24 Settembre 2011
17:31

Spagna, Barcellona dice addio alla corrida

Con il bando del 2010 saranno vietate dal prossimo 1 gennaio le mattanze dei tori nella Catalogna. Domani si terrà l’ultimo spettacolo ne “La Monumental”, l’arena del capoluogo catalano.

Domenica 25 settembre gli amanti della corrida assisteranno all'ultimo spettacolo nella città di Barcellona: nell'arena "La Monumental" si terrà la tauromachia finale con nomi celebri di toreri quali José Tomas, Juan Mora e Serafin Marin. Toccherà proprio a quest'ultimo l'onore di "matar" l'ultimo dei sei tori provenienti dall'allevamento El Pilar di Salamanca che i tre toreros sfideranno nell'ultima, monumentale battaglia.

La Catalogna ha detto no alla tradizione secolare con un decreto approvato a luglio del 2010, e che entrerà in vigore dal 1 gennaio 2012. E quello di domani sarà l'ultima "corrida de toros" che si terrà nel suo capoluogo, Barcellona. Già nel '91 le Canarie avevano abolito questo tipo di spettacoli, anche se in quel caso il decreto passò decisamente in secondo piano. La risoluzione della Catalogna riveste invece una grossa importanza: oltre a fare felici gli ambientalisti, che da sempre si battono contro questa mattanza, il decreto è di grossa rilevanza politica nell'eterno dualismo che vede la regione autonoma in lotta contro la Spagna. Sembra che i catalani vogliano eradicare dai loro territori qualsiasi tipo di elemento culturale che sia tipicamente spagnolo, quale è la corrida, che continuerà comunque a essere praticata nel resto del paese.

Resta il fatto che secondo un sondaggio il 60% dei cittadini non riscontra più alcun tipo di interesse in questo genere di spettacolo: nonostante ciò "La Monumental" ha segnato il tutto esaurito per l'esibizione finale. Dopo un secolo di corride l'enorme arena chiuderà definitivamente i battenti e diventerà un monumento al passato, novello Colosseo del 21° secolo. Sempre che non venga riconvertito in qualcos'altro, come già avvenne sempre a Barcellona per "Las Arenas", trasformata in centro commerciale.

Immediate le proteste degli addetti al settore: si tratta di un business che, nonostante abbia visto un calo enorme degli spettacoli negli ultimi tempi, è capace di generare un indotto di 2,5 miliardi di euro l'anno in tutto il paese. Per non rimanere senza lavoro i toreri della regione dovranno spostarsi in altre regioni della Spagna o nel sud della Francia, dove la corrida viene largamente praticata. Juan Mora ha espresso il suo disappunto in un'intervista a Euronews, arrivando a dichiarare che "senza la corrida, i tori si sarebbero estinti".

[Foto in apertura di Arild Andersen]

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