Quando si accenna a Milazzo, la prima immagine che arriva alla mente è quella imparata sui banchi di scuola: la famosissima spedizione dei Mille capeggiata da Giuseppe Garibaldi per riunificare l'Italia vede la battaglia di Milazzo, dopo lo sbarco a Marsala, tra gli eventi più importanti che cambiarono la storia della penisola. Qui il condottiero Garibaldi si fermò davanti all'ultimo baluardo delle difese dei Borboni in Sicilia, la Cittadella di Milazzo. Vinse, e le truppe Borboniche ne uscirono per lasciare per sempre la Sicilia, ma la cittadella rimase inespugnata. È uno degli episodi più recenti che raccontano dell'importanza strategica della Cittadella di Milazzo nel corso della storia, ma non è forse il più importante.

Milazzo: una città murata di guardia

La Cittadella di Milazzo sorge su una possente rocca naturale che si erge su una lingua di terra immersa nel mare. È stata abitata e modificata per secoli per la sua posizione davvero invidiabile. Qui passarono tutte le dominazioni siciliane: i Greci, i Romani, i Bizantini (di cui non rimangono se non pochissime tracce), gli Arabi (che costruirono il nucleo iniziale della Cittadella, l'imponente Mastio), i Normanni (che lo ampliarono), gli Aragonesi (che costruirono una cinta per proteggerlo), via via fino agli Spagnoli e ai Borboni. Più volte restaurata negli ultimi anni, ha raccolto intorno a sé l'abitato più antico della città, il cosiddetto Borgo, che ancora conserva chiese, chiostri e palazzi che risalgono a un periodo compreso tra il Quattrocento e il Settecento.

Milazzo, una lingua di terra tra monti e mare

Ma se a dominare la costa occidentale della Sicilia ci pensa questa incredibile costruzione, è ciò che si ammira dalle sue mura che la rende ancora più intrigante e bella. Milazzo è in una posizione invidiabile, su una penisola racchiusa tra l'Etna – che si ammira in tutta la sua maestosità quando si guarda verso l'entroterra – e il mare che porta alle meravigliose isole che fanno parte dell'Arcipelago delle Eolie: Lipari, Stromboli, Vulcano, Panarea, Alicudi e Filicudi. Il mare appunto. Quel mare che ha saputo attrarre gli abitanti di Milazzo, tanto da farli scendere piano piano dal Borgo, per creare una cittadina di pescatori, la Città Bassa, sospesa tra due golfi, uno a levante, il Golfo di Milazzo, e uno a ponente, il Golfo di Patti.

Milazzo: crocevia di paesaggi

La penisola è un promontorio che si stende come una falce di luna in un mare argentato, un promontorio che invita a essere percorso fino alla punta estrema di Capo Milazzo e ad andare oltre, non solo verso le Eolie, ma anche sotto la superficie dell'acqua per ammirare le vaste praterie di posidonia e la fervida vita sottomarina che popola questa zona. Ma se ci si ferma e si percorrono le tre direttrici che portano alla punta si incontrano paesaggi diversi. Il più selvaggio è quello di Levante, che domina la baia di S. Antonio, alto sulla scogliera bianca e costellato di cespugli di fichi d'India e di distese gialle di ‘Crysantenum coronarium', lungo il quale ammirare il famoso Faro del Capo, tuttora guida per i naviganti. Più urbanizzata, invece, è la zona che si apre sulla Baia del Tono, dove la penisola di colpo vira curvandosi sul mare pescoso: qui si trova una delle tonnare più grandi di Milazzo.

Una piscina nel mare

Proprio su una delle punte più estreme della penisola, Punta Messinese, raggiungibile attraverso una lunga scalinata – conosciuta anche con il nome di "Stairway to Heaven" – dopo aver visitato la Riserva Naturale del Capo di Milazzo, si incontra un piccola piscina di forma circolare, circondata da rocce e scogli, piena di acqua marina che l'alta marea lascia e ricambia con costanza: è la famosa Piscina di Venere. Una conca d'acqua, ristoro per chi ha fatto trekking, e luogo del cuore degli abitanti di Milazzo dove ammirare i riflessi della luce del sole e le sfumature rosate al tramonto. Un'immagine da conservare per sempre. Questo è possibile anche grazie agli investimenti previsti dal programma delle politiche di coesione dell'Ue.