Con il suo linguaggio universale, l'arte è in grado di evocare valori senza tempo come il sacrificio, l'amore per il prossimo, il dono incondizionato di sé. È questo il senso della mostra "Guasti, Michelucci e il Monumento ai Tre Carabinieri", inaugurata a Fiesole (FI) lo scorso 17 febbraio.

Monumento ai Tre Carabinieri, Fiesole, Parco della Rimembranza
in foto: Monumento ai Tre Carabinieri, Fiesole, Parco della Rimembranza

L'esposizione è incentrata sul Monumento ai Tre Carabinieri, scultura in bronzo del 1964 realizzata da Marcello Guasti per la terrazza panoramica all'interno del Parco della Rimembranza. In occasione del 75° anniversario della Liberazione dall'occupazione tedesca, Fiesole ha deciso di onorare in questo modo il sacrificio di tre giovani carabinieri, Alberto La Rocca, Vittorio Marandola e Fulvio Sbarretti, barbaramente trucidati dai nazisti il 12 agosto 1944. Attivi nel supportare i partigiani impegnati contro le forze straniere, i giovani eroi si consegnarono spontaneamente ai tedeschi per evitare una strage di dieci ostaggi civili.

Marcello Guasti, Scultura n. 4–60, piombo–antimonio, 1960
in foto: Marcello Guasti, Scultura n. 4–60, piombo–antimonio, 1960

Vent'anni dopo, il Comune di Fiesole decise di commemorare questo eroico sacrificio attraverso la realizzazione di un monumento. Fu il celebre architetto Giovanni Michelucci a stabilirne la collocazione nel Parco della Rimembranza; tra gli artisti in gara venne selezionato Marcello Guasti, uno dei più importanti scultori toscani del Dopoguerra, scomparso l'11 gennaio scorso. Guasti realizzò il monumento in dialogo con il paesaggio circostante, in uno slancio dinamico «verso l'infinito» che si traduce in una tenaglia squarciata da una fiamma. Alto più di cinque metri e composto da 45 pezzi assemblati in bronzo, venne concepito come «una lotta tra il Bene e il Male», anche se il curatore della mostra, Jonathan Nelson, preferisce definirlo come «il trionfo del Bene». Un'opera, quindi, carica di valori e simbologie universali, che si proietta verso la profondità dell'infinito e parla alle coscienze di tutti.

Marcello Guasti, Scultura n. 4–61, bronzo, 1961
in foto: Marcello Guasti, Scultura n. 4–61, bronzo, 1961

La mostra, allestita nella Sala Costantini, racchiude numerose testimonianze storico-artistiche. All'interno si trovano documenti originali, molti dei quali inediti, relativi alla drammatica vicenda dei Tre Carabinieri. Di grande interesse la sezione dedicata alle opere di Guasti, che analizza il rapporto del maestro con l'arte informale. In mostra ci sono disegni, xilografie, sculture in legno, piombo e bronzo, e un'interessante videointervista di Guasti, realizzata appena pochi mesi prima della sua scomparsa.

Monumento ai Tre Carabinieri, Foto di Marcello Guasti, 1964
in foto: Monumento ai Tre Carabinieri, Foto di Marcello Guasti, 1964

Una particolarità della mostra è la suddivisione in due parti, allestite presso due diverse sedi: la prima, "La genesi del Monumento: Slancio verso l’infinito", in Sala Costantini, a cura di Jonathan K. Nelson, è aperta il sabato e domenica dalle 10,00 alle 18,00 con ingresso libero; la seconda parte della mostra, "Guasti e gli artisti suoi contemporanei in dialogo con l’antico", a cura di Jonathan K. Nelson e Mirella Branca, sarà inaugurata l'11 maggio presso il Museo Civico Archeologico. La mostra è promossa dal Comune di Fiesole e dalla Fondazione Giovanni Michelucci. Entrambe le mostre saranno visitabili fino al 30 settembre. Sito ufficiale: https://guastifiesole.it/