Ryanair, Boeing 737–800 – Foto Wikipedia
in foto: Ryanair, Boeing 737–800 – Foto Wikipedia

La polemica di Ryanair contro Google non si placa. La compagnia aerea low cost ha invitato i clienti a non lasciarsi ingannare dai siti-civetta e a recarsi direttamente sulla pagina ufficiale per prenotare voli a tariffe più basse.

Come spiega l'azienda irlandese in una nota, il colosso Usa permetterebbe a inserzionisti pubblicitari di apparire tra i primi risultati di visualizzazione sul motore di ricerca grazie a Google adverts. Uno di questi siti-civetta sarebbe Fly-Go, che non ha nessun legame con Ryanair e si servirebbe di un dominio ingannevole come www.ryanair.pucfly.com, creato per fuorviare i passeggeri. Il sito offrirebbe tariffe false per i biglietti aerei, aggiungendo costi nascosti che farebbero pagare cifre più alte rispetto a quelle del sito originale. L'Autorità Garante per la Concorrenza ha già avviato un'inchiesta contro Fly-Go per concorrenza sleale e Ryanair ha scritto all'Authority in relazione al sottodominio www.ryanair.pucfly che Fly-Go sta utilizzando. Kenny Jacobs, manager di Ryanair, traccia un quadro completo della situazione:

Quale compagnia aerea più grande in Italia, stiamo mettendo in guardia i consumatori italiani perché evitino di usare Google per cercare le tariffe basse di Ryanair e di prenotare, invece, direttamente sul sito Ryanair.com, a seguito delle ripetute lamentele da parte dei clienti in merito al sito screenscraper Fly-Go, che ha iniziato a usare l’url Pucfly. Google sta permettendo a Fly-Go di fuorviare i clienti, sia attraverso Google adverts sia attraverso un falso sottodominio, facendo credere loro di stare prenotando voli con Ryanair con commissioni gonfiate.

In ogni caso Ryanair specifica che Google può continuare tranquillamente a mettere in vendita spazi pubblicitari e le agenzie di viaggi online possono pubblicare le tariffe low cost di Ryanair a prezzi trasparenti: la compagnia irlandese ha già stretto accordi di licenza con siti come SkyScanner, Trip Advisor, Momomdo e Dohop.

In realtà la diatriba tra Google e Ryanair ha già un precedente: lo scorso dicembre la compagnia low-cost ha sporto denuncia formale contro il colosso americano e lanciato un appello a Google per monitorare la trasparenza delle tariffe online. Ryanair ha avviato un procedimento presso l'Alta Corte irlandese contro Google e il sito screenscaper eDreams, accusati di essere uno specchietto per le allodole, inducendo i clienti a prenotare a tariffe ingannevoli.