Porta San Martino – Foto Wikimedia Commons
in foto: Porta San Martino – Foto Wikimedia Commons

Magliano in Toscana è un paesino della Maremma che vanta secoli di storia. Il borgo, fondato dagli Etruschi con il nome di Heba, conservò la sua denominazione anche sotto il dominio romano. Oggi stupisce per la ricchezza dei suoi monumenti storici e delle sue testimonianze archeologiche, rivelandosi un vero gioiello in territorio maremmano. Basta una camminata sulle antiche mura per rendersi conto dei tesori che offre questo luogo: lo splendido panorama si affaccia sul verde fino a digradare verso il mare. A breve distanza da Magliano, infatti, si trovano alcune spiagge immerse nella natura più incontaminata.

Cosa vedere a Magliano in Toscana

Porta e Torre di San Giovanni – Foto Wikipedia
in foto: Porta e Torre di San Giovanni – Foto Wikipedia

Magliano è circondato da possenti mura, costruite tra tra il XIII e il XV secolo. Alla città si può accedere attraverso tre ingressi che si aprono nella cinta muraria: Porta Nuova, Porta San Martino e Porta San Giovanni.

Mura di Magliano in Toscana – Foto Wikipedia
in foto: Mura di Magliano in Toscana – Foto Wikipedia

Passeggiando per il borgo possiamo scoprire tesori architettonici che ci lasceranno a bocca aperta per il loro fascino d'altri tempi. Entrando da Porta San Giovanni e percorrendo Piazza Garibaldi, troviamo dapprima il Palazzo di Checco il Bello, sede della famiglia orvietana dei Monaldeschi; l'edificio presenta una facciata gotica con gli stemmi di famiglia.

Chiesa di San Giovani Battista – Foto Wikipedia
in foto: Chiesa di San Giovani Battista – Foto Wikipedia

Di seguito ci imbattiamo nella Chiesa di San Giovanni Battista: costruita nel XIII secolo, presenta una facciata rinascimentale, mentre l'interno a una navata è caratterizzato da un fonte battesimale in travertino del 1439 e affreschi di scuola senese del XIV secolo. Il quattrocentesco Palazzo dei Priori, situato tra Corso Garibaldi e Piazza della Libertà, riporta invece gli stemmi di tutti i podestà che si sono succeduti nel corso degli anni.

Chiesa di San Martino – Foto Wikipedia
in foto: Chiesa di San Martino – Foto Wikipedia

Nei pressi della Porta San Martino troviamo la Chiesa di San Martino (XII secolo): degna di interesse è la facciata in stile romanico; da notare anche gli stipiti del portone decorati con due draghi. L'interno a croce latina, invece, custodisce affreschi del XV secolo. Colpisce la presenza di un'imponente campana, derivante dall'antico campanile distrutto dai bombardamenti della prima guerra mondiale.

SS. Annunziata – Foto Wikipedia
in foto: SS. Annunziata – Foto Wikipedia

Nei pressi di Porta San Giovanni troviamo la Chiesa della SS. Annunziata. L'interno a navata unica con volte a crociera conserva alcuni interessanti affreschi ad opera della bottega di Andrea di Niccolò. Sull'altare maggiore troviamo invece la Madonna che allatta il Bambino di Neroccio di Bartolomeo Landi.

SS. Annunziata, interno – Foto Wikimedia Commons
in foto: SS. Annunziata, interno – Foto Wikimedia Commons

A 2 km dal borgo vi aspetta un luogo unico nel suo genere. Percorrendo la strada che da Magliano conduce a Sant'Andrea, sorgono i resti dell'Abbazia di San Bruzio, costruita in stile romanico. Situate in aperta campagna, le rovine risalgono all'XI secolo e si distinguono per la loro eleganza: i capitelli dei semipilastri presentano decorazioni con animali e teste antropomorfe in stile franco lombardo.

Monastero di San Bruzio – Foto Wikipedia
in foto: Monastero di San Bruzio – Foto Wikipedia

Se amate l'archeologia non perdete gli Scavi di Doganella. Secondo le ultime scoperte, il luogo potrebbe identificarsi con Kaloùsion, un centro rurale del VII secolo a.C. edificato dagli Etruschi per assicurarsi il controllo della Valle dell'Albegna e distrutto entro il III secolo a.C. Nei dintorni sono presenti numerose necropoli etrusche databili tra VII ed il VI secolo a.C. Alcuni degli artefatti ritrovati nelle sepolture sono presenti nel Centro di documentazione archeologica di Magliano in Toscana, che ospita reperti archeologici di origine etrusca, ellenica e romana. Il territorio di Magliano riserva numerose sorprese in fatto di reperti archeologici: nel 1883 in una tomba ipogea venne ritrovato il famoso Piombo di Magliano. Si tratta di una lamina in piombo risalente al V secolo a.C., di importanza fondamentale per lo studio e la comprensione della lingua etrusca. Su entrambe le facciate, infatti, è incisa un'iscrizione di settanta parole.

Magliano non è solo storia e archeologia: è anche mito, folklore, leggenda popolare. Appena fuori dal borgo si trova un albero molto speciale: l'Ulivo della Strega, antichissima pianta che risalirebbe a 3.500 anni fa. Il suo nome deriva dal fatto che attorno all'ulivo venivano celebrate cerimonie pagane.

Cala di Forno – Foto Wikipedia
in foto: Cala di Forno – Foto Wikipedia

E se dopo il tour culturale voleste sdraiarvi al sole, in uno scenario di assoluto relax? Niente di più facile.  A breve distanza da Magliano si trova un luogo spettacolare come Cala di Forno, una spiaggia dorata situata all'interno di un'insenatura naturale, in un ecosistema unico, immerso nella macchia mediterranea. Qui è possibile avvistare volpi, daini o addirittura osservare il falco pellegrino librarsi nel cielo. Proprio su quest'ultima spiaggia vennero girate le scene finali del film "Non ci resta che piangere", in cui Massimo Troisi e Roberto Benigni arrivano sulla spiaggia di Palos nel tentativo di fermare Cristoforo Colombo, che invece è già partito. Un altro luogo straordinario è la spiaggia di Collelungo, una distesa di sabbia immersa nel Parco Naturale della Maremma. Con la sua bellezza selvaggia, l'area regala un senso di pace e tranquillità.