Noi di Travel Fanpage siamo sempre a caccia di esperienze particolari, luoghi curiosi, bizzarri posti da visitare fuori dalle rotte abituali: ci divertiamo così. Individuiamo spesso soluzioni alternative di alloggio, che possono rendere la vacanza unica; o cerchiamo di inquadrare quei musei strani che si allontanano dal concetto vetusto di istituzione fredda e noiosa e mettono in esposizione le cose più assurde e interessanti. Queste due categorie viaggiano spesso parallele, e si collocano sempre ai primi posti delle nostre scelte per dei viaggi fuori dai canoni. Ma questa volta ci troviamo di fronte a un caso in cui le rette parallele si incontrano, si intersecano e formano un insieme in cui le stranezze si mescolano tra di loro. Ecco uno degli hotel più strani del mondo, che ha smesso di operare la sua funzione originale ed è ora uno dei musei più strani del mondo.

Albergo zero stelle Svizzera

Il Null Stern Hotel ha aperto il 5 giugno 2009 a Teufen, in Svizzera, per chiudere i battenti esattamente un anno dopo. Il nome in tedesco significa "albergo a zero stelle", e questo per sottolineare la totale assenza di servizi e comodità. Per quale motivo? Perché l'albergo era ricavato all'interno di un bunker nucleare. Freddo e arido negli arredamenti come solo un rifugio anti-atomico può essere, in realtà quel posto non era per niente scomodo come sembrava si pubblicizzasse. I vecchi letti a castello messi in fila, e costituiti da materassi su sbarre di ferro, sono stati sostituiti con dei comodi ed eleganti letti in cornice di legno realizzati da fabbricanti del luogo. Il concept di "zero stelle" era in realtà legato a un claim che sentenziava "l'unica stella sei tu". Infatti l'attenzione è rivolta al cliente, e non all'albergo, che gode invece di un arredamento decisamente minimal. E il tutto per pochi euro: una soluzione decisamente low cost.

L'albergo a zero stelle è un concept di design nato dalle menti dei due fratelli e artisti svizzeri Frank and Patrik Riklin, e dell'albergatore Daniel Charbonnier. Si è trattato di un esperimento a tempo determinato, un anno appunto, per testare questa nuova filosofia di alloggio da esportare poi in altri contesti urbani. In effetti non sarebbe difficile, visto che tutto sta nel prendere un rifugio nucleare e a riconvertirlo con poca spesa: dal momento che infatti tutto quello che si fornisce ai clienti dell'albergo è un letto e un tetto, il resto non è necessario. Purtroppo, dalla chiusura della prima struttura, non si è avuta ancora notizia della nascita di nessun altro albergo di questo tipo. E questo nonostante il successo dell'idea: nel corso di un anno l'hotel ha accolto ospiti da 29 paesi, e ha avuto una copertura mediatica mondiale.

Null Stern Hotel, la reception

Ma come funzionava questo albergo? Vi erano 14 letti distribuiti in tre grandi camerate. Sì, appunto: essendo un bunker non sono state eretti ulteriori muri divisori per ricavarne altre stanze, ma anzi si è mantenuto lo spirito comunitario di quello che in origine era un posto che avrebbe dovuto ospitare più persone contemporaneamente per un periodo indeterminato. Questo anche per favorire l'interazione e la socializzazione degli ospiti dell'hotel, naturalmente senza limiti di età: famiglie, come coppie e clienti individuali potevano essere ospitati sotto lo stesso tetto. I letti a disposizione erano infatti sia singoli che matrimoniali: tutti forniti di lenzuola e piumoni di qualità, asciugamani e accompagnati da una barra di finissimo cioccolato svizzero all'accoglienza. Per chi avesse avuto ulteriormente freddo, delle borse d'acqua calda, che fungevano da unici elementi d'arredo della struttura, erano a disposizione di tutti. La colazione era naturalmente inclusa nel prezzo della notte, servita a letto da un maggiordomo unico che si occupava di tutti gli ospiti contemporaneamente, coccolandoli e riverendoli. Come detto, l'idea era che la struttura in sé non offrisse niente, ma che l'ospitalità e l'attenzione fosse tutta rivolta al cliente, facendolo sentire la star dell'albergo.

Null Stern Hotel, maggiordomo

Ciò nondimeno non mancavano le bizzarrie. Dopo tutto si era di fronte a un concept di design partorito dalla mente di due artisti. La notte in albergo doveva essere infatti vissuta come un'esperienza: e nonostante le comodità, seppur minime, non bisognava dimenticare che si era sempre all'interno di un bunker nucleare. Ecco quindi che il riscaldamento era assente: quelle borse dell'acqua calda infatti erano quasi più un'esigenza che uno sfizio. Una sola doccia era a disposizione di tutti i clienti, e per organizzare i turni per utilizzarla si usava la "Wheel of Fate": una comunissima ruota di bicicletta che fungeva da roulette per stabilire ogni giorno chi si doveva lavare per primo. Gli altri intanto si sarebbero dovuti accontentare dei lavandini infilati in un'unica stanza comune. Una televisione degli anni '80 era l'unica finestra sul mondo che mostrava immagini dall'esterno. E c'era anche la possibilità di effettuare un secondo check in, entrando nell'albergo attraverso un tunnel sotterraneo che era una delle uscite di emergenza.

Null Stern Hotel, Second Check In

Il prezzo di una notte nel Null Stern Hotel era l'equivalente di 7 euro. Oggi, al prezzo di 5 franchi svizzeri (poco più di 4 euro), si può visitare la struttura come museo, e provare, anche se non per una notte, le stesse emozioni di quelli che hanno alloggiato qui. La visita è guidata dai fondatori dell'hotel in persona: il museo infatti apre solo per appuntamento, accettando di buon grado visitatori singoli come gruppi. Gli ex gestori vi spiegheranno la nascita e la storia dell'albergo, e delle idee connesse alle stranezze descritte sopra. C'è anche la possibilità di farsi scattare delle foto professionali dai fratelli Riklin al costo di 20 franchi svizzeri (16.50 euro), e di acquistare una maglietta a 28 franchi (23 euro). Le trattative per la nascita di un nuovo albergo di questo tipo sono tutt'ora in corso, e quindi un'eventuale location è ancora tenuta segreta. Noi vi informeremo su questa stessa pagina appena ci saranno novità: chi lo sa, magari il prossimo hotel a zero stelle potrebbe aprire proprio dalle vostre parti.

[Foto per gentile concessione del Null Stern Hotel e di Atelier für Sonderaufgaben]