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Viaggio tra le rovine di Jerash: un’antica città romana in Giordania

La definiscono “la Pompei del Medio Oriente”. Jerash, l’antica Gerasa di epoca romana, è uno dei siti archeologici meglio conservati al mondo. Ecco cosa vedere in questa storica città della Giordania.
A cura di Angela Patrono
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Il sito archeologico di Jerash è considerato tra i più importanti e meglio conservati in Medio Oriente. La città si trova in Giordania e sorge sul fiume Wadi Jerash, a 51 km dalla capitale Amman. Visitarla significa fare una full immersion nella storia. Una storia che ci riguarda molto da vicino. Perché Jerash ospita le rovine della città romana di Gerasa, definita anche l'Antiochia sul Fiume D'Oro.

Jerash, Cardo Maximus - Foto di Edgardo W. Olivera
Jerash, Cardo Maximus – Foto di Edgardo W. Olivera

Antiche iscrizioni in greco, così come varie fonti letterarie, fanno riferimento alla fondazione della città da parte di Alessandro Magno o dal suo generale Perdicca. Ma fu la dominazione romana a regalarle il massimo splendore: all'epoca vi abitavano circa 20.000 persone, una cifra record. Dopo la conquista ad opera di Pompeo nel 63 a.C., Gerasa venne annessa alla provincia romana della Siria. In seguito entrò a far parte della Lega della Decapoli, alleanza commerciale e militare di dieci città romane. Grazie al clima propizio e alla posizione favorevole, Gerasa divenne la città più prospera della Decapoli e nel 90 d.C. venne assorbita dalla provincia romana dell'Arabia, che comprendeva la città di Filadelfia (l'attuale Amman).

Nella seconda metà del primo secolo Jerash conobbe un periodo di grande prosperità. Nell'anno 106 l'imperatore Traiano costruì strade in tutta la provincia e favorì gli scambi commerciali. L'imperatore Adriano visitò Jerash nel 129-130 e in suo onore vene costruito l'Arco di Adriano in prossimità della porta meridionale della città.

Nel 313, quando il cristianesimo divenne la religione principale dell'impero, la città conobbe una nuova fioritura con la costruzione di numerose chiese. Durante l'epoca bizantina la città raggiunse un'estensione di 800.000 metri quadrati. Fu l'invasione persiana nel 614 che contribuì al rapido declino di Jerash. Nel 749 un violento terremoto distrusse parte della città, lasciando dietro di sé solo rovine. Altri cataclismi, guerre e disordini sociali contribuirono a devastare l'area. Le rovine rimasero sepolte per secoli sotto cumuli di sabbia, finché l'orientalista tedesco Ulrich Jasper Seetzen non le scoprì nel 1806.

Cosa vedere a Jerash

Il complesso di scavi ospita numerosi monumenti, la maggior parte dei quali sono in ottimo stato e conservano ancora le tracce dell'antico splendore: una maestosa piazza ovale, un ippodromo, due templi principali (dedicati a Diana e Zeus), imponenti porte cittadine, fontane, due bagni termali, un Ninfeo, due teatri.

La Piazza Ovale era il fulcro nevralgico della città. Misura 90 metri per 80 ed è circondata da 56 colonne in stile ionico (ricostruite). Da qui ha inizio il Cardo Maximus, una strada di circa 800 metri con pavimentazione originale, a ovest della quale si trovano gli edifici più importanti come l'Agorà e i bagni termali. Il Cardo Maximus si interseca con il Decumano Maximus, l'altra strada principale. All'altezza di quest'incrocio si trova il teatro settentrionale, ampliato nel 235, che poteva raggiungere una capienza di 16.000 spettatori. Il teatro meridionale, invece, venne costruito dall'imperatore Domiziano nel I secolo. L'ippodromo, costruzione lunga 125 metri e larga 52, poteva ospitare circa 15.000 spettatori. Vi si svolgevano principalmente corse di cavalli, ma anche gare di atletica e sport vari.

Il Tempio di Diana, protettrice della città, era ritenuto il monumento più bello e imponente dell'antica Gerasa, decorato con statue e pannelli in marmo. La sua costruzione venne ultimata nel 150, durante l'impero di Antonino il Pio. Il portico includeva dodici colonne con capitelli in stile corinzio: di queste, undici sono ancora in piedi e ben conservate. Quando il Decreto dell'imperatore Teodosio ordinò la demolizione degli edifici pagani, il Tempio di Diana non venne distrutto ma trasformato in laboratorio di ceramica. In seguito, durante il periodo delle crociate, venne convertito in fortezza. Il tempio di Zeus, di origine greca, venne costruito nel II secolo sopra un basamento di origini romane. Da non perdere il Ninfeo, fontana ornamentale costruita nel 191 e dedicata alle Ninfe.

La dominazione bizantina è testimoniata dal complesso delle tre chiese (chiesa di San Giorgio, chiesa di San Giovanni e chiesa di Cosma e Damiano) che risalgono al VI secolo d.C. In più è presente una Cattedrale eretta nel IV secolo, dove un tempo sorgeva il Tempio di Dioniso.

Dal 1981 la città ospita il Festival della Cultura e dell'Arte, che dura tre settimane in estate. Il cartellone prevede un susseguirsi di performance teatrali e musicali, spettacoli di danza e altre attività culturali. Inoltre due volte al giorno la Jerash Heritage Company porta in scena il RACE (Roman Army and Chariot Experience), rievocazione il folklore romano che include una sfilata di 45 legionari romani in costume, lotte tra gladiatori e una corsa di bighe nell'ippodromo.

Per la sua misteriosa bellezza, Jerash è l'attrazione più visitata in Giordania dopo la meravigliosa Petra. L'attuale Gerasa sorge ad est delle antiche rovine. Come arrivare a Jerash? La città può essere visitata in giornata partendo da Amman in automobile, taxi o autobus.

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