Se andate ad Utrecht, nei Paesi Bassi, potete rimanere a bocca aperta di fronte all'immensa cattedrale, o passeggiare per le meravigliose strade del centro storico, tra vicoli e canali. Probabilmente però sul vostro cammino potreste non notare qualcosa che è parte integrante del panorama urbano della città, ma che in questi ultimi anni è diventato un pezzo di storia. E lo sarà, si spera, per i prossimi secoli a venire. Perché in questo momento a Utrecht si sta scrivendo quella che sarà un giorno la poesia più lunga del mondo. E che in realtà non avrà mai fine.

Le lettere di Utrecht sono un'opera di "scultura sociale" svelata nel 2012, e che sarà in corso fino a quando ci sarà qualcuno che avrà intenzione di portarla avanti. Si tratta di una poesia scritta su una strada del centro storico: le lettere sono incise su dei sanpietrini che, posti in fila, costituiscono i versi della poesia. Ogni sabato il sanpietrino vicino all'ultima lettera viene rimosso e sostituito con la successiva lettera della poesia.

L'idea è di un'associazione no profit creata appositamente per il progetto, la Stichting Letters van Utrecht. A sua volta questa prende ispirazione da un'altra associazione americana, la Long Now Foundation, e ne condivide la stessa filosofia: quella di un progetto che si dipani attraverso i secoli e che connetta le generazioni presenti con quelle future. Il passaggio di informazioni avviene in tempi diametralmente opposti rispetto alla comunicazione immediata dei nostri giorni, e così la memoria perdura nel tempo.

Utrecht

Progetti del genere nel mondo sono abbastanza ricorrenti. Abbiamo già visto come in Germania vi sia un organo che suona un brano che finirà fra oltre 600 anni. Successivamente si sono aggiunte altre fonti di ispirazione, soprattutto per quanto riguarda le opere di scultura sociale. Si può dire inoltre che l'ispirazione base di tutto sia il vecchio concetto delle capsule del tempo.

A comporre i versi della poesia si avvicendano di volta in volta vari rappresentanti dell'Associazione dei Poeti di Utrecht, e per ora sei di loro hanno partecipato al progetto. Inoltre le lettere che verranno incastonate regolarmente seguiranno un percorso attraverso il centro cittadino e nel corso del tempo formeranno a loro volta la forma delle lettere U e T. Questo avverrà intorno al 2350, sempre che il comune di Utrecht permettereae il progetto continui. O fino a che ci saranno persone disposte a tenerlo vivo.

Essendo un'associazione no profit, infatti, Letters van Utrecht non investe direttamente sulla sua realizzazione, ma fa affidamento all'opera di benficenza di volontari. Ogni lettera è sponsorizzata e può essere acquistata da qualsiasi cittadino di Utrecht o da altri benefattori nel mondo. Il costo della lettera è di 100 €, che copre il lavoro del tagliapietre, più 10 € a scopo benefico. La lettera riporterà il nome del suo donatore sul fianco, purtroppo non visibile una volta inserita sul selciato. La scelta è dovuta in parte a questioni tecniche: il sanpietrino non è abbastanza grosso da contenere il nome di una persona. Ma principalmente il motivo è che il nome del donatore non deve distrarre l'attenzione dalla poesia: ciò che conta è il progetto che, come opera sociale e secolare, prevalica quelli che sono i tempi umani ed è il frutto dello sforzo di una collettività, piuttosto che quello di un singolo individuo.

Ciò nondimeno il donatore può individuare la propria lettera grazie a un numero ad essa associato. E chiunque può reperire informazioni sulla singola lettera collegandosi al sito del progetto. Inoltre in futuro sarà possibile utilizzare le tecnologie di realtà aumentata per ottenere le informazioni direttamente sui propri dispositivi mobili.

In questo contesto è evidente che la poesia continuerà solo fino a quando ci sarà qualcuno disposto a pagare per scriverla. La stessa Long Now Foundation ha sponsorizzato la lettera 1, una J. Il progetto è stato svelato al pubblico il 2 giugno 2012, ma in realtà le prime 648 lettere della poesia sono state piazzate tutte insieme. Questo è servito per "predatare" l'inizio del progetto al 1 gennaio 2000, una data che per molti segna l'inizio del nuovo millennio,  e quindi di una nuova era. In realtà per i promotori non ha importanza, perché quello che conta non è il passato, ma il futuro. Un futuro incerto, che sappiamo che esiste, ma di cui non conosciamo niente.

Ecco perché anche i versi successivi della poesia rimangono nascosti al pubblico. Allo stesso modo, la poesia è stata già scritta, ma non può essere rivelata. Se per qualche motivo qualcuno dovesse venire a conoscenza dei versi e rivelarli al mondo, il poeta responsabile in quel momento non farebbe altro che scriverne di nuovi. La poesia sarà sempre là, nei tempi a venire: un'ottima motivazione per organizzare ben più di un viaggio in Olanda, non vi pare?