20 Luglio 2019
00:29

Chaudes-Aigues, la sorgente termale più calda d’Europa

Chaudes-Aigues sorge immersa nella natura del Cantal, regione rurale francese. Questo paesino montano è noto fin dall’antichità per le proprietà benefiche delle sue acque. Stabilimenti termali all’avanguardia e monumenti storici accoglieranno i visitatori con grazia in un borgo che non passa inosservato.
A cura di Angela Patrono
Fontana e Museo Geothermia – Foto Wikipedia
Fontana e Museo Geothermia – Foto Wikipedia

Chaudes-Aigues è uno dei gioielli del Cantal, splendida area rurale nella regione dell'Alvernia-Rodano-Alpi. Come suggerisce il suo stesso nome, questo borgo francese è noto per le sue trenta sorgenti naturali di acqua calda con temperature che si aggirano sui 45°C arrivando perfino a superare gli 80°C. Si tratta delle sorgenti termali più calde d'Europa, perfette per un'immersione nel benessere più totale. Le loro acque, infatti, si rivelano un toccasana nella cura delle malattie reumatiche e delle complicanze post-operatorie o traumatiche. La più famosa è la sorgente del Par, con acque di ben 82°C! Naturalmente Chaudes-Aigues pullula di centri spa dove è possibile godere del massimo relax. In particolare, il centro più noto è lo stabilimento termale Caleden dove i clienti possono sperimentare un trattamento benessere completo, tra cascate, jacuzzi, piscine, hammam, sauna e vasche idromassaggio. Nel borgo non può mancare un luogo speciale come Géothermia, il museo europeo della geotermia e del termalismo.

Chiesa di S. Martino – Foto Wikipedia
Chiesa di S. Martino – Foto Wikipedia

Il paesino di Chaudes-Aigues incanta per il suo delizioso centro storico, un dedalo di viottoli lastricati costellato di fontane pubbliche. Di particolare interesse i monumenti storici che vale la pena di visitare. Uno di questi è il Château de Couffour, risalente al XV secolo e dichiarato monumento storico. Benché oggi non rimanga granché del suo originario splendore, il castello ebbe un ruolo di primo piano durante la Guerra dei Cent'Anni. Anticamente era dotato di sette torri dal tetto conico. Oggi ne è rimasta in piedi solo una, che al primo piano ospita interessanti pitture del XVII secolo e un camino in legno dipinto. Degna di nota anche la Chiesa di San Martino del XV secolo, realizzata in stile gotico. Da vedere l'oratorio con otto piccole nicchie sospese, ciascuna delle quali è dedicata a un santo patrono. Altri interessanti luoghi di culto sono la Cappella della Madonna della Misericordia e la Cappella dei Penitenti. Un altro monumento da riqualificare è il Castello di Montvallat, annoverato tra i monumenti storici dell'Alvernia. Questa casa fortificata del XIV secolo venne riedificata nel XVI secolo, ma in seguito venne assediata durante le guerre di religione e bruciata nel 1610. A partire dal 1612 la dimora fu in gran parte ricostruita e fortificata da Francesco II, conte di Montvallat. I suoi splendidi affreschi di soggetto mitologico risalgono alla fine del XVI e all'inizio del XVII secolo. Oggi il complesso attende di essere ulteriormente riqualificato e aperto al pubblico nel 2020.

Castello di Montvallat – Foto Wikipedia
Castello di Montvallat – Foto Wikipedia
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