Wadi al salam, il cimitero più grande del mondo

Per molti rendere onore ai propri defunti è un dovere da perpetuare settimana dopo settimana, anche se il ricordo del caro estinto si perde ormai nelle generazioni. Per altri può essere una piacevole gita domenicale in un luogo suggestivo ammantato di quiete, dove lasciare ogni pensiero per qualche ora. Ma, quale che sia il motivo per cui andiate al cimitero, ritenetevi fortunati di non essere nati in Iraq, appartenenti a una famiglia di religione musulmana sciita. Perché in quel caso ci sarebbe stata un'alta percentuale di probabilità che un vostro parente fosse stato sepolto nel Wadi al Salam, il cimitero più grande del mondo.

Il Wadi al Salam si trova nella città di Najaf in Iraq. Qui la proporzione tra vivi e defunti evidenzia un divario notevole: per una città di 600mila abitanti, il cimitero ospita 5 milioni di salme. Anche poche, se si considera che il luogo di sepoltura è attivo ininterrottamente da 1.400 anni, ed è tutt'oggi a pieno regime. Si stima che durante il periodo della guerra in Iraq il numero di corpi che veniva traslato giornalmente arrivasse fino a 25o unità. Dal 2010 si è sceso sotto il centinaio, ma è lecito pensare che con la guerra civile in Siria, e i massacri perpetrati dall'ISIS nell'ultimo anno, la conta sia risalita nuovamente.

Wadi al Salam a Najaf, Iraq

Il cimitero islamico ospita i corpi di numerosi musulmani provenienti non solo dall'Iraq, ma anche da altri paesi dell'Asia e del mondo. Molti fedeli richiedono espressamente di essere seppelliti in questo luogo, considerato estremamente sacro per la religione sciita: si ritiene infatti che, qualsiasi sia il luogo in cui avvenga la morte, la salma debba riposare qui. Uno dei motivi per cui il Wadi al Salam è così ambito, è che si trova vicino al tempio di Ali ibn Abi Talib, cugino e primo genero di Maometto, considerato il primo Imam dello Sciismo, e per la religione il giusto successore del profeta. Giusto per avere un'idea dell'antichità del luogo, Ali è morto nell'anno 661. Non sorprende il fatto che il cimitero sia nella lista delle candidature come Patrimonio dell'Umanità Unesco per il suo valore religioso, l'importanza storica, e naturalmente le dimensioni.

Il cimitero copre un'area di 6 kmq, vale a dire il doppio di quella ricoperta da Central Park a New York. Da solo costituisce il 13% della città di Najaf. Per intenderci: questo camposanto è più grande di isole come Linosa, quattro volte Ventotene, quasi due volte Procida. Qui si alternano piccole tombe costruite in mattoni, a grossi templi di famiglie benestanti che spiccano con le loro cupole in mezzo alla moltitudine di lapidi. Non mancano le sepolture di re, sultani e principesse vari lungo i secoli. Se apparteneste a una famiglia di ceto medio e un vostro parente fosse seppellito qui avreste un bel daffare a cercarne la tomba, almeno per le prime venti visite. Ci sono persino tombe sotterranee alle quali si accede tramite semplici scale a pioli.

Il cimitero più grande del mondo

Naturalmente chi vive da queste parti non ha alcun problema a orientarsi tra le miriadi di strade che si intersecano vorticosamente nel mare di sepolture. E questo, durante la guerra, rendeva il cimitero di Wadi al Salam perfetto per le milizie irachene per organizzare degli agguati ai danni dei soldati nemici. I militari americani non potevano osare avventurarsi nel labirintico groviglio di lapidi e mausolei, perché i cecchini del posto potevano facilmente colpire e nascondersi in una qualsiasi delle tombe.

Questo però non fermò l'esercito iracheno quando si trattò di combattere contro i ribelli. In questo caso le truppe pensarono bene di tagliare la testa al toro spianandosi la strada col bulldozer e radendo al suolo le tombe dei loro stessi compagni, pur di far uscire allo scoperto i loro nemici. Tocca purtroppo notare per l'ennesima volta come in quest'area del globo travagliata dai conflitti la follia della guerra privi ogni luogo di qualsiasi sacralità. E questo è ancora più triste se si pensa che in arabo Wadi al Salam significa "valle della pace".