sotto della chiesa è ancora presente la grotta dove Pietro da Morrone si ritirava in preghiera. Nell'oratorio si trovano anche affreschi databili al XIII secolo che illustrano la Crocifissione, una Madonna con il Bambino e i busti di San Mauro e Sant’Antonio ai lati di San Benedetto. Nella parete sinistra troviamo un’immagine di Celestino V (XIV secolo) raffigurato in vesti papali e con la palma del martirio. Attraversando il corridoio del piccolo oratorio si può raggiungere la cella di Fra Pietro del Morrone, oltre a quella del Beato Roberto da Salle.

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