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9 Giugno 2018
01:13

Il teatro più piccolo del mondo si trova in Umbria. Ecco dove

Monte Castello di Vibio è un piccolo borgo in provincia di Perugia che presenta una particolarità: ospita il più piccolo teatro all’italiana del mondo. Questa incantevole bomboniera, costruita nel 1808, offre appena 99 posti a sedere. Ma Monte Castello di Vibio non è solo il Teatro della Concordia: ecco le sue attrattive culturali e naturalistiche.
A cura di Angela Patrono
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Teatro della Concordia – Foto <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/File:Teatro_della_Concordia_Monte_Castello_di_Vibio.jpg" target="_blank" rel="nofollow noopener">Wikipedia</a>
Teatro della Concordia – Foto Wikipedia

Monte Castello di Vibio, in provincia di Perugia, è uno dei Borghi più Belli d'Italia. Riconoscimento più che meritato: questo piccolo centro a misura d'uomo regala sensazioni incantevoli. Tanto per cominciare, il centro storico pullula di tesori architettonici. In Piazza Vittorio Emanuele II si trova un'ampia terrazza panoramica da cui lo sguardo spazia fino ad abbracciare i monti del Lazio e dell'Abruzzo. Nella stessa piazza è situata la Torre Porta di Maggio, antico accesso alla città, e la chiesa parrocchiale dei SS. Filippo e Giacomo, risalente al XVIII secolo e costruita in stile neoclassico: all'interno si trova la venerata effigie della Madonna dei Portenti con San Carlo Borromeo. Il borgo racchiude altre bellezze artistiche, tra cui la Cappella della Madonna delle Carceri esistente fin dal 1505, o la Chiesa di Santa Illuminata. Nei dintorni si possono fare escursioni naturalistiche nel Parco Fluviale della Media Valle del Tevere o all'interno del Sistema Territoriale di Interesse Naturalistico Ambientale (S.T.I.N.A.) Monte Peglia e Selva di Meana. A breve distanza si trova Todi, una delle più belle cittadine dell'Umbria.

Monte Castello di Vibio – Foto <a href="https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Monte_Castello_di_Vibio–piazza.jpg" target="_blank" rel="nofollow noopener">Wikimedia Commons</a>
Monte Castello di Vibio – Foto Wikimedia Commons

Interessante il nome del paesino, composto di due parti: "Monte Castello" deriva infatti dalla sua tipica conformazione di borgo fortificato su un'altura, mentre "di Vibio" sta a indicare una delle più antiche nobili famiglie perugine, che sotto l'imperatore Ottaviano ricostruì e fortificò Perugia e i territori circostanti. In epoca napoleonica il borgo venne denominato "capocantone": grazie alla sua posizione strategica era in grado di gestire un vasto territorio a livello militare e amministrativo. Fu proprio in questo periodo che venne edificato quello che a tutt'oggi è una meraviglia architettonica unica al mondo. Il Teatro della Concordia è il più piccolo teatro all'italiana esistente, una vera bomboniera che lascia incantati per la sua preziosità. Si tratta di una fedele riproduzione dei più grandi teatri italiani ed europei. Sebbene esistano altri teatri con un minor numero di posti, è definito "il più piccolo del mondo" poiché è l'unico esempio in miniatura di teatro settecentesco in stile goldoniano. La sua tipica forma con pianta a campana ospita 99 posti in tutto, di cui sole 37 poltroncine in platea, a cui si aggiungono 62 posti dislocati nei due ordini di palchetti.

Teatro della Concordia – Foto <a href="https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Teatro_della_Concordia_–_Monte_Castello_di_Vibio_4.jpg" target="_blank" rel="nofollow noopener">Wikimedia Commons</a>
Teatro della Concordia – Foto Wikimedia Commons

Usando il termine Concordia, gli ideatori intendevano ispirarsi ai concetti propugnati dalla Rivoluzione francese: libertà, uguaglianza e fraternità. Inaugurato nel 1808 per volontà di nove illustri famiglie del luogo, il teatro presenta bellissime decorazioni ad opera del pittore spezzino Luigi Agretti. Tra le particolarità, un orologio sul proscenio dipinto a trompe l'oil, con le lancette ferme sulle ore 20:30, orario di inizio degli spettacoli.

Affreschi di Luigi Agretti – Foto <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/File:Teatro_della_Concordia_–_Monte_Castello_di_Vibio_3.jpg" target="_blank" rel="nofollow noopener">Wikimedia Commons</a>
Affreschi di Luigi Agretti – Foto Wikimedia Commons

Dopo un esordio di successo, il teatro andò in rovina e negli anni Cinquanta fu chiuso per inagibilità. Solo l'intervento dell'Amministrazione Comunale lo riportò all'antico splendore grazie a un restauro mirato. Nel 2002, grazie allo storico Nello Latini, venne emesso un francobollo celebrativo del teatro. Oggi il teatro è gestito da un gruppo di volontari che offrono visite guidate e informano sul ricco calendario di eventi e spettacoli, mentre al suo interno si celebrano matrimoni e ricorrenze di ogni tipo.

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