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La leggenda del Castello di Donnafugata

Il Castello di Donnafugata è una meravigliosa dimora dell’800 situata in provincia di Ragusa. Il Castello è una vera meraviglia, sia all’esterno, con il suo parco, ed all’interno, con le sale dove un tempo veniva ospitata la vita mondana. Il Castello è anche protagonista di una leggenda che lo rende ancor più affascinante.
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A cura di Stefania Lombardi
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 Vista del parco dal castello di Donnafugata
Vista del parco dal castello di Donnafugata. Foto di Okkiproject

Chi segue la serie "il Commissario Montalbano", avrà già sentito parlare di questo castello. Si tratta della fortezza siciliana dove Salvo Montalbano si reca quando deve conferire con il boss Balduccio Sinagra, sul terrazzo frontale del castello, o nelle sue sale interne. Il Castello di Donnafugata si trova in provincia di Ragusa e anche se all'esterno mostra un'architettura medievale, all'interno rappresenta una delle dimore barocche e neoclassiche più belle di tutta la Sicilia.

L'edificio occupa un'area di circa 2500 metri quadrati ed è composto da ben 122 stanze. Al Piano nobile del Castello si accede mediante uno scalone in pietra ornato da statue neoclassiche. Quest'area ospita il Salone degli Stemmi alle cui pareti sono rappresentati i simboli delle famiglie più potenti della Sicilia. Il salone degli Specchi, invece, ospita splendidi affreschi, presenti anche nelle Sale del Biliardo e della Musica. La stanza da letto custodisce una storia misteriosa ed affascinante, qui sarebbe stata rinchiusa la principessa Bianca di Navarra.

Intorno al Castello si estende il meraviglioso parco punteggiato da ficus, piante esotiche, statue, fontane, grotte artificiali e la cupola sul cui soffitto è disegnato il firmamento.

Il nome di questo Castello deriva da una leggenda, secondo la quale, Bianca di Navarra, vedova del re di Sicilia, fu imprigionata fra le mura di Donnafugata dal perfido Bernardo Cabrera, signore della Contea di Modica. La regina riuscì a scappare attraverso le gallerie, diventando così per tutti la donna fuggita (donnafugata).

Un'altra interpretazione fa risalire il nome al ritrovamento di una donna morta per soffocamento, in siciliano affucata. Questo Castello in realtà è stato scelto anche per altre ambientazioni, colpi tantissimo Luchino Visconti, che lo utilizzò come set per gli esterni del palazzo ne "Il Gattopardo".

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