Francesca Barbieri
in foto: Francesca Barbieri

Francesca Barbieri, alias Fraintesa, è una travel blogger che ha fatto dell'ecoturismo uno stile di vita. Con un linguaggio accattivante e uno sguardo aperto sul mondo, nel blog Fraintesa.it racconta le sue "(dis)avventure di una travel blogger vegetariana". Per Francesca viaggiare significa entrare in contatto con lo spirito autentico di un luogo, sapendone preservare la diversità naturalistica e culturale. Nel suo zaino da giramondo conserva esperienze memorabili, tra cui un'avventura come ranger in Australia e l'esplorazione di un parco naturale in Madagascar. Il tutto condito da emozionanti incontri con le specie animali del posto. Attiva sia nella vita reale che sui social, tra i suoi tanti progetti Francesca ha lanciato anche l'hashtag #3cosebelle, che consiste semplicemente nell'elencare le tre cose che più ci hanno reso felici nella giornata appena trascorsa. Ecco quello che Francesca ci ha raccontato nell'intervista che segue…

Sei appena rientrata dalla Sicilia nell'ambito del progetto Rural Pride. Ci parli un po' di quest'iniziativa?

Volentieri. Alcuni giorni fa mi trovavo nell'entroterra siciliano, nelle province di Enna e Caltanissetta. Ero lì con i professionisti e i blogger di Rural Pride, un progetto con il quale promuoviamo le realtà rurali italiane e diamo voce alle eccellenze e alle tradizioni locali meno conosciute. Per farti un esempio pratico, pur essendo in Sicilia non abbiamo né visto il mare né mangiato arancini, ma abbiamo conosciuto produttori di zafferano e assaggiato antichi legumi che sono alla base di piatti poveri locali.

Dove partire a Natale per una vacanza green?

Per chi vuole rimanere in Italia suggerirei di andare in una struttura ecosostenibile in montagna, magari sulle Dolomiti, e provare attività poco impattanti sull'ambiente come la ciaspolata, il wildlife watching e il parapendio. Un'alternativa con temperature più miti è la splendida Lampedusa, dove oltre a godersi la vista sul mare e l'ottima cucina si può dare una mano nel centro WWF di recupero di tartarughe marine. In Europa invece consiglio le Isole Lofoten, dove in inverno si possono vedere l'aurora boreale, le aquile di mare e le balene. Fuori dall'Europa non posso che consigliare un safari in Africa o una tappa in Australia, dove si può collaborare come volontari al Centro Pinguini di Phillip Island come ho fatto io qualche anno fa.

Sei vegetariana. La tua scelta ti ha mai creato problemi in viaggio o è stata generalmente ben accetta? 

Sono vegetariana da più di 18 anni quindi posso dire di averne viste di tutti i colori :) Ad esempio fino a 10/15 anni fa non erano molto diffusi prodotti come il seitan o il tofu, quindi in viaggio e anche nelle zone di cui sono originaria (Emilia Romagna) ho fatto spesso interi pranzi a base di miseri contorni e dolci, perché una scelta vegetariana non era contemplata e io ero vista come un'aliena o una ragazza strana. Oggi è un po' più facile trovare facilmente alternative per la mia dieta, soprattutto nelle grandi città o nelle cucine etniche. In generale però, sia in passato che oggi, c'è molta ignoranza su questo stile di vita. Sono poche le persone che comprendono la mia scelta, anche se per fortuna mi sembra che siano in aumento.

Quali sono le dritte da seguire per un turista vegetariano?

A un turista vegetariano consiglio di non fidarsi dei camerieri insicuri. Troppo spesso alla mia domanda "ma c'è carne in questo piatto?" mi sono sentita rispondere con un timido no e ho scoperto solo quando sono stata servita che il cibo non era adatto a vegetariani. Ho anche notato che spesso un vegetariano viene preso meno sul serio di un allergico, quindi in casi estremi consiglio di dire che si è fortemente allergici alla carne, per essere sicuri di avere un trattamento adeguato. Come ultimo consiglio: portate sempre con voi un frutto o uno snack veg-friendly in borsa, per i casi di emergenza!

Quali sono i posti più veg-friendly dove sei stata e quali quelli meno accoglienti?

Il posto più veg-friendly dove sono stata è Londra. Già 13 anni fa lì facevo la spesa con estrema facilità, perché c'è un bollino verde apposito che segnala se un prodotto è adatto a vegetariani e ti risparmia la fatica di leggere e interpretare la lista degli ingredienti. Per non parlare dei menù vegetariani presenti in moltissimi ristoranti. Mi sono trovata molto bene anche a Berlino, in Australia e più o meno anche in Kenya, grazie alle influenze indiane in cucina. I posti meno accoglienti sono stati per me la Romania, i Balcani e la Polonia. Ricordo un pranzo nelle campagne polacche dove ho assaggiato una zuppa di barbabietola (prima che capissi che era fatta col brodo di carne) e…vodka. Stop.

In realtà però anche in buona parte d'Italia le cose sono ancora molto difficili. Mi trovo tuttora a spiegare ai camerieri che sono vegetariana, poi mi ritrovo davanti a piatti col pesce o con la carne, e sento frasi – questa è recente – come: "Eh ma un po' di speck dovevo mettercelo perché è nella ricetta".

Hai un grande amore per gli animali: ti va di raccontarci gli incontri ravvicinati con alcuni esemplari che ti hanno colpito particolarmente?

Premetto che mi emoziono anche a vedere una mantide religiosa o una nutria, ma cercherò di pensare ad altri incontri più apprezzabili da tutti. Sicuramente mi sono emozionata molto quando a Rottnest Island ho visto per la prima volta i quokka, simpatici marsupiali endemici famosi perché sembra che sorridano – ed è così! È stato molto emozionante anche il mio primo incontro con una tartaruga marina, mentre facevo snorkeling nel Mar Rosso. Sono anche affezionata a un dromedario molto affettuoso che è stato salvato da un circo e che visito regolarmente in Emilia Romagna. In Kenya poi ho letteralmente pianto quando una scimmia del genere cercopiteco grigio-verde si è fatta accarezzare da me, si è lentamente addormentata e prima di chiudere gli occhi mi ha preso la mano. Ecco, mi viene da piangere di nuovo.

Al sabato poi faccio la volontaria in un centro di fauna selvatica WWF, quindi ho a che fare con pipistrelli, tartarughe, ghiri, grossi rapaci, volpi e daini. E ho spesso incontri molto ravvicinati anche lì!

I viaggi più avventurosi che hai fatto?

Direi in Kenya, quando mi sono affidata a dei beach boys, ho rischiato di rimanere su un'isola bloccata dalla marea e ho provocato una rissa tra bande. Anche in Australia è stato abbastanza avventuroso, anche se meno pericoloso: ci sono tornata quest'anno e ne ho attraversato una parte da sola.

Quali sono i luoghi più belli  per l'ecoturismo in Italia?

Negli ultimi anni ho approfondito la mia conoscenza dell'Italia e devo dire che un po' dappertutto ci sono perle nascoste. Partirei dall'Umbria, cuore verde della penisola, ma cito sicuramente anche il Trentino-Alto Adige per l'ecosistema montagna e il Friuli per il birdwatching. Le riserve naturali, i sentieri di trekking e le strutture sostenibili per fortuna sono in crescita in tutta Italia.

Professione travel blogger: quante visite mensili ci vogliono, più o meno, per riuscire a "campare" di questo mestiere? 

Penso che sulle 8.000/10.000 visite uniche mensili siano una buona partenza, ma sicuramente non bastano i numeri per campare di questo mestiere.

Con l'hashtag #3cosebelle hai dato il via a un trend virale su Twitter. Se chiedessi a Francesca quali sono per lei le 3 cose belle in questo preciso momento, cosa mi risponderebbe?

In questo preciso momento: ricordi di incontri con gli animali, il tè alla cannella, la mattinata produttiva :)