I passeggeri ci avevano sperato, ma è andata male: le compagnie aeree hanno tutto il diritto di far pagare il check-in prioritario e il trasporto dei bagagli in aggiunta al costo del biglietto. La questione fu sollevata da un passeggero spagnolo della Vueling che contestava i 40 euro per il trasporto andata e ritorno del proprio bagaglio. Il tribunale spagnolo aveva dato ragione al suo cittadino, finché la questione non è giunta all'attenzione della Corte di Giustizia Europea. L'organo di tutela giurisdizionale dell'UE ha infatti sentenziato che "il bagaglio registrato non può essere considerato obbligatorio o necessario" per il trasporto del passeggero e che, pertanto, va considerato un "servizio complementare". In quanto tale, può essere soggetto ad una valutazione economica a sé stante rispetto al prezzo del biglietto che si riferisce esclusivamente al trasporto della persona. Inoltre, precisa ancora la Corte Europea, "il grado di responsabilità del vettore per i danni al bagaglio è maggiore quando questo viene preso direttamente in consegna [dalla compagnia] rispetto a quando non lo è".

Vueling Airlines ha rifiutato di commentare la sentenza, mentre Ryanair ha semplicemente riferito al MailOnline Travel di "prendere atto della sentenza e continuiamo a rispettare pienamente il diritto comunitario", aggiungendo inoltre – in riferimento alle nuove regole che si è data la compagnia irlandese – che "solo il 20 per cento dei nostri clienti viaggiano con bagaglio da stiva, mentre tutti gli altri clienti Ryanair possono portare gratuitamente due borse a bordo". Ciononostante il business legato ai costi aggiuntivi dei bagagli rappresenta una voce molto importante nel bilancio dei vettori, ragion per cui la sentenza ha fatto tirare un bel sospiro di sollievo alle compagnie aeree. Le quali, con ogni probabilità, avrebbero semplicemente aumentato il prezzo del biglietto.