Pupi di Partinico.
in foto: Pupi di Partinico.

La Sicilia non è poi così lontana da Napoli, in poco più di mezz’ora di volo si è a Palermo. La costa meridionale e occidentale del Golfo di Castellammare (l'insenatura che va da Cinisi a San Vito Lo Capo, NdC) è ben collegata all’aeroporto internazionale “Falcone e Borsellino”, grazie alla ferrovia e all’autostrada. Numerosi sono gli accostamenti tra la tradizione presepiale napoletana e i pupi siciliani. La Cantata dei Pastori, azione sacra in versi, scritta nel Seicento dal palermitano Andrea Perrucci e rappresentata nei teatri popolari napoletani durante le feste natalizie, era messa in scena la sera della vigilia di Natale dai pupari siciliani, che interrompevano le loro rappresentazioni. Si racconta che nell’Ottocento il puparo, don Liberto Canino, in una sua visita alla capitale del Regno, fu così attratto dall’arte presepiale da voler portare nella sua Sicilia l’estro degli artisti partenopei. Fu durante una visita di re Ferdinando IV a Partinico, poco distante da Palermo, che il re acquistò una tenuta formata da cinque contrade, chiamata poi il Real Podere, dove venne in seguito costruita la Real Cantina Borbonica, oggi sede del Museo delle tradizioni storiche, culturali ed agricole.

I pupi di Partinico

Vincenzo Garifo
in foto: Vincenzo Garifo

Gli ultimi pupari, attenti custodi delle tradizioni delle storie cavalleresche, hanno le loro botteghe in alcuni locali del Museo, in attesa che vengano completati i lavori nel Palazzo Ramo, ubicazione definitiva della collezione. Nino Canino, alla veneranda età di 86 anni, ancora va in scena con la sua possente voce con Vincenzo Garifo proponendo il Teatro dell’Opera dei Pupi, riconosciuto dall’UNESCO nel 2001 come Patrimonio immateriale dell’Umanità. L’occasione per vivere queste realtà ci è stata fornita dal GAL (Gruppo di Azione Locale) Golfo di Castellammare, che vede tra gli enti pubblici Partinico e 6 comuni associati (Terrasini, Cinisi, Balestrate, Trappeto e Scopello in provincia di Palermo e solo Alcamo in provincia di Trapani), nonché aziende e associazioni private.

Il GAL per migliorare la qualità della vita

Pietro Puccio, Presidente GAL Golfo di Castellammare.
in foto: Pietro Puccio, Presidente GAL Golfo di Castellammare.

«La mission del GAL Golfo di Castellammare – ha detto il Presidente Pietro Puccio – è puntare su tre aspetti: enogastronomia, turismo rurale e conservazione del paesaggio, migliorando la qualità della vita in queste aree dove abbiamo avviato una fase di ascolto che coinvolge in primis le scuole per far conoscere il volto migliore dell’Europa, un’Europa che investe». Questo ente, il più giovane tra i 17 siciliani, che ha la sua sede operativa ad Alcamo, intende dare una identità culturale al territorio «alla luce delle tradizioni locali – ha detto Luigi Amato funzionario del GAL – che hanno rivestito per la Sicilia sempre un ruolo importante». Le azioni previste nel Piano di Sviluppo si basano sugli interventi infrastrutturali rurali, come la promozione del turismo, la valorizzazione delle emergenze naturalistiche, storico-culturali e architettoniche, la crescita di adeguati canali di commercializzazione dei prodotti locali e la promozione delle produzioni tipiche.

Interventi sul territorio

Muretti a secco Santuario Madonna dei Furi.
in foto: Muretti a secco Santuario Madonna dei Furi.

Gli interventi del GAL tendono a valorizzare le produzioni locali e a diversificare le imprese agricole con attività collegate al turismo. Grazie ad un finanziamento è stata realizzata da poco una pubblicazione, in italiano e in inglese, sugli itinerari tematici proposti dall’associazione culturale “Wine farm and Tourist” con percorsi alla scoperta di natura, agricoltura e religione come quello all’insegna del vino Alcamo DOC e dell’architettura rurale che consentono ad esempio di vedere i ruderi del castello di Calatubo e la millenaria vicina fontana araba della “Cuba delle Rose”, recentemente restaurata dal GAL, che ha finanziato anche: i “Mercati del contadino”; la riqualificazione dei “Bevai di monte e di valle”; il rifacimento dei muretti a secco dell’area esterna del Santuario della Madonna del Furi di Cinisi; la ricostruzione della chiesa di San Cataldo a cavallo tra i territori di Trappeto e Terrasini ed i restauri dei “ponti federiciani” della Madonna del Ponte di Partinico. Per Andrea Ferrarella, responsabile di Piano, gli obiettivi sono stati raggiunti in pieno, spendendo tutte le risorse messe a disposizione dall’Unione Europea. Anche per Santi D’Alessandro, responsabile per la Regione Sicilia della gestione dei GAL isolani e dell’animazione sul territorio, le aree rurali devono essere rivalutate dando la possibilità alle piccole aziende e agli artigiani, che operano sul territorio, di investire come è stato il caso delle due sorelle che si sono inventate un’attività nel messinese con la lavorazione di un arbusto per creare souvenir e hanno richiesto un finanziamento al GAL territoriale per realizzare un laboratorio.

La forza delle idee crea redditività

La regina dell'Opera dei Pupi.
in foto: La regina dell'Opera dei Pupi.

Le famiglie e le imprese, specialmente quelle agricole, spesso non sono in grado di sostenersi con le sole produzioni tradizionali. Occorre favorire una distribuzione dei prodotti locali con una filiera corta e diversificare le imprese agricole con attività collegate al turismo, favorendo così lo sviluppo delle aree rurali, innescando così un processo virtuoso che consentirà a cascata una ripresa dell’economia del comprensorio del GAL. I giovani sono consapevoli che solo investendo su se stessi e sulle peculiarità del territorio, si riuscirà a venir fuori dalla crisi economica, dopo il tramonto del sogno del posto fisso.