Inghiottita dall'eruzione del Vesuvio nel 79 d.C., oggi la città di Pompei risorge a nuova vita. La quotidianità scorre come un tempo: i gladiatori continuano ad allenarsi in palestra, i sacerdoti pregano nei templi, i nobili soddisfano i piaceri della carne nelle sontuose ville patrizie. La città distrutta dal vulcano è stata interamente ricostruita… con i mattoncini Lego.

Pompei è stata trasformata in un gigantesco modellino Lego, composto da ben 190.000 mattoncini. Lego Pompei, così si chiama l'opera, è stata inaugurata il 10 gennaio presso il Museo Nicholson dell'Università di Sydney. Il progetto permette di esplorare la storia della città nelle sue tre fasi più importanti: prima dell'eruzione fatale nel 79, durante la scoperta delle rovine archeologiche (XVIII secolo) e ai giorni nostri.

[Foto: University of Sydney]

L'originale progetto australiano rende onore al fascino millenario della vera Pompei, assalita ogni anno da frotte di turisti che si recano in Campania per visitare il sito archelogico più grande del mondo. Il modello riproduce alla perfezione ogni monumento e permette di dare uno sguardo alla civiltà romana di duemila anni fa. La ricostruzione storica si colora di toni bizzarri e un tantino anacronistici con la presenza di ospiti illustri: Mozart nel tempio di Iside, fonte di ispirazione per l'opera Il Flauto Magico, e i Pink Floyd nell'Anfiteatro, dove la mitica rock band suonò negli anni Settanta.

La città è stata progettata in ogni minimo dettaglio da Ryan McNaught, noto come "The Brickman" e costruttore accreditato della Lego. Ryan non è nuovo alle opere con i celebri mattoncini: ha perfino ricostruito con i Lego due monumenti storici come il Colosseo di Roma e l'Acropoli di Atene. Lego Pompei ha richiesto 500 ore di lavoro, e i risultati non hanno tardato a vedersi. Si tratta di una delle più grandi opere in Lego mai costruite. E, aggiungeremmo, una delle più spettacolari.

[Foto in apertura Campusreview]