in foto: Chiesa di Ognissanti – Foto Wikimedia Commons

Durante una visita a Firenze è impossibile non soffermarsi sulle sue splendide chiese, che attirano l'attenzione per l'architettura elaborata e l'interno pregno di opere rinascimentali. Tuttavia, al di là di luoghi di culto inflazionati come il Duomo o Santa Croce, passeggiando per i vicoli fiorentini è possibile imbattersi in gemme inaspettate. Come la Chiesa di Ognissanti, affacciata sull'omonima piazza. Si trova a due passi dalla più famosa Santa Maria Novella, e – forse proprio per questo – passa quasi inosservata agli occhi dei turisti. Eppure ha tutto per farsi amare: spiritualità, opere di grandi artisti, eventi musicali a tema classico o sacro.

Interno della Chiesa di Ognissantiin foto: Interno della Chiesa di Ognissanti

La chiesa, edificata nel 1251, apparteneva all'ordine conventuale degli Umiliati. Nel 1571 gli Umiliati furono sostituiti dai Francescani che ampliarono il complesso con due chiostri, nuovi altari e il rifacimento della facciata. Si tratta di una chiesa francescana decisamente sui generis; malgrado la nota sobrietà di tale ordine conventuale, gli interni della chiesa sono riccamente decorati mentre all'esterno colpisce la facciata barocca, decorata con una terracotta invetriata attribuita a Benedetto Buglioni che rappresenta l'Incoronazione della Vergine.

Domenico Ghirlandaio, Cappella Vespucciin foto: Domenico Ghirlandaio, Cappella Vespucci

L'atmosfera che si respira all'interno di Ognissanti è unica e speciale. Varcando la soglia della chiesa si viene accolti da una sensazione di pace. Lo sguardo non può che spaziare meravigliato davanti a tanta bellezza, soffermandosi su un capolavoro dietro l'altro. Appena entrati, nel secondo altare della navata destra, troviamo la Cappella Vespucci (1471-1472). Qui fanno bella mostra due splendidi affreschi che questa nobile famiglia, nota per intrattenere rapporti con i Medici, aveva commissionato a Domenico Ghirlandaio: la Pietà e la Madonna della Misericordia, che accoglie sotto il suo manto i membri della famiglia Vespucci, tra i quali possiamo riconoscere il celebre navigatore Amerigo nel giovane alla destra della Madonna.

Domenico Ghirlandaio, Madonna della Misericordia – Foto Wikimedia Commonsin foto: Domenico Ghirlandaio, Madonna della Misericordia – Foto Wikimedia Commons

Sempre i Vespucci, anni dopo (1480) commissionarono allo stesso Ghirlandaio l'affresco con San Girolamo nello studio, mentre si rivolsero a Sandro Botticelli per l'esecuzione del Sant'Agostino nello studio. Sebbene in origine si trovassero nell'abside, oggi i due affreschi staccati si trovano nella navata centrale, uno di fronte all'altro.

Sandro Botticelli, Sant'Agostino nello studioin foto: Sandro Botticelli, Sant'Agostino nello studio

Le due opere riecheggiano il diverso temperamento dei due artisti che si riflette nell'approccio al tema sacro. Il San Girolamo del Ghirlandaio presenta un'atmosfera serena e raccolta, con un'accuratezza nei dettagli derivante da modelli fiamminghi, mentre il Sant'Agostino di Botticelli, realizzato nel 1480, rivela preziosità nei particolari e grande introspezione psicologica nell'immortalare il rapimento mistico del santo. Botticelli, noto per la sua indole scherzosa, aveva anche aggiunto una piccola burla nel libro di geometria alle spalle di Agostino: "Dov'è fra Martino? È scappato. E dov'è andato? È fuori della Porta al Prato", riferimento più o meno velato a un frate che trascurava i suoi doveri religiosi per indulgere in qualche scappatella fuori dalle mura del convento. Il grande pittore è sepolto proprio in questa chiesa: nella Cappella di San Pietro d'Alcantara, situata nel transetto destro, si trova una lapide con lo stemma di famiglia che ricorda la sepoltura dei Filipepi (vero cognome di Sandro Botticelli). L'artista della Primavera aveva casa e bottega a pochi passi dalla chiesa, in via del Porcellana, una traversa di Borgo Ognissanti: è importante ricordare che è in corso una petizione per una targa commemorativa in onore di Sandro Botticelli.

Transetto sinistro con il Crocifisso di Giottoin foto: Transetto sinistro con il Crocifisso di Giotto

Ad esaltare il fascino di Ognissanti contribuisce l'opera di un altro grande maestro: Giotto di Bondone. All'interno del transetto di sinistra si trova infatti il suo Crocifisso (1315 circa), un'opera dall'intensa spiritualità. Nel 1310 era stato collocato sull'altare un altro capolavoro di Giotto, la Maestà, oggi presente nella Galleria degli Uffizi.

Taddeo Gaddi, Crocifissione (dettaglio) – Foto Wikimedia Commonsin foto: Taddeo Gaddi, Crocifissione (dettaglio) – Foto Wikimedia Commons

A Ognissanti troviamo anche il drammatico affresco con la Crocifissione (1366) di Taddeo Gaddi, allievo e collaboratore di Giotto. L'ingresso alla chiesa di Ognissanti è gratuito. La chiesa è aperta tutti i giorni la mattina dalle 9 alle 12:30 e il pomeriggio dalle 16 alle 19, mentre rimane chiusa il mercoledì mattina.

Domenico Ghirlandaio, Cenacolo di Ognissanti – Foto Wikipediain foto: Domenico Ghirlandaio, Cenacolo di Ognissanti – Foto Wikipedia

Dal chiostro, affrescato da Jacopo Ligozzi e altri pittori con Storie della Vita di San Francesco, si accede al refettorio dove si trova un altro capolavoro, il Cenacolo del Ghirlandaio, accessibile liberamente il lunedì e il sabato dalle 9 alle 13. L'artista costruisce uno schema architettonico basato su un effetto illusionistico, creando una finta loggia con due finestre aperte ai lati. L'opera è caratterizzata dalla cura nel dettaglio di ispirazione fiamminga, come ad esempio nella tavola imbandita, e dagli elementi simbolici legati alla passione e risurrezione di Cristo, come la palma del martirio, le coppie di uccelli in volo, emblemi dei cicli che si rinnovano, o il pavone, simbolo di immortalità.