Marloth Park, Sudafrica

Un safari in Sudafrica regala emozioni indimenticabili: a bordo di jeep, e sotto la supervisione di guide esperte, si possono osservare a distanza ravvicinata animali selvaggi come babbuini, elefanti, antilopi, iene, giraffe, ippopotami e, naturalmente, leoni. Per quante foto spettacolari si possano portare a casa, niente renderà l'esperienza di essersi trovati a pochi passi da questi fantastici animali nel bel mezzo del loro regno. Eppure ci sono persone che si svegliano ogni mattina, fanno colazione ed escono di casa e possono godere di questo spettacolo ogni istante della giornata. Sono i fortunati residenti della città di Marloth Park.

Marloth Park si trova sulle sponde del Crocodile River, che attraversa la provincia del Mpumalanga e bagna il confine meridionale del Kruger National Park, la più grande riserva naturale del Sudafrica. La particolarità di questa città è che, nonostante si trovi proprio all'interno di un'area popolata da belve feroci, i cittadini non possono erigere difese di nessun tipo. Gli animali possono quindi aggirarsi indisturbati tra le strade della città e addirittura entrare nelle loro case.

Zebre a Marloth Park

Questo significa che non è inusuale che i babbuini si introducano nelle abitazioni per saccheggiarne i frigoriferi e le dispense. Così come regolarmente gli abitanti di Marloth Park si trovano la strada per andare al lavoro bloccata da un elefante o una giraffa. E pensate che questo sia un disturbo per loro? Assolutamente no, anzi è il contrario: la città è un sogno proibito per ogni appassionato della natura selvaggia, e quelli che possono permettersi di comprare una casa da queste parti lo fanno volentieri.

Naturalmente tale peculiarità ha reso Marloth Park una popolare destinazione turistica. Qui si possono trovare alloggi di tutti i tipi: dai classici safari lodge, amministrati da personale esperto nella guida e l'esplorazione del parco; a strutture più semplice come guest house, ostelli e persino appartamenti privati. L'offerta è varia, e i visitatori non mancano. D'altronde, in quale altra riserva naturale del mondo si può camminare liberamente nel pieno della savana e trovarsi a tu per tu con facoceri, zebre, giraffe e gazzelle?

Animali sulla porta di casa a Marloth Park

Tutto molto bello, certo, ma non ci vuole un genio per ricordarsi che la savana è popolata anche e soprattutto da varie belve feroci, tra cui naturalmente la parte del leone la fa… il leone, per l'appunto. E i casi di attacchi da parte degli enormi felini sono stati registrati in molte occasioni nel corso degli ultimi anni. Come mai allora la gente mette a rischio la propria vita per venire ad abitare in una città che non offre alcun tipo di sistema difensivo dalle fiere?

Molti dicono che è un piccolo prezzo da pagare per poter godere ogni giorno di uno spettacolo che nessun altro può osservare al mondo. Tanto tutti sanno che i leoni e le altre belve vanno a caccia di notte. Basta quindi rinchiudersi in casa e non girare nel buio, quando i gattoni sono in cerca delle loro prelibate antilopi. Sembra poi che i leoni si siano talmente abituati alla presenza umana, che hanno imparato ad essere discreti, e a non fare rumore quando si muovono in branco, proprio per non attirare l'attenzione dei turisti. Infine, basta spostarsi in auto, e si è al sicuro dalle belve.

Gnu e uccelli a Marloth Park

Ma, come si sa, in Sudafrica è facile che ogni argomento diventi oggetto di un dibattito razziale, e anche questo non fa eccezione. Chi può permettersi una casa a Marloth Park? I bianchi. E un auto con cui girare? Sempre i bianchi. E i lavoratori neri? Gli agricoltori e i ranger che operano nel territorio del parco sono costretti ad attraversarlo per miglia in bicicletta o addirittura a piedi. Così facendo, sono esposti agli attacchi di qualsiasi animale. Episodi di persone in bici che sono state inseguite dai leoni hanno regalato a questi sventurati l'appellativo non proprio felice di "meals on wheels", pasto su due ruote.

Ha causato scalpore l'incidente che ha visto i resti di un ladro d'appartamenti ritrovati in mezzo alla savana. Resti, è un eufemismo: si trattava solo della testa e di un piede, ancora nella scarpa. Ma lo scalpore è stato dovuto al fatto che le autorità hanno cercato di individuare tre leoni responsabili del massacro per abbatterli. Questo ha suscitato l'ira degli abitanti di Marloth Park, che amano i loro vicini animali, e che si sentono al sicuro protetti da questi guardiani della savana. Naturalmente i neri hanno fatto notare subito che nessun bianco si è mai trovato davvero a rischio, e che se si trattasse dei loro bambini in pericolo avrebbero ben altro atteggiamento.

Antilopi madre e figlio a Marmoth Park

Le polemiche, sia da un alto che dall'altro, non hanno comunque cambiato la situazione. L'unica recinzione che circonda Marloth Park è alta appena 1.2 metri, e serve più a tenere gli uomini lontani dalla riserva, che a impedire agli animali di entrare nella città. Questi infatti continuano ad apparire regolarmente e a dare involontario spettacolo di se. Per la gioia delle migliaia di turisti che la visitano ogni anno, e per i numerosi europei e statunitensi che posseggono una seconda casa da queste parti.

[Tutte le foto sono tratte da Wikimedia Common]