Esiste un luogo capace di mozzare il fiato anche al turista più disincantato. Si tratta di quattordici isole o, meglio, quattordici perle dell’Oceano Pacifico che sorprendono per la loro incredibile bellezza naturale: le Galapagos, sogno proibito di tantissimi escursionisti. Dichiarato Patrimonio dell’umanità dall’Unesco, l’arcipelago vanta una varietà di flora e fauna che lascia letteralmente a bocca aperta. Per non parlare dei paesaggi, che sembrano frutto della fantasia di uno scultore contemporaneo. Le bianchissime distese delle spiagge risaltano nel gioco di contrasti con lo scuro delle rocce, mentre imponenti vulcani dominano il panorama, creando uno scenario incantevole ai colori del tramonto. Scoprire questo luogo ancora inviolato, dove la vita trascorre così come milioni di anni fa, è fonte di emozioni indescrivibili. Siete disposti a lasciarvi sedurre dal fascino selvaggio delle Galapagos? Attenzione: si consiglia la lettura del presente articolo a tutti i viaggiatori dotati di spirito libero, che amano sfidare i propri limiti e spingersi in territori remoti e inesplorati, che amano e difendono la natura (non solo a parole). Astenersi rammolliti e pantofolai.

Sommario

Storia
Cosa vedere
Cosa fare
Come arrivare
Costi

Storia.

Panorama Galapagos [Foto di eutrophicaxion&hypoxia]in foto: Panorama Galapagos [Foto di eutrophicaxion&hypoxia]

Se gli esploratori spagnoli, secoli fa, definirono le Galapagos “Isole Incantate”, un motivo ci sarà. Queste isole vulcaniche ospitano ben 560 specie di piante, oltre a custodire esemplari animali unici al mondo, come la tartaruga gigante o l’iguana di terra. Una biodiversità che, nel 1835, non mancò di attirare l’attenzione di un certo Charles Darwin: proprio una visita nell’arcipelago, infatti, servì da spunto al grande scienziato per formulare la sua teoria dell’evoluzione. Ma… sorpresa! Ad aprirgli la strada era stato un italiano, il siciliano Alessandro Malaspina, che nel 1790 organizzò la prima spedizione scientifica nelle Galapagos. E pensare che queste meraviglie vennero scoperte casualmente nel 1535 da padre Tomás de Berlanga, vescovo del Perù: i forti venti sospinsero la sua nave fuori rotta, facendola approdare su quelle isole disabitate, prive di insediamenti umani ma ricchissime di vita animale: rettili, leoni marini, pinguini, squali… Le Galapagos sono quindi un luogo prezioso, un libro aperto che racconta da millenni l’origine della vita sulla terra. Nel 1959 l’arcipelago è stato dichiarato Parco Nazionale: un modo per tutelare questo straordinario museo vivente, che può aiutarci a comprendere il nostro passato e, quindi, il nostro destino.

Cosa vedere.

tartarughe giganti Galapagos [Foto di Wikimedia Commons]in foto: tartarughe giganti Galapagos [Foto di Wikimedia Commons]

Situate a 1.000 km dalla costa ecuadoriana, le isole appartengono politicamente all’Ecuador, ma possono essere considerate come un mondo a parte. Anzi, ogni isola è in realtà un microcosmo del tutto autonomo e indipendente, ciascuna con la sua peculiarità. Questa varietà si riflette anche… nei nomi. Nel corso dei secoli, infatti, pirati inglesi, balenieri ed ecuadoriani hanno ribattezzato le isole in due o tre modi diversi. Roba da uscire pazzi, ma niente paura: in genere vale la denominazione ufficiale. Quella che useremo anche noi per presentarvi le isole più belle.

Santa Cruz è l’isola “turistica” per eccellenza, caratterizzata dal più grande centro abitato dell’intero arcipelago, Puerto Ayora, cittadina di 10.000 abitanti fornita di ristoranti, supermercati e negozietti su misura di turista, ricca di confortevoli alberghi e resort. Puerto Ayora è sede della stazione di ricerca Charles Darwin, postazione scientifica istituita per monitorare e tutelare gli ecosistemi delle Galapagos. La località è nota per le sue splendide spiagge, come Tortuga Bay, dove si possono fare incontri ravvicinati con iguane marine e tartarughe marine. Altra visita imperdibile è quella a Cerro Dragón, letteralmente “la collina del drago”, regno incontrastato dell’iguana di terra, un lucertolone lungo più di tre metri e affine ai suoi antenati dinosauri. L’avreste mai detto che, in realtà, è un bonaccione che pratica uno stretto regime vegetariano? E per chi vuole un’esperienza fuori dal comune, a Puerto Ayora c’è il Rancho Permiso, un ranch privato gestito dalla famiglia Devine, che ospita degli inquilini molto speciali: tartarughe giganti. I mansueti bestioni passeggiano liberamente per la tenuta, sottoponendosi con pazienza all’immancabile rito delle foto.

San Cristobal, altra isola abitata (con Puerto Baquerizo Moreno, la capitale amministrativa dell’arcipelago, nonché sede distaccata dell’università di Quito), ospita un campionario di fauna invidiabile: delfini, uccelli tropicali, mammiferi marini, tutti abituati alla convivenza pacifica con l’uomo. A Playa Mann, che ospita anche una casa vacanze, è possibile nuotare insieme ai leoni marini, con grande divertimento per i più piccoli (e non). Tra le spiagge più belle segnaliamo anche Cerro Brujo, il lido lavico e corallino dove approdò Darwin nel 1835, ritrovo privilegiato di pellicani, aironi e sule. Purtroppo l’equilibrio di questo paradiso naturale rischia di essere violato con conseguenze irreparabili. L’uomo, infatti, ha importato sull’isola esemplari animali, come capre, cani o gatti, che entrano in competizione con le specie locali e spesso non esitano a cibarsene. Una lotta per la sopravvivenza sentita anche dagli umili pescatori del posto, che hanno più volte avviato proteste contro le multinazionali, le quali reclamano diritti esclusivi sui proventi derivanti dalle attività turistiche e commerciali.

Isabela è la più estesa delle Galapagos, nota per ospitare ben 5 vulcani attivi. Il più alto, Wolf, misura 1.707 metri. Si tratta di un luogo magico e ancora inviolato dalla presenza umana, dove gli animali la fanno da padrone. Isabela è infatti l’isola con il maggior numero di tartarughe giganti e offre una straordinaria moltitudine di habitat. L’unico centro abitato, Puerto Villamil, è un tranquillo villaggio di pescatori, punto di partenza per l’osservazione di fenicotteri e uccelli migratori nelle lagune adiacenti. Altro luogo di interesse è il Muro delle Lacrime, che risale al passato di colonia penale dell’isola: si tratta di una vera e propria trincea di roccia lavica, costruita dagli ergastolani un tempo confinati a Isabela.

Vale la pena di segnalare ancora Genovesa, dall’inconfondibile nome italiano, detta anche l’Isola degli Uccelli perché popolata da colonie di volatili come le sule dalle zampe rosse, che si possono avvistare solo qui; Bartolomé, piccola isola vulcanica che ospita i pinguini delle Galapagos, unica specie di pinguino a sopravvivere in una zona equatoriale; celebre il suo Pinnacle Rock, formazione conica di lava solidificata; Fernandina, l’isola più giovane e con vulcani ancora attivi; Española, l’isola più meridionale, un piccolo gioiello popolato da miriadi di iguane marine, gli unici rettili a vivere in un habitat oceanico.

Cosa fare

Playa Mann [Foto di Wikipedia]in foto: Playa Mann [Foto di Wikipedia]

Grazie alla trasparenza del suo mare e alla ricchezza della sua vita acquatica, l’attività per eccellenza da praticare alle Galapagos è senz’altro lo snorkeling. Foche, pinguini e tartarughe marine saranno i nostri compagni di avventura nell’esplorazione delle popolatissime acque dell’arcipelago. E in alta stagione, da giugno a settembre, sarà possibile avvistare anche qualche balena all’orizzonte.

Una bellissima spiaggia balneabile è quella di Gardner Bay, sull’isola di Española, dove è possibile vedere stormi di albatros librarsi in volo e contemplare vere e proprie famiglie di leoni marini. Santa Cruz è un paradiso per gli amanti del mare: a Tortuga Bay è possibile praticare immersioni e surf, mentre la spiaggia di Las Bachas offre lo splendido spettacolo delle tartarughe marine che sbucano dalle onde per venire a deporre le uova. Certi punti sono raggiungibili solo via mare per spostarsi da una parte all’altra delle stesse isole: è il caso di Caleta Tortuga Negra a Santa Cruz, una laguna di mangrovie dove è possibile ammirare le tartarughe nuotare insieme a pesci tropicali, razze e squaletti.

Se l'idea di un viaggio alle Galapagos vi sta tentando, sappiate che comunque non sarete lasciati a voi stessi. Gli hotel e le case vacanze sono in prima linea nell’organizzare tour guidati sulle orme di Darwin. A Isabela è anche possibile partecipare a trekking sui crateri dei vulcani: visitare il Sierra Negra, che vanta il secondo cratere più grande del mondo (il diametro è di 8 km), è un’esperienza memorabile. Sono previste anche escursioni in motoscafo o in barca sulla costa per raggiungere Tagus Cove, dove risiede una colonia di pinguini. Tutte le escursioni devono essere svolte con una guida locale e comunque vanno prenotate prima della partenza per assicurarsi dei posti disponibili. In ogni caso gli animali vi accompagneranno fedelmente in ogni vostra gita, al punto che vi sembrerà quasi di essere in un film Disney: non sarà raro vedere un fenicottero o un leone marino passeggiare tranquillamente nei villaggi, mischiandosi agli abitanti delle isole.

Come arrivare e mappa delle Galapagos.

Visualizzazione ingrandita della mappa

Le Galapagos possiedono due aeroporti: il principale, quello di Baltra, e quello secondario di San Cristobal. I voli di linea per raggiungerle partono da Quito, capitale dell’Ecuador, o da Guayaquil. Il volo da Quito alle Galapagos costa quasi 400 dollari, moneta locale.

Quando partire per un viaggio alle Galapagos? L’arcipelago è visitabile tutto l’anno, ma è preferibile prenotare in bassa stagione, equivalente al nostro inverno, sia per via dei prezzi (decisamente più concorrenziali), sia per via del clima. Da dicembre a giugno la temperatura può raggiungere i 28°C, l’ideale per lo snorkeling. Nei mesi estivi, invece, il mare è mosso e l’acqua è gelida a causa dei forti venti portati da El Niño, fenomeno climatico che condiziona la temperatura e quindi l’accessibilità della zona.

L’itinerario e le lunghe distanze da percorrere rendono preferibile un periodo di soggiorno non inferiore alla settimana. A dirla tutta, una decina di giorni sarebbero l’ideale per non lasciarsi sfuggire nemmeno un’attrattiva delle isole. È necessario comunque prenotare in largo anticipo, almeno tre mesi prima, per evitare di non trovare posti a disposizione. La lingua ufficiale è lo spagnolo e pochi dei residenti masticano l’inglese, per cui munitevi di un buon dizionario o giocate sulla somiglianza fonetica e lessicale tra italiano e spagnolo, ma attenti ai “falsi amici”: in hotel, al posto di un “burro” potrebbero recapitarvi un asino (che in spagnolo si dice appunto “burro”)!

Costi.

airone Galapagos [Foto di Paul Krawczuk]in foto: airone Galapagos [Foto di Paul Krawczuk]

Comunque non vogliamo farvi illusioni: “economico” non è la parola giusta per descrivere le Galapagos. I prezzi non sono esattamente tourist friendly, a cominciare dalla tassa obbligatoria di 100 dollari che vi chiederanno non appena messo piede nel Parco Nazionale, ovvero nel territorio dell’arcipelago: si tratta di un’azione disposta dalle autorità per preservare il fragile ecosistema di quello che è uno dei 15 luoghi più belli al mondo danneggiati dal turismo. Inoltre, non scherzano neppure i prezzi dei beni di prima necessità. Un chilo di pane costa all’incirca 1,70 dollari mentre una bottiglietta d’acqua intorno agli 0,80 dollari. Appurato questo, possiamo comunque optare per delle mosse furbe che ci consentiranno di goderci le Galapagos senza spendere troppo.

Prima di tutto, sappiate che dal 2000 la moneta ufficiale è il dollaro (cambio attuale: 1 Euro = 1,36 USD). Gli euro sono i benvenuti, ma è meglio portare con sé un bel po’ di dollars: il cambio euro-dollaro effettuato in Italia è più conveniente. Per quanto riguarda l'alloggio, il fai da te è forse la soluzione più economica e flessibile. È consigliabile scegliere la formula dell’island hopping, un tour per mare e per terra alla scoperta delle isole. In ogni caso, tutto dipende dalle vostre esigenze: ad esempio, una crociera di una settimana può costare tra i 500 e i 1.500 dollari a persona. Tuttavia, si può prenotare un hotel in loco a prezzi non proibitivi: le tariffe del San Vicente, a Puerto Villamil, partono dai 37 dollari a persona. Un’altra soluzione abbastanza low cost è La Golondrina, barca a otto posti dal costo di 500 dollari a settimana. Se invece non badate al prezzo, ecco il Finch Bay Eco Hotel, sull’isola di Santa Cruz, dotato di aria condizionata, internet wi fi, tv in camera e bagno privato: l’ideale per ristorarsi dopo un’avventurosa escursione; i prezzi a persona partono dai 350 dollari a notte. Così, superato lo scoglio della prenotazione, saremo pronti a tuffarci nella magia delle Galapagos. Per un viaggio capace di rigenerare i nostri sensi e farci vedere il mondo con occhi nuovi.

[La foto in apertura è di Paul Krawczuk]