Nei ristoranti giapponesi vi sarà capitato di vedere la statuetta di un gattino sorridente dalla zampa alzata: è il Maneki Neko, letteralmente "gatto che chiama". Questo souvenir portafortuna ha una lunga tradizione fatta di superstizione, leggenda e cultura popolare. Esposto in molti esercizi commerciali, si dice che la zampa alzata attiri clienti, mentre l'altra porti prosperità economica. Oggi il Maneki Neko vive una popolarità di ampia portata che travalica i confini giapponesi e ha preso piede anche in Italia. Tuttavia la sua vera casa resta il tempio Gotokuji in Giappone.

Il tempio si trova a Setagaya, un tranquillo quartiere residenziale alla periferia di Tokyo.  È relativamente piccolo, ma trasmette una sensazione di pace e serenità con la sua vegetazione lussureggiante e la splendida pagoda. Sembra il posto ideale per un felino dal passo felpato… e infatti qui sono i gatti, con la loro aria sorniona, ad ascoltare le preghiere di pellegrini e turisti. In un'area del tempio si trovano scaffali con centinaia di Maneki Neko di tutte le dimensioni, ma anche targhette votive in legno raffiguranti il gattino portafortuna.

[Foto di Philipp Tautz]

Moltissime leggende sono sorte intorno alla figura del Maneki Neko, ma una è legata proprio al tempio Gotokuji e risale al periodo Edo. Si narra che, per sfuggire a un temporale, un ricco feudatario si riparò sotto un albero nei pressi del tempio Gotokuji, quando improvvisamente il gatto del sacerdote gli fece cenno con la zampa, invitandolo a seguirlo. Un attimo dopo l'albero venne colpito da un fulmine. Per ringraziare l'eroico felino, il feudatario offrì un'ingente donazione al tempio. Alla morte di Tama-chan – questo il nome del gatto – il sacerdote fece costruire una statua in suo onore. Nacque così il primo Maneki Neko della storia. E ai giorni nostri? La tradizione continua: molti Maneki Neko esposti nel tempio sono ex-voto donati in segno di gratitudine per le preghiere esaudite.