Urbania, Palazzo Ducale e Museo Civico – Foto Wikipedia
in foto: Urbania, Palazzo Ducale e Museo Civico – Foto Wikipedia

Elegante, immersa nel verde, ricca di opere d'arte: questa è Urbania (PU), la Signora del Metauro. Nota nel Medioevo come Castel delle Ripe, venne distrutta nel 1277 dal ghibellino Galasso da Montefeltro e poi ricostruita nel 1284 dal legato papale Guglielmo Durante. In onore di quest'ultimo cambiò denominazione in Casteldurante; venne poi ribattezzata Urbania in onore di Papa Urbano VIII.

Urbania, Palazzo Ducale – Foto Wikimedia Commons
in foto: Urbania, Palazzo Ducale – Foto Wikimedia Commons

Urbania è divisa in quattro quartieri (Porta Parco, Porta Cella, Porta Vecchia, Porta Nuova) e il suo centro storico, incastonato nelle antiche mura, comprende monumenti da non perdere. A cominciare dal Palazzo Ducale: arroccato su un'altura, ebbe funzioni di fortezza e palazzo di corte. Inizialmente proprietà della famiglia dei Brancaleone e poi ristrutturato dall'architetto Francesco di Giorgio Martini nel 1470, fu una delle residenze dei Duchi di Urbino. Oggi è sede della Biblioteca Comunale, degli Archivi Storici, del Museo Civico e del Museo della Civiltà Contadina. Il Museo civico e ospita una folta collezione di maioliche artigianali, una collezione di 50 incisioni e una Pinacoteca con opere d'arte tra il XVI e il XVII secolo. Tra i pezzi forti della collezione spiccano un'incisione di 12 metri con Il corteo trionfale di Carlo V ad opera di Nicola Hogenberg (1530) e due globi (una sfera terrestre e una celeste) di Gerardo Mercatore, importante geografo e cartografo del Rinascimento. Culmine della visita è una sosta sul Torrione panoramico, che offre uno spettacolo davvero suggestivo. Interessante anche il Museo di storia dell’Agricoltura e dell’Artigianato, che attraverso gli oggetti e strumenti esposti offre uno spaccato della vita contadina nell'Alta Valle del Metauro. Nel Museo Diocesano, ospitato nel Palazzo arcivescovile, si potranno ammirare opere d'arte sacra dall'epoca paleocristiana a oggi.

Cortile d’onore del Palazzo Ducale di Urbania – Foto Wikipedia
in foto: Cortile d’onore del Palazzo Ducale di Urbania – Foto Wikipedia

Passeggiare tra i vicoli di Urbania è un'esperienza da non perdere: ogni angolo mostra uno scorcio panoramico, un palazzo storico, una chiesetta antica, oltre a moltissime botteghe artigianali di maioliche decorate secondo la tradizione rinascimentale. Diversi i monumenti degni di nota, come il Palazzo Comunale (sec. XVI) con la coeva Torre Campanaria (1561), ma anche l'ottocentesco Teatro ‘D. Bramante' con elegante sala a palchetti. Salire sul Ponte del Riscatto offre una splendida veduta del Palazzo Ducale, mentre il Ponte dei Coppi regala il panorama delle mura cittadine.

Urbania, interno della Concattedrale – Foto Wikipedia
in foto: Urbania, interno della Concattedrale – Foto Wikipedia

La Concattedrale di San Cristoforo martire, patrono di Urbania, è la chiesa più antica della città. Le sue fondamenta risalgono addirittura al VI secolo, benché sia stata ristrutturata in stile neoclassico. La Chiesa e Convento di San Francesco, fondata nel 1284, presenta un interno a navata unica con transetto e cupola, risultando un pregevole esempio di stile barocchetto marchigiano. La cinquecentesca Chiesa di Santa Caterina è stata riedificata in stile barocco. Da vedere anche il Tempio Votivo dello Spirito Santo, distrutto dal bombardamento del 23 gennaio 1944 ma ricostruito negli anni Sessanta. L'Oratorio della Madonna del Carmine e la Chiesa del Corpus Domini sono una meta privilegiata per gli amanti dell'arte poiché ospitano opere di Raffaellino del Colle, allievo di Raffaello Sanzio. Ricche di dipinti anche la Chiesa e Convento dei Cappuccini, oltre alla Chiesa e Monastero di Santa Chiara. La Chiesa e Monastero di Santa Maria Maddalena accoglie la Maddalena Penitente di Guida Cagnacci.

Il centro di Urbania ospita un luogo davvero insolito, ma sconsigliato se siete facilmente impressionabili: si tratta della Chiesa dei Morti che permette l'accesso alla chiesa nota come "Il Cimitero delle Mummie". In un ambiente ricavato dietro l'altare maggiore si trovano i corpi di diciotto persone decedute nel Medioevo e nel Rinascimento, ciascuna con la propria storia più o meno inquietante. Il processo di mummificazione è avvenuto in maniera naturale a causa di una particolare muffa che ha essiccato i cadaveri. Fu la Confraternita della Buona Morte a riesumare ed esporre qui i cadaveri nel 1833. Il luogo è visitabile solo mediante visita guidata.

Urbania, Barco Ducale – Foto Wikimedia Commons
in foto: Urbania, Barco Ducale – Foto Wikimedia Commons

Nei dintorni di Sant'Angelo in Vado si trova il Barco Ducale, una grande villa che costituiva in origine la tenuta di caccia dei Duchi di Urbino. Realizzato da Francesco di Giorgio Martini per il Duca Federico II da Montefeltro, oggi è chiuso al pubblico poiché adibito a laboratori di artigianato e ceramica artistica. Tuttavia è possibile fare una passeggiata o un picnic nel suo splendido parco, dove è presente anche un'area giochi per bambini.

I Trionfi, Piero della Francesca – Foto Wikipedia
in foto: I Trionfi, Piero della Francesca – Foto Wikipedia

Urbania è una città estremamente accogliente per le famiglie con bambini. Poco fuori città, all'interno dell'oasi faunistica di Monte Montiego, si trova il Bosco dei Folletti, un'oasi felice per i più piccoli che si ritroveranno immersi in un mondo fiabesco, tra giochi, folletti e animali da cortile. Ma anche i "grandi" saranno soddisfatti, poiché il Monte Montiego è un'area ideale per le escursioni. Inoltre tra Urbania e Acqualagna, nell'agriturismo di Pieve del Colle, si trova un luogo unico e speciale che farà la gioia di tutti gli amanti dell'arte. Qui è possibile ammirare uno dei meravigliosi paesaggi che Piero della Francesca immortalò nei suoi dipinti. Basta affacciarsi da uno dei Balconi di Piero, punti panoramici individuati dalle studiose Rosetta Borchia ed Olivia Nesci, per deliziarsi con lo sfondo de "I Trionfi", retro del famoso “Doppio Ritratto dei Duchi di Urbino”. Le pianure e colline di San Lorenzo e Farneta si rivelano in tutta la loro bellezza, senza filtri o contaminazioni: un anello di congiunzione tra Rinascimento e XXI secolo nel segno dell'arte e della natura.