I Castelli di Cannero
in foto: I Casteli di Cannero. Foto di Mercury

Immaginate un lago avvolto nella nebbia, dalle cui acque riafforano Castelli che sembrano fatati. Questa non è un'immagine che si può trovare solo nel film o nei libri fantasy, ma esiste davvero ed è più vicino di quanto pensiate. Nel lago Maggiore, in un'atmosfera surreale e a tratti stregata, affiorano dalle acque i Castelli di Cannero. Queste fortezze danno l'impressione di galleggiare sull'acqua. In realtà, si tratta di un'incantevole illusione ottica, poichè i castelli poggiano su degli isolotti, che nonostante il nome si trovano nel comune di Cannobbio e non in quello di Cannero Riviera. I Casteli di Cannero sono due, uno è la fortezza di Malpaga, costruita nel XV secolo, e la seconda è la  Vitaliana, costruita durante il Cinquecento ad opera di Ludovico Borromeo. Purtroppo queste costruzioni sono visibili solo da lontano, e non visitabili, per motivi di sicurezza, ma è in atto un'opera di restauro.

Come sono nati i Castelli di Cannero

Castelli di Cannero
in foto: Castelli di Cannero. Foto di Fabio Alessandro Locati

I Castelli di Cannero sono due, e furono costruiti intorno al 1200 – 1300, ed abitati da cinque fratelli della famiglia Mazzardi, temutissimi briganti originari di Ronco. Approfittando dei probemi in cui versava il Ducato di Milano alla fine del XIV secolo, e delle lotte tra Guelfi e Ghibellini, i Mazzarditi, come erano chiamati i cinque fratelli, riuscirono a conservare il potere sul litorale, usando molto spesso la forza contro ogni opposizione. La posizione del forte, lontano dalle rive del lago, fece sì che il castello, riuscisse a custodire immensi tesori poichè era difficile avvicinarsi senza essere scoperti. Le cose cambiarono con la conquista del potere del nuovo Duca di Milano Filippo Maria Visconti, che pose fine a questo periodo di tumulti e terrore. Il duca, esasperato dalle continue lamentele ricevute dagli abitanti locali, decise di inviare un esercito di 500 uomini per scacciare i temibili fratelli e riappropriarsi della zona.  Il castello di Terrafiume fu rapidamente espugnanto, insieme al palazzo cittadino, e dopo un lungo assedio caddè anche il castello Malpaga.

Dopo circa trent'anni le isole passarono dal duca Filippo Visconti al conte Vitaliano I figlio di Filippo I Borromeo e Franceschina Visconti, entrando a far parte dei possedimenti della famiglia Borromeo. Con l'intendo di proteggersi dalle incursioni svizzere, nel 1519 il conte Lodovico fece edificare una rocca fortificata sulle rovine delle isole, dandole il nome di "Vitaliana", in omaggio alla famiglia padovana capostipite dei Borromeo. Con la morte di Lodovico la rocca fu abbandonata e iniziò un periodo di decadenza. Ancora oggi gli isolotti sono proprietà dei Borromeo, insieme all'isola Bella e alla Rocca di Angera.

Le leggende dei Castelli di Cannero

Le leggende sui Castelli di Cannero
in foto: Le leggende sui castelli di Cannero. Foto di Irene Grassi

Un luogo così affascinate non poteva non essere avvolto in una serie di misteri e leggende. Una delle più tragiche è legata ai fratelli Mazzarditi, infatti, la leggenda narrà che i fratelli, dopo la sconfitta, siano stati gettati nelle acque del lago con dei sassi legati al collo. In realtà la storia, smentisce questa leggenda, infatti, i fratelli, furono solo banditi dal paese per quindici anni, trascorsi i quali furono riammessi in città. La loro fama di spietati sanguinari, però, ha dato vita ad una serie di storie e racconti. Si dice che nel tentativo di proteggere le loro ricchezze e non consegnarle al duca Visconti, i fratelli gettarono i loro forzieri peni di oro nel lago e nelle giornate di fitta nebbia è possibile scorgere un veliero fantasma che naviga attorno al castello reclamando l’antico tesoro sommerso.

Altra leggenda riguarda i piedi pietrificati di uno dei cinque fratelli Mazzardi. Pare che, durante un tentativo di rapimento di un bambino, uno dei fratelli si avvicinò alla villa per compiere il misfatto mentre il piccolo recitava le preghiere per i  genitori defunti. Come un segno divino, improvvisamente i piedi del bandito divennero di pietra.