Cosa hanno in comune un sito megalitico risalente a quasi 4.000 anni fa e la giungla urbana di una delle più grandi e moderne città del pianeta? Se i nomi che vi sono subito balzati in mente sono Stonehenge e New York, avete subito capito di cosa stiamo parlando. E se la risposta alla nostra domanda è "niente"… be', ci dispiace, ma vi sbagliate. Perché la megalopoli americana negli ultimi anni è diventata meta di un culto che da millenni ha reso protagonista il circolo di pietre più famoso del mondo. Anche qui, infatti, si svolge un fenomeno che vede il sole allinearsi con delle immense strutture verticali e avvolgere chi lo osserva in un caldo, luminoso abbraccio. Un fenomeno conosciuto come Manhattanhenge.

Prima di spiegarvi cos'è il Manhattanhenge, vi rinfreschiamo la memoria su quello che succede in Inghilterra, nella piana di Amesbury. Il sito megalitico di Stonehenge da sempre attanaglia le menti di studiosi e appassionati, che non riescono a individuarne il significato. Numerose sono le teorie formulate in proposito, ma una mette d'accordo tutti: il circolo di rocce era sede di riti druidici che celebravano il dio sole. L'indizio principale è un evento che avviene il giorno del solstizio d'estate, ovvero quando l'astro raggiunge il suo punto massimo nel cielo e regala il giorno con più ore di luce dell'anno. A Stonehenge, l'alba di questo giorno vede l'astro allinearsi perfettamente con la pietra d'accesso al sito, conosciuta come"pietra del calcagno". Ancora oggi, a distanza di millenni, centinaia di turisti affollano l'antico tempio druidico per onorarne il culto.

Manhattanhenge, 42nd st. and 2nd Ave.

[Foto di Geoff Stearns]

Cosa succede quindi a New York durante il Manhattanhenge? Succede che più o meno gli stessi giorni il sole, tramontando, si allinea perfettamente con i grattacieli delle strade di Manhattan, offrendo uno spettacolo alquanto suggestivo, come potete intuire dalle foto. I raggi di luce si fanno largo tutti insieme nello stretto corridoio del canyon urbano, e un bagliore intenso illumina il reticolato stradale avvolgendolo di un manto dorato. Tanta poesia in una città così austera e imponente come la Grande Mela non poteva che attirare le folle di tutto il mondo, che si riuniscono lungo le strade con macchine fotografiche e smartphone alla mano pronti a inondare la rete di scatti.

Sebbene quei grattacieli siano in piedi già da qualche decennio, questo fenomeno è stato scoperto solo di recente. O, più che scoperto, popolarizzato: dall'astrofisico Neil deGrasse Tyson, ricercatore del Museo Americano di Storia Naturale e nativo newyorchese. È lui ad aver coniato il termine Manhattanhenge e ad averlo reso famoso in tutto il mondo, regalando nuova linfa al turismo di New York, se mai ce ne fosse ancora bisogno. Tyson, appassionato della sua città natale così come dei misteri che si celano dietro al sito megalitico inglese, non ha potuto fare a meno di mettere in correlazione i due fenomeni appena ne ha individuato l'esistenza. E quando lo ha scoperto, circa 15 anni fa, si è subito prodigato per renderlo popolare.

[Foto di Haldean Brown]

Da notare che il Manhattanhenge non avviene nel giorno preciso del solstizio d'estate, che a seconda se l'anno sia bisestile o meno accade il 20 o 21 giugno. A causa della griglia urbana spostata di 30° a est rispetto al sorgere del sole il fenomeno si può osservare nei giorni precedenti, cioè tra il 29 e il 30 maggio. Ma, ed è questo il bello, il fenomeno si ripete due volte l'anno, a breve distanza l'una dall'altra: la seconda occasione è tra l'11 e il 13 luglio. La differenza tra i due giorni è che in uno il sole appare per metà del suo disco, in un altro si presenta col suo profilo completo. Dunque siete ancora in tempo per un viaggio negli Stati Uniti per vedere il secondo Manhattanhenge 2015.

Sul sito web del American Museum of Natural History Tyson dà precise istruzioni su quali siano i punti migliori per osservare il Manhattanhenge: questo dà il meglio di sé agli incroci con la 14th, 23rd, 34th. 42nd, 57th street. In particolar modo, sottolinea, l'Empire State Building sulla 34th street e il Chrysler Building sulla 42nd street rendono lo spettacolo ancora più impressionante.

Il sole tramonta su New York durante il Manhattanhenge

[Foto di Dan Nguyen][

Tyson fa anche notare come lo stesso fenomeno si possa presentare in qualsiasi altra città che presenti una griglia stradale rettangolare. Caratteristica comune a molte metropoli del Nord America. E infatti diverse città reclamano il loro fenomeno simil-Stonehenge: Chicago, Toronto e Montreal ad esempio attirano i turisti per lo stesso fenomeno. Ma Tyson ci tiene a precisare che il tramonto del sole, per poter essere ammirato in tutta la sua bellezza, richiede che l'orizzonte sia chiaro e privo di ostacoli. Nel caso di New York questo fattore è garantito dalla presenza del fiume Hudson che si stende fino al New Jersey.

Il quid essenziale è poi la presenza degli alti grattacieli che incorniciano la palla di fuoco, creando uno scenario magico. Quei monoliti di mattoni, cemento e ferro che tanto ci ricordano, in dimensioni più epiche, le rocce di Stonehenge. Quando un tempo la nostra civiltà sarà scomparsa, e le generazioni di millenni a venire studieranno i colossi da noi eretti, e si accorgeranno di questo fenomeno… penseranno che anche noi eravamo dediti al culto del dio sole? Se guardiamo alle migliaia di persone pronte a scattare una foto nell'attimo supremo per poterla serbare per sempre, allora già da adesso potremmo rispondere di sì.

[In apertura: foto di Dan Nguyen]