16 Novembre 2016
22:46

Le rovine di Myra, antica meraviglia della Turchia

Con le sue tombe scavate nella roccia, la necropoli di Myra è uno dei siti archeologici più suggestivi della Turchia. La città è legata al culto di san Nicola, ponte tra Oriente e Occidente. Scopriamo la storia di questo luogo sospeso nel tempo.
A cura di Angela Patrono

Molti luoghi della Turchia vantano una storia millenaria e suggestiva. Pensiamo a siti archeologici come la città fantasma di Ani. O, in particolare, a Myra, un'antica città ellenica situata nel territorio della Licia, in Asia Minore. Il centro abitato sorgeva sul fiume Myros, a pochi km dal mare e dal porto di Andriake. La sua posizione strategica favorì gli scambi commerciali, soprattutto in epoca romana.

Necropoli di Myra – Foto <a href="https://pixabay.com/en/lycia–myra–inscription–grave–218651/" target="_blank" rel="nofollow">Pixabay</a>
Necropoli di Myra – Foto Pixabay

Nel IV secolo Myra fu sede vescovile guidata da san Nicola e nel V secolo divenne capoluogo della provincia bizantina di Licia. Dopo la conquista da parte degli Arabi iniziò il lungo declino della città e nel 1087 le spoglie del vescovo di Myra vennero trafugate e portate a Bari, dove tuttora si trovano conservate nella Basilica di san Nicola. In seguito Myra tornò sotto il dominio bizantino.

I resti del suo antico splendore si trovano nei pressi della cittadina di Demre. Dagli scavi sono emerse preziose tracce dell'antichità come il tempio di Artemide, il teatro romano, le terme e una basilica bizantina dell'VIII secolo dedicata a san Nicola. La testimonianza più gloriosa del suo passato è senz'altro la necropoli di Myra.

Le rovine di Myra presentano una serie di tombe scavate nella roccia, dall'aspetto magnifico e imponente. Le facciate delle tombe scavate nella roccia conservano ancora colonne e frontone, mentre nicchie e tempietti rendono l'atmosfera carica di suggestioni. E l'effetto doveva essere ancora più intenso secoli fa, quando le tombe erano dipinte di colori sgargianti: giallo, rosso, blu e arancione. Questo tipo di costruzioni erano erette in onore di famiglie appartenenti al ceto nobiliare e restano quindi testimonianza della fiorente ricchezza cittadina. Alcuni sarcofagi presentano ancora iscrizioni in greco antico o in lingua licia.

Come già detto, Myra è legata a un popolare santo venerato sia dalla chiesa cattolica che da quella ortodossa: San Nicola, patrono di Bari. La basilica del santo a Demre, risalente al V secolo, conserva ancora il sepolcro che ne custodiva i resti, poi trafugati da una ciurma di marinai baresi nel 1087. Numerosi sono i turisti russi che accorrono per rendere omaggio al vescovo di Myra vissuto tra il III e il IV secolo. Il santo è noto per la sua attività di benefattore: numerose le leggende sorte in merito alla sua elargizione di doni ai poveri e ai bisognosi. Proprio il culto di San Nicola, unito alla sua proverbiale generosità, ha fatto sì che questa figura fosse poi trasposta nel mito nordamericano di Santa Claus, alias Babbo Natale.

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