Pieve di San Paolo – Foto Wikipedia
in foto: Pieve di San Paolo – Foto Wikipedia

A 555 metri sul livello del mare, tra verdeggianti boschi di noci e castagni, sorge Vico Pancellorum. Si tratta di una misteriosa località toscana, frazione di Bagni di Lucca. Secondo la leggenda, questo borgo toscano venne fondato dai fratelli Pancelli, esuli da Roma. In ogni caso gli abitanti di Vico Pancellorum dovettero avere frequenti contatti con i residenti dell'Agro romano per ragioni commerciali o lavorative, poiché il loro dialetto non è immune da influssi laziali.

Il paesino ebbe una storia travagliata: inizialmente dominato dai Romani, passò poi nelle mani dei Longobardi, per diventare possedimento del Comune di Lucca e in seguito di Pistoia. Nel 1437, tuttavia, il nucleo originario venne incendiato e parzialmente distrutto dagli Sforza. Vico Pancellorum ritornò quindi nelle mani di Lucca; a seguito di un accordo con Firenze, nel 1493 al borgo venne concesso un podestà come dimostra il Palazzo Podestale situato nella parte alta del paese attuale (detta ‘’Arce’’). Nella seconda metà dell'Ottocento il borgo subì un progressivo abbandono. Oggi Vico Pancellorum sovrasta Bagni di Lucca con il suo borgo antico, scrigno di leggende e misteri ancora da svelare. Il primo nucleo abitativo sorse sulle pendici del Monte Erto: a testimonianza del suo passato rimangono i resti dell'antica fortificazione romana che circondava l'antico centro. Inoltre in origine era presente anche la Chiesa di San Marco, oggi distrutta.

Tra gli edifici oggi conservati spicca la Pieve di San Paolo, dalla quale è possibile ammirare una splendida veduta del panorama circostante. Le prime notizie sulla chiesa risalgono all'873, in un documento stipulato tra il sacerdote Alpari e il vescovo Gherardo: quest'ultimo cedette per un certo periodo la pieve in cambio di denaro.

Architrave della Pieve di San Paolo con la sua complessa simbologia – Foto Wikimedia Commons
in foto: Architrave della Pieve di San Paolo con la sua complessa simbologia – Foto Wikimedia Commons

All'interno del luogo sacro si nascondono enigmi difficili da decifrare. L'ingresso della chiesa presenta un portale sormontato da un architrave con immagini simboliche: un crocifisso, un albero della vita, un cavaliere con in mano una spada, una scacchiera e la Madonna in trono. La particolarità è che il cavaliere con la spada risulta cancellato, amplificando così l'alone di mistero. Un rebus allegorico che non è stato ancora decifrato, sebbene abbia una chiara connotazione esoterica. Le misteriose simbologie potrebbero essere legate ai Templari, vista anche la raffigurazione della scacchiera, una delle prime di questo genere in Italia. Lo stesso gioco degli scacchi veniva interpretato in chiave esoterica come allegoria del percorso iniziatico, ricollegandosi alla ricerca del Sacro Graal, non a caso molti edifici legati ai Templari hanno pavimenti a scacchiera e alternanza di bianco e nero, riferimento al gioco degli opposti (sole-luna, maschile-femminile, ecc.) e alla lotta tra bene e male. L'interno a tre navate ospita interessanti opere d'arte: una statua lignea di San Paolo (XV secolo), un Crocifisso in legno scolpito (XV secolo), un'acquasantiera in marmo (1551) e i resti di un affresco con figure di Apostoli (XIV secolo).