Dormire nei Sassi di Matera: forse una delle esperienze più romantiche per le coppie. E qualcosa che fino a un po' di tempo fa non era neanche pensabile. Se non per i cittadini di Matera stessa, che nei Sassi ci abitavano. E non era per niente romantico visto le condizioni di degrado in cui vivevano. Passa mezzo secolo e tutto cambia: oggi le antiche case rupestri sono diventate l'hotel più bello della città. Per la precisione un albergo diffuso. Le Grotte della Civita sono l'opera dell'associazione Sextantio, che ha acquistato e riqualificato il borgo omonimo della città della Basilicata. Si tratta di un ambizioso progetto artistico-architettonico tutt'ora in corso, che interesserà vari comuni di Italia e che ora vede in Matera il suo miglior rappresentante. Questa città, così famosa nel mondo e così sottovaluta in casa nostra, ha in questa nuova forma di ospitalità alberghiera un nuovo punto a suo vantaggio per attirare i turisti che decidono di passare le loro vacanze in Italia.

Grotte della Civita

Cosa sono i Sassi di Matera? Si tratta di un complesso nucleo urbano che costituisce il centro storico della città. E in questo caso mai termine, quello di centro storico, fu più emblematico. Gli insediamenti risalenti al paleolitico sono tutt'oggi visibili in una serie di grotte e abitazioni rupestri dove gli abitanti della città hanno vissuto ininterrottamente per millenni. Se generalmente l'espressione "uomini delle caverne" fa risalire immediatamente la nostra immaginazione alla preistoria, qui è decisamente attuale. La città si è sviluppata scavando nella pietra calcarea nel corso delle epoche, passando per l'era delle dominazioni orientali, fino al Medio Evo, e proseguendo per il periodo rinascimentale e barocco. Ogni epoca ha lasciato il segno nel tessuto urbanistico: dai canali e le cisterne per la raccolta dell'acqua, alle chiese rupestri con i loro affreschi, fino alle fortificazioni militari. E oggi è tutto lì, visibile sotto i nostri occhi.

Il periodo della vergogna identifica i decenni a cavallo tra XIX e XX secolo. La popolazione di Matera aumentava a dismisura e si concentrava tutta nei Sassi, che materialmente non riuscivano più a contenerla. Si scavava ancora, si soppalcava, si creavano nuovi spazi abitativi laddove non potevano esisterne di nuovi. E una popolazione che viveva principalmente di agricoltura e pastorizia si trovava a dormire sotto la stessa volta con i suoi animali, in condizioni igieniche precarie, e senza un'adeguato sistema idrico e fognario. Fu lo scrittore Carlo Levi, nel suo "Cristo si è fermato a Eboli" del 1945, a far conoscere al paese la città di Matera e le tristi condizioni in cui versava. E portarla all'attenzione dei politici, tra cui Alcide de Gasperi, che firmarono una legge speciale con cui gli abitanti dei Sassi vennero forzatamente fatti sloggiare dalle loro case; e fu comunque una separazione difficile per molti di quelli che si vedevano legati a quelle abitazioni da lungo tempo.

Grotte della Civita, camere.jpg

Lo sfollamento dei Sassi di Matera fu seguito alla fine degli anni Ottanta da un nuovo piano regolatore. La città vide l'edificazione di nuovi quartieri, ad opera di illustri architetti, e progettati secondo le esigenze della gente e del territorio. Nel frattempo i Sassi vengono notati dai turisti, in particolar modo stranieri, e cominciano a diventare una delle attrazioni principali del Sud Italia. Attirando anche l'attenzione dell'Unesco, che lo inserisce nell'elenco dei Patrimoni dell'Umanità, come splendida testimonianza di una cultura antica e di sviluppo territoriale in armonia con il paesaggio circostante. Oggi il Parco delle Chiese Rupestri protegge quegli insediamenti scavati per diventare luogo di culto. Che a loro volta servirono da ispirazione per le generazioni successive che continuarono a modificare e a costruire con i materiali di scavo sviluppando un sistema urbanistico sempre più articolato. Il tutto perfettamente inserito nel panorama della Murgia, l'altopiano calcareo che si stende tra Basilicata e Puglia.

Il Sasso Caveoso, il Sasso Barisano e il rione Civita: questo il nome delle tre aree che formano il centro storico. La parola Sasso usata per identificare il quartiere scavato nella roccia è attestata per la prima volta nell'XI secolo. In particolare il Civita costituisce il nucleo dell'area storica. L'opera di riqualificazione di Sextantio parte dal Barisano. In realtà si tratta di un più ampio progetto: quello di recuperare i cosiddetti patrimoni artistici italiani minori, non successivamente tutelati. Quelli che infatti sono considerati minori nel nostro paese sono in realtà percepiti dai turisti stranieri come l'esempio di un'Italia più reale e autentica, lontana dai luoghi turistici classici, e ormai in via d'estinzione. L'associazione ha acquistato nove borghi che intende sottoporre a risanamento. L'operazione è già avvenuta con successo, oltre che con Matera, anche con il borgo di Santo Stefano di Sessanio, in Abruzzo.

Grotte della Civita, caverne.jpg

Il recupero dei Sassi di Matera è avvenuto nel pieno rispetto del suo valore storico-antropologico. Il rione si presentava in una forma di estremo degrado moderno, con le testimonianze della presenza di una massiccia micro-criminalità. La riconversione è avvenuta secondo la formula dell'albergo diffuso: ovvero quella tipologia di ricettività dove le stanze sono ricavate in vari edifici storici di una città, e anche altre aree come la reception o i ristoranti sono dislocati, pur appartenendo tutti a una singola struttura. Nel caso di Matera, le camere da letto si trovano naturalmente all'interno delle varie caverne. Il riammodernamento è stato eseguito tenendo conto di un criterio filologico, secondo il quale niente degli originali Sassi doveva essere toccato o modificato, e tutto quello che di nuovo si andava ad aggiungere doveva rispecchiare lo stile di vita del borgo storico. Per cui ad esempio non sono stati creati o adattati nuovi spazi abitativi, le volte non sono state ritinteggiate per salvaguardare gli affreschi, e sono stati preservati elementi in pietra come le mangiatoie. Al tempo stesso i nuovi elementi, come inferriate e finestre, sono stati aggiunti lavorando con tecniche costruttive antiche, gli arredi sono stati ricreati con legno secolare di recupero, e persino la biancheria è stata ricucita a mano partendo da corredi nuziali di oltre un secolo fa.

L'albergo diffuso Sextantio Grotte della Civita è composto in totale da 18 stanze ricavate in altrettante grotte, ognuna delle quali di oltre 100 mq, per un totale di 40 posti letto. Un'area comune è stata recuperata all'interno di una chiesa rupestre. Tutta la struttura si sviluppa su delle terrazze su tre livelli, dalle quali si accede in maniera indipendente alle singole stanze. Queste, come dicevamo, sono arredate in maniera essenziale e senza decorazioni, secondo il principio della conservazione storica. Per lo stesso motivo, non sono dotate di televisore o frigobar. Ciò non vuol dire che manchino i servizi: dappertutto è presente il riscaldamento e la connessione internet. Nell'area comune della chiesa sconsacrata è presente anche il ristorante, dove la mattina viene servita la colazione a base di frutta di stagione e vari prodotti di un'azienda biologica del territorio: pane di Matera, dolci locali, marmellate, formaggi e yogurt sono forniti completamente a chilometro zero. I prezzi delle camere vanno dai 275€ (grotta classic) ai 494€ (suite).

Grotte della Civita, arredi.jpg

L'albergo diffuso si trova tra via Civita e via Conservatorio, nel Sasso Barisano. La sua collocazione all'interno dei Sassi è decisamente la più scenica: si affaccia infatti sul panorama della Murgia, proprio a strapiombo della Gravina di Matera, la gola scavata dallo stesso torrente che attraversa l'altopiano, da cui prende il nome. Il paesaggio è godibile da un'ampia terrazza che è stata riarredata come giardino pensile, con piante tipiche della zona. Anche la posizione all'interno del centro storico è strategica: si trova infatti a pochi passi dalle varie chiese rupestri per cui sono famosi i Sassi. Le più vicine sono le chiese San Nicola dei Greci e Madonna della Virtù. Da non dimenticare poi l'imponente cattedrale, che si erge proprio sulla sommità della Gravina, sullo sperone roccioso che separa gli altri due Sassi.

Come arrivare a Matera

Matera è purtroppo dislocata al di fuori dei principali collegamenti pubblici. Ecco le varie opzioni.

In auto: per chi viene da nord sulla costa tirrenica bisogna raggiungere l'autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria e uscire a Sicignano degli Alburni. Proseguire per Potenza e poi per Metaponto sulla SS407 Basentana fino a Matera. Un'alternativa è prendere l'A16 Napoli-Canosa per uscire a Candela e proseguire sulla SS655 Bradanica. Chi viene dal lato adriatico deve prendere l'A14 Bologna-Taranto, uscire a Bari Nord e prendere la SS99 per Altamura-Matera. Dalla costa jonica (ovvero il mare della Basilicata a sud) prendere la SS106 Jonica verso Metaponto, quindi la ss175 della Valle del Bradano.

In autobus: varie linee collegano Matera a numerose città italiane e straniere, anche con corse notturne. Tra queste le autolinee Marinobus, Marozzi e Liscio.

In treno: giungere alla stazione centrale di Bari e da lì prendere il treno delle Ferrovie Appulo-Lucane per Matera. Le due città sono distanti 66 km, per un viaggio che va dai 60 ai 90 minuti. Vi sono tre fermate: Matera Villa Longo, Matera Centrale, Matera Sud. Le FAL offrono anche il servizio di collegamento in autobus dalla stazione di Bari, e da quella di Ferrandina Scalo.

In aereo: l'aeroporto più vicino è il Karol Wojtyla di Bari-Palese. L'aeroporto è collegato a Roma Fiumicino (Alitalia), Milano-Malpensa (Alitalia, AirOne, easyJet, Meridiana Fly), Venezia (Alitalia, Volotea), Verona (Air Italy, Ryanair, Volotea), Bologna (Alitalia, Ryanair), Torino (Alitalia, Ryanair), Catania e Palermo (Blue Panorama), Olbia (Meridiana Fly), Bergamo, Cagliari, Cuneo, Genova, Pisa, Roma-Ciampino, Treviso, Trieste (Ryanair). Dall'aeroporto si può prendere direttamente un bus per Matera. Si attende per il futuro l'apertura dell'Aeroporto della Basilicata nel comune di Pisticci.

Visualizzazione ingrandita della mappa

[Tutte le foto per gentile concessione dell'Associazione Sextantio]