in foto: Centro storico di Dubrovnik – Foto Wikimedia Commons

Il turismo è una risorsa essenziale per l'economia locale, ma un eccesso di visitatori rischia di sconvolgere il delicato equilibrio di una destinazione. Orde incontrollate di turisti possono provocare danni ai monumenti e stravolgere lo stile di vita dei cittadini, a scapito della vivibilità di un posto. Da parte delle istituzioni nasce così la necessità di tutelare località e residenti ponendo un freno al numero di visite consentite.

Le iniziative in tal senso si sono moltiplicate in tutta Europa: ultima arrivata è Dubrovnik, la perla della costa croata che dal 2013 ha conosciuto un incremento esponenziale dei flussi turistici. La popolarità della città dalmata cresce a dismisura: negli ultimi tempi è sotto i riflettori grazie alla serie tv “Game of Thrones” in quanto scenario dell’Approdo del Re, capitale dei Sette Regni. Il bombardamento mediatico ha trasformato Dubrovnik nella star del turismo estivo e il sindaco Andro Vlahuši ha deciso di correre ai ripari, specie dopo il record di 10.000 visitatori raggiunto in una sola giornata l'11 agosto scorso. La risoluzione è molto semplice: presto il centro storico di Ragusa potrebbe diventare tra i primi borghi a numero chiuso. Il comune installerà videocamere ai varchi d'ingresso con cui monitorare i flussi di visitatori. La cifra sarà fissata a 6.000 presenze contemporanee, esclusi naturalmente i residenti . Quando il circuito rileverà più di 6.000 accessi, le porte saranno bloccate. Tra le altre misure, si prevede un innalzamento del biglietto per accedere alle mura, che aumenterà di 20-30 kuna, ossia circa 3-4 euro. L'attuale prezzo è 120 kune, cioè 18 euro (30 per il biglietto ridotto).

La questione numero chiuso è all'ordine del giorno anche in molte località italiane. Come le Cinque Terre, dove nei giorni di punta si arriva a oltre 10.000 visitatori per comuni che insieme non toccano i 5.000 abitanti. Nei mesi scorsi Vittorio Alessandro, direttore del parco, ha ipotizzato misure di accesso più restrittive per i non residenti. A Venezia invece il governatore Luca Zaia ha proposto il Daspo per chi sporca, mentre a Taormina l'idea è stata lanciata in consiglio comunale.

Anche nel resto del mondo si cerca di contenere gli arrivi, soprattutto nei siti protetti dall'Unesco. Nelle isole Galápagos è scattato il numero chiuso nei periodi più frequentati, da metà giugno all’inizio di settembre e da metà dicembre a metà gennaio. I turisti possono visitare solo alcuni siti e devono sottostare a una serie di regole, come quella di essere accompagnati da una guida con licenza. Il sito archeologico del Machu Picchu, invece, ha un limite giornaliero di 2.500 persone concordato con l'Unesco, che ha chiesto misure di protezione ancora più restrittive: entro tre anni i turisti saranno accompagnati da una guida e seguiranno uno dei tre percorsi obbligati da concludere entro una durata stabilita.