Dimenticate Pamela Anderson e il suo celebre costume rosso. Oggi i nuovi Baywatch sono degli ipertecnologici robot da spiaggia. Magari non avranno le forme procaci della bagnina più famosa della tv, ma garantiscono un soccorso in mare ancora più rapido ed efficace. Gli ideatori dei droni bagnini sono gli ingegneri iraniani Amin Rigi e Amir Taheri, fondatori della start-up RTS Ideas, che oggi ha sede a Londra. Il prossimo mese i due inventori presenteranno il prototipo del Pars, questo il nome del robot guardaspiaggia.

Nelle operazioni di salvataggio in mare, il sofisticato drone è in grado di impiegare 70 secondi in meno rispetto a un bagnino professionista. Dotato di una telecamera termica per riprese notturne, il robot Pars è progettato per soccorrere non solo bagnanti, ma anche navi, barche o yacht in difficoltà tra le onde. Con i loro 8 motori, i droni possono trasportare fino a tre salvagenti e sono muniti di fotocamere a infrarossi per localizzare agevolmente il bagnante in difficoltà e lanciargli un gonfiabile salvavita.

L'automa è stato recentemente testato nel Mar Caspio. La simulazione ha evidenziato che un bagnino umano può impiegare 90 secondi per un salvataggio, un drone solo 20. Quello scarto di 70 secondi può fare la differenza tra la vita e la morte. L'autonomia della batteria dura 10 minuti, ma vista la rapidità del drone può essere considerata sufficiente. Con una singola carica il Pars è in grado di effettuare quindici salvataggi. Gli inventori, comunque, ipotizzano che in futuro i droni bagnini saranno posizionati su piattaforme galleggianti e ricaricati con energia solare. E le invenzioni dell'azienda iraniana non finiscono qui: RTS Ideas avrebbe intenzione di progettare anche un drone per i soccorsi in montagna. Intanto, secondo il sito Dronitaly.com, il Pars dovrebbe arrivare sulle spiagge italiane nel mese di aprile.