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29 Agosto 2013
02:44

7 segnali di aver scelto il compagno di viaggio sbagliato

Una vacanza desiderata può trasformarsi in un incubo se chi ci accompagna non è proprio la persona che ci aspettavamo. E questo può succedere anche col nostro migliore amico. Come capire quando è meglio lasciarlo a casa la prossima volta?
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Quei tre giorni lontani da casa, quei soldi così faticosamente risparmiati, l'entusiasmo della meta desiderata da tempo, e le aspettative alle stelle. E a questo si aggiunge la felicità della condivisione. Perché si sa, viaggiare da soli è libertà, ma divertirsi in compagnia è tutta un'altra cosa. Soprattutto se si è sulla stessa lunghezza d'onda del proprio compagno di viaggio. Ma siamo proprio sicuri? Durante una vacanza anche il vostro miglior amico può diventare il vostro peggior nemico. E tutta l'emozione potrebbe svanire in pochi attimi. Bastano piccoli disaccordi, momenti di tensione, e la magica alchimia che preludeva all'inizio di una fantastica avventura potrebbe dissolversi. E già, perché prima della partenza si è tutti felici. Ma cosa può succedere dopo? Quali sono quelle problematiche che ci fanno capire che, con tutto il bene che vogliamo al nostro partner di viaggio, non lo sceglieremo per un'altra sortita?

Tempi non sincronizzati

Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/mynameisharsha/4344912987/" target="_blank" rel="nofollow">Harsha K R</a>
Foto di Harsha K R

Voi volete uscire, esplorare, conoscere. Lui vuole dormire. Voi volete una serata allegra, ma non distruttiva, perché volete alzarvi sufficientemente presto il giorno dopo. Lui vuole tirar tardi nella migliore discoteca della città. E nel peggiore dei casi persino i bisogni fisiologici vanno fuori tempo. Questione di ritmi. Anzi, di bioritmi. Non è sempre un problema di carattere che porta due persone a non muoversi allo stesso passo. A volte si tratta proprio di esigenze fisiche. Ma anche in quei casi bisognerebbe fare lo sforzo di accomodarsi all'altro. Se il vostro compagno non si rende conto che per passare le mattinate a letto poteva restarsene anche a casa, allora non è proprio un tipo da viaggio. Forse più da vacanze al mare.

De gustibus

Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/aheram/464791918/" target="_blank" rel="nofollow">Jayel Aheram</a>
Foto di Jayel Aheram

Anche il palato vuole la sua parte. Ma il bello di viaggiare è quello di conoscere nuove culture, e queste si esprimono magnificamente nel cibo. Testare la cucina locale è quasi un imperativo morale quando si è in un altro paese. Ma ahinoi, e qui gioca molto il fatto di essere italiani all'estero, non tutti riescono a vedere al di là del proprio piatto di pasta. Alcuni trovano inconcepibile andare fuori e non cercare un ristorante italiano. Con comprensibile incredulo sbigottimento di chi si è recato apposta in un altro paese proprio per poter assaggiare nuove delicatezze. E questo può essere causa di tanti litigi sulla scelta del posto dove andare a mangiare. Ma c'è di peggio che vedere il proprio compagno di viaggio alla disperata ricerca di una pizzeria: è guardarlo entrare direttamente dentro un McDonald.

Dove andiamo?

Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/zoetnet/4851934830/" target="_blank" rel="nofollow">zoetnet</a>
Foto di zoetnet

Se le uniche dispute sono su come riempire il vostro stomaco, vi va ancora bene. Il problema sorge quando bisogna decidere cosa fare. Chiaro che non tutti hanno la stessa concezione di divertimento. Ma è altrettanto vero che per ogni città al mondo ci sono dei must che vanno assolutamente visitati. Non andreste mai a Parigi senza salire sulla Tour Eiffel. Non vi rechereste mai a Berlino senza passare per il Muro. Eppure c'è chi è capace di rinunciarvi. Magari per buttarsi in quel locale famoso o per visitare un celeberrimo parco divertimenti. Non è un crimine di per sé non essere appassionati di storia e cultura. Anzi, potrebbe anche essere che siamo noi a imporre al nostro partner uno stile di vacanza che lui non digerisce. Potrebbe, se non fosse che si era discusso su cosa fare e vedere già prima di partire. Ma come, non si era programmato, deciso assieme? Certo che sì, e questo ci porta al segnale successivo…

Il finto accomodante

Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/garryknight/7338187058/" target="_blank" rel="nofollow">Garry Knight</a>
Foto di Garry Knight

"A me va bene tutto, fai tu, ti do carta bianca". Che è un modo come un altro per dire organizza tu il viaggio, io non ho voglia. Bene, penserete voi, in questo modo faccio prima a scegliere l'hotel, gli orari del volo, e pianifico un bel programmino delle giornate. Ma, dato che ci tenete che il vostro amico sia felice, lo consultate a ogni passo per essere sicuro che lui sia d'accordo. "Sì, sì, mi piace tutto, non ti preoccupare". E voi, felici di essere in compagnia di qualcuno in linea con i vostri gusti, prenotate. Poi si parte. "Però potevamo evitare di prendere un volo così presto". "Però quest'albergo non è proprio in una bella zona, e si paga anche tanto". "Però potremmo anche evitare di andare in quel museo, tanto quei quadri li possiamo vedere anche su internet". Però sei scemo se queste cose te le fai uscire adesso.

Capro espiatorio

Il fatto è che determinati atteggiamenti danno sui nervi. Ma non è detto che differenze di vedute portino per forza a un conflitto. Alla fine si perde tempo, ma due persone un punto di incontro lo trovano sempre. Il problema è quando sono i caratteri a scontrarsi. In questo caso lui può essere il peggior compagno di viaggi per noi, come noi lo possiamo essere per lui. Ma supponiamo di essere noi quelli bravi: d'altronde lo pensiamo sempre. Ecco, ci siamo fatti in quattro per organizzare il viaggio, abbiamo prenotato volo, stanza, city pass, preparato l'itinerario e valutato anche le alternative. Ma magari ci è sfuggito qualcosa. Non abbiamo controllato gli orari di apertura di un'attrazione che ci tenevamo a visitare. L'abbiamo trovata chiusa e ormai è troppo tardi, il giorno dopo si parte. "È colpa tua!" tuona lui "Perché non ti sei informato!". Questo è solo un esempio. In realtà qualsiasi cosa potrebbe andare storto, col vostro amico che cerca di addossarvi la colpa. Ma lui dov'era mentre si organizzava la vacanza? Ah, già: dormiva.

Incatenati

Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/sogeking/3529026916/">Valerio Ianna</a>

Ok, fin'ora abbiamo dato anche un quadro fin troppo strafottente del nostro compagno di viaggio. Mettiamo che lui sia stato attivamente partecipe nell'organizzazione. Anzi, meglio: che ne sia stato il fautore. Tutto il programma è stato delineato e concordato da entrambi. Ma la cosa bella di avere un piano è che si può decidere di non seguirlo, di deviare dal percorso, dare libero spazio all'avventura. Alt! Non si può. Questo è quello che si era deciso di fare, questo è quello che faremo. Non importa se abbiamo visto altro di particolare interesse, ci atteniamo a quello che avevamo stabilito. Questo ci potrebbe dire un partner iper-ansioso e schematico. Ma che gusto c'è a viaggiare se non ci si libera dai freni, non si provano emozioni nuove, non si va oltre il sentiero battuto? No, ve ne state rendendo conto troppo tardi: non state viaggiando con un amico, ma con una guida turistica.

Il silenzio è d'oro?

Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/mikecogh/9049843876/" target="_blank" rel="nofollow">Michael Coghlan</a>

Lui è un vostro carissimo amico. Avete condiviso molte esperienze della vostra vita assieme. Vi fidate di lui, vi scambiate confidenze, parlate molto. Com'è possibile allora che passate le ore intere a camminare senza dirvi una parola? Lui forse sarà troppo assorto nel contemplare i monumenti, ma la situazione è quasi imbarazzante. D'altronde può essere normale: proprio perché spendete tanto tempo assieme, non avete molto da dirvi nel momento in cui siete a contatto 24 ore su 24. Non è il caso di tutti, chiaro, ma molti scoprono che è così. Sarebbe molto meglio partire con qualcuno che conoscete poco: il viaggio è un'ottima occasione per stringere legami e scoprire molto di una persona di cui non sapete quasi nulla.

In effetti tutti gli esempi sopra lo dimostrano bene: stare sempre con la stessa persona ne mette in risalto i difetti. E questo capita di più quando è qualcuno di molto vicino a noi. È lo stesso motivo per cui molte coppie si lasciano dopo le prime vacanze estive assieme. Vale anche per l'amicizia. Ma non sempre. I rapporti tra le persone sono altalenanti. Il vostro migliore amico può essere il vostro miglior compagno di viaggio come può esserlo anche un perfetto sconosciuto. Tutto sta nel capirlo il prima possibile. Perché se questi segnali si verificano sporadicamente ci si passa sopra. Altrimenti, meglio cambiare partner. E alla fine del viaggio, amici come prima. L'importante è divertirsi.

[In apertura: foto di Javier Kohen]

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