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1 Dicembre 2011
20:05

Le grotte più belle di Italia

Negli ultimi due secoli il lavoro di speleologi e ingegneri ha portato alla luce questi antri meravigliosi che oggi sono, in tutto o in parte, visitabili anche dai turisti. Per scoprire il misterioso passato della nostra penisola.
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Molte sono state ispiratrici di leggende e di poeti fin dall'antichità: e ancora oggi non si può fare a meno di volare con la fantasia di fronte a questi antri sotterranei. Quali creature o bestie potevano racchiudere dei luoghi così spaventosi? L'asprezza delle stalattiti e stalagmiti che si sottraggono lo spazio a vicenda ha un che di inquietante, eppure è proprio il loro fascino a rendere queste grotte delle eccezionali attrazioni turistiche. Grazie al lavoro degli speleologi e degli ingegneri che li hanno seguiti oggi questi anfratti non hanno più segreti, e possono essere visitati da chiunque. Tra le varie formazioni rocciose intravediamo figure, immaginiamo le popolazioni antiche che possano aver messo piede in quei luoghi prima di noi, e ci scende un brivido lungo la schiena che non è dovuto solo al gelo e all'umidità. Seguiteci in questo viaggio sotto terra nelle caverne più belle del nostro paese.

GROTTE DI CASTELCIVITA

Foto di Sbrinz81

Una leggenda vuole che il gladiatore Spartaco, durante la sua lotta di rivolta contro i romani, abbia sostato qua dentro. Poco importa se sia vero o meno, ma c'è da chiedersi se anche lui si fosse fermato brevemente a contemplare la bellezza delle formazioni di questa grotta. Rechiamoci in provincia di Salerno e possiamo farlo noi al posto suo.

GROTTE DI FRASASSI

Foto di Matteo Mazzetti

Tra le attrazioni più popolari della Marche, queste grotte  si trovano nel Parco naturale regionale della Gola della Rossa e di Frasassi, presso il comune di Genga nella provincia di Ancona. Gli scopritori diedero il nome del capoluogo marchigiano a una delle grotte più grandi, chiamata Abisso Ancona, talmente immensa da poter contenere il Duomo di Milano. Non è sicuramente l'unica, dato che all'epoca della scoperta la Grotta dell'Infinito era talmente disorientante che non riuscivano a trovare una via d'uscita. E così via, come nella migliore tradizione, le rocce prendono nomi di tutti i tipi secondo le fantasie di chi le guarda. Tra le più popolari la "sala delle candeline" per via delle piccole formazioni calcaree, e le "canne d'organo" che risuonano se percosse.

ANTRO DEL CORCHIA

Foto di Profundezas

In provincia di Lucca, alle pendici del Monte Corchia nelle Alpi Apuane, si trova il complesso di grotte più esteso d'Italia e uno dei più grandi del mondo. Una serie di abissi la cui esplorazione cominciò a metà Ottocento, e che è proseguita man mano che le tecniche della speleologia diventavano sempre più avanzate. Dopo un secolo e mezzo di ricerche in cui sono venuti alla luce cunicoli ed abissi di ogni genere, finalmente le grotte vennero aperte al pubblico.

GROTTE DI CASTELLANA

Foto di Carlos Reis

Situate nei pressi dell'omonimo comune in provincia di Bari, queste grotte datano cento milioni di anni. Alle loro formazioni rocciose gli speleologi hanno dato nomi mitologici, ma la natura ha fornito qualcosa di ancora più epico: l'enorme Caverna Bianca, che si apre all'esterno con una grossa voragine. Anticamente si pensava che questa fosse la bocca dell'inferno: gli animali che vi cadevano dentro e morivano dopo un volo di 60 metri lasciavano i loro corpi a decomporsi. I gas e la puzza che ne fuoriuscivano, spinti dai venti della caverna, facevano credere ai passanti che si trattasse delle anime di peccatori che cercavano di scappare dalle viscere degli inferi.

GROTTA DI IS ZUDDAS

Foto di Stefano Maffei

La bellezza di questo antro nel comune di Santadi, a sud della Sardegna, sono le formazioni di cristallo che si originano in tutte le direzioni, contro la legge di gravità, e rendono la grotta unica al mondo. Gli studiosi chiamano le formazioni del luogo "fiori roccia". La caverna ospita anche i resti di un particolare tipo di lepre diffuso solo in Sardegna e in Corsica ed estintosi 400 anni fa.

GROTTA DI NETTUNO

Foto di Tobias Elfrich

Scoperta per caso da un pescatore nel XVIII secolo, questa grotta è diventata una delle maggiori attrazioni naturalistiche della Sardegna, nelle vicinanze di Alghero. Visitarla però non è semplice, perché il modo più facile per accedervi è via mare, ma solo in condizioni meteo ottimali. Altrimenti l'alternativa è la "scalinata del capriolo", 654 scalini che scendono lungo il massiccio di Capo Caccia (e che poi al ritorno vanno risaliti). La grotta è connessa anche con altre grotte dove sono state rinvenute tracce di insediamenti neolitici; in più il sistema è connesso alla grotta sotterranea di Nereo. Nel 1978 vi venne girato il film horror italiano "L'isola degli uomini pesce".

GROTTA DI SAN GIOVANNI

Foto di Cristiano Cani

Sempre in Sardegna, presso Domusnovas, si trova questa splendida grotta, che è una delle sole tre al mondo attraversate da un percorso carrozzabile: il tratto stradale fu costruito nel XVIII secolo, e venne in seguito chiuso per preservare la grotta. Per lo stesso motivo la cappella di San Giovanni che vi era stata costruita al suo interno, e che diede il nome alla grotta, fu demolita e ricostruita all'esterno. Le falesie della grotta sono meta sportiva di numerosi arrampicatori, che le ritengono tra i percorsi più ardui al mondo.

GROTTE DI TOIRANO

Foto di elora.daphne

In provincia di Savona, queste grotte sono conosciute da turisti e studiosi in particolar modo per le numerose testimonianze di insediamenti nel paleolitico. Tracce di uomini e animali sono state trovate dappertutto, in particolar modo impronte di mani, piedi, gomiti e ginocchia. Un'altra particolarità della grotta è che nelle acque di un laghetto interno sopravvive un tipo di crostaceo preistorico scampato all'estinzione. La cavità più famosa è chiamata "grotta della Basura", strega in dialetto ligure.

GROTTA GIGANTE

Foto di wordscraft

Il nome non è stato scelto a caso: è la più grande grotta turistica del mondo, e per questo è inserita anche nel Guinness dei Primati. Si trova nei pressi del comune di Sgonico, in provincia di Trieste. All'interno della grotta si compiono studi di ogni tipo: vi si fanno rilevamenti sui movimenti della crosta terrestre, sulle maree, c'è una stazione sismografica per i terremoti e persino una metereologica.

[In apertura: foto di Leonardo]

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