Il nostro giro verso le destinazioni italiane per le vacanze in montagna questa volta ci porta a Pejo Terme, piccolo comune della provincia di Trento. Il perché lo potete leggere nel nome: Pejo (o Peio) è una rinomata stazione termale conosciuta fin dai tempi antichi. Le proprietà ferruginose delle acque della val di Pejo hanno proprietà curative che hanno richiamato turisti da più parti rendendo la località una rinomata meta turistica sia invernale che estiva. Come in ogni piccolo comune del Trentino Alto Adige naturalmente l'industria turistica si è attrezzata per far sì che l'offerta fosse sempre presente: per questo motivo, nonostante le ridotte dimensioni del minuscolo paese, diviso tra l'altro in varie frazioni, i visitatori non mancano mai.

Le terme del Pejo

Pejo Terme bagni e sci

Foto di Neuro74

Pejo Terme, detta anche Pejo Fonti si trova in posizione più elevata rispetto al nucleo del paese. La conoscenza delle sue sorgenti minerali risale al XVI secolo. Un tempo l'acqua veniva persino imbottigliata e venduta a Mosca, oggi è la sorgente principale delle Terme di Pejo. Pejo Paese si trova ancora più su rispetto allo stabilimento termale: 1584 metri, tanto che un tempo si vantava di essere il punto più alto della dominazione asburgica. Il cuore amministrativo del comune si trova invece più in basso, a Cogolo, ed infatti è a questa frazione che si fa riferimento per indicare tutto l'abitato di Pejo. Comasine è la testimonianza delle attività della Pejo più vecchia, dall'estrazione mineraria all'agricoltura, laddove oggi l'allevamento e il turismo sono le due fonti di reddito principali. Chiudono il gruppo delle frazioni Celledizzo, Celentino e Strombiano. Tutte racchiuse all'interno della Val di Pejo, che si affaccia sulla più ampia Val di Sole. La valle omonima è attraversata dal Torrente Noce, è compresa nel Parco Nazionale dello Stelvio ed è per questo interessata tutta dal turismo: in inverno per lo sci, in estate per le escursioni. E tutto l'anno per le tre fonti di Pejo Terme: la Fonte Alpina, l'Antica Fonte e la Nuova Fonte.

Pejo 3000

Sciare a Pejo

Foto di Benoît Dandonneau

Per chi pratica gli sport invernali Pejo ha una vasta ski area, nonostante le ridotte dimensioni della valle. Il fatto di essere comunque una piccola località la rende sicuramente più tranquilla rispetto ad altre della Val di Sole più frequentate come ad esempio Marilleva. Non per questo è meno attrezzata: vi sono dieci piste da discesa, tre da fondo e sette impianti di risalita. Il più nuovo, Pejo 3000, ha aperto nuove possibilità ai praticanti dello sci alpino che possono ora raggiungere facilmente quota 3000 metri e lanciarsi in una discesa di 8 km che porta dritto a Pejo Fonti. La funivia si collega all'impianto del Tarlenta, che era quello che raggiungeva la quota più alta nella valle, 2000 metri. Il nuovo impianto dà la possibilità di immergersi ancora di più nel gruppo dell'Orties-Cevedale, tra i maggiori gruppi alpini con cime che superano i 3000 metri: l'Orties è la più alta della regione, mentre il Cevedale è la prima di un gruppo di tredici cime che costituiscono il Ghiacciaio Forni, tra i più imponenti d'Italia.

La valle del Pejo

Pejo in Val di Sole

Foto di PIFRA

La bellezza di questa valle ha contribuito allo sviluppo turistico della zona, che come sempre vive anche in estate grazie alla passione che spinge i trekker ad esplorare la natura del Trentino. Ma anche lo sport non si ferma ai rigori invernali, e il Torrente Noce diventa il protagonista della Val di Pejo nella bella stagione quando gli amanti del rafting si divertono a cavalcare le sue acque. L'offerta è comunque molto varia e va dal tennis al tiro con l'arco per gli sport più casalinghi, e dall'arrampicata al parapendio per quelli un po' più estremi.

Arte e cultura

Neve a Pejo

Foto di Michela Simoncini

Pejo è soprattutto luogo di arte e cultura. Sono numerosi  i punti di interesse, spesso edifici antichi e di natura religiosa che nacquero proprio quando la località cominciò a essere frequentata per le sue fonti termali. Le chiese quindi la fanno da padrona, come la parrocchiale di Cogolo, la chiesa di Santa Lucia di Comasine, e la piccola e isolata chiesetta di Pegaia, unica testimonianza di un antico insediamento ormai scomparso. Pejo ospita inoltre due interessanti istituzioni. Il Museo della Guerra Bianca, che ricorda le lotte sanguinose di cui è stata teatro la Valle durante la Prima Guerra Mondiale con cimeli e reperti bellici. E l'Ecomuseo Piccolo Mondo Alpino, che a dispetto del nome non è un vero e proprio museo, ma un programma di itinerari culturali, storici ed architettonici per conoscere le genti e la vita della valle.