Quando si viaggia si spendono soldi. E scopriamo l'acqua calda dicendo questo. Ma a parte quello che si spende per il proprio divertimento e per le necessità, ci sono soldi che rischiano di volatilizzarsi come se niente fosse. E che in realtà vengono bruciati senza un motivo. Capita, soprattutto quando si va in paesi con una valuta differente dalla nostra. Fino a che restiamo nell'eurozona va tutto bene, ma basta mettere un piede fuori dall'area della moneta unica e nascono i problemi. Ci siamo passati tutti almeno una volta, o comunque conosciamo qualcuno a cui è successo. Ecco perché l'esperienza degli altri ci aiuta ad evitare questi errori che si commettono con i propri soldi quando si è in viaggio.

1. Dimenticarsi di dire alla propria banca che si è in viaggio

Foto di Christopher Elison

Si tratta di un errore comune quando si viaggia, ma è un aspetto da non tralasciare. Avvertire la propria banca che si andrà in un paese straniero è fondamentale, soprattutto quando si superano i confini continentali. Ma in un mondo dove ormai le carte di debito e credito sono largamente utilizzate e i bancomat sono reperibili un po' ovunque, è importante avere la possibilità di mettere le mani sul denaro del proprio conto corrente.

Se la vostra banca all'improvviso vede una grossa somma di denaro ritirata a Pechino, o comunque un accredito (magari in un ristorante), e non è conoscenza del fatto che siete in viaggio, il primo pensiero è che il vostro conto è stato compromesso. L'azione immediata è quella di bloccare la vostra carta, poiché ritengono che potrebbe essere stata rubata o clonata. E ciò vi lascerebbe improvvisamente al verde in un paese straniero, senza la possibilità di utilizzare il vostro denaro.

Solo per contattare la banca dovreste affrontare la spesa di una chiamata internazionale. Per non parlare del fatto che per questioni di fuso orario non potete nemmeno reperirli ai normali orari di ufficio (quando è giorno a Pechino, le banche hanno già chiuso da noi). Per cui, prima della partenza, occorre notificare la banca dell'imminente viaggio e dei paesi che si stanno per visitare.

2. Cambiare soldi all'aeroporto

sportelli di prelievo

Foto di Garry Knight

In nessun caso cambiare soldi all'aeroporto, sia in partenza che in arrivo, conviene. Vi è un nutrito numero di chioschi per il cambio, soprattutto nei grandi scali, e questo torna utile al viaggiatore che ha bisogno di valuta locale: generalmente infatti è la prima cosa che si fa all'arrivo. Il problema è che si incappa in due inconvenienti: il primo è un tasso di cambio non favorevole, il secondo sono le spese per la transazione. D'altronde gli uffici di cambio guadagnano proprio su questo. Il discorso vale anche per gli sportelli automatici, o ATM: per quanto possano pubblicizzare a caratteri cubitali che la transazione è "free of charge", ovvero gratuita, non tengono conto di quelle che sono le spese della vostra banca per il ritiro all'estero. In più anche qui il tasso di cambio è più sfavorevole che mai.

L'ideale è cambiare i soldi a casa direttamente in carta in una data il più possibile vicina alla partenza, possibilmente il giorno prima. Informarsi su qual è il tasso di cambio giornaliero, e poi fare una breve ricerca tra banche e uffici locali della vostra città per vedere chi offre la tariffa migliore. Anche se andrete sempre incontro a delle spese d'agenzia, la perdita in denaro sarà considerevolmente inferiore rispetto a quella che subirete cambiando in aeroporto.

3. Ritirare troppe volte a un bancomat

Come abbiamo detto poco fa, ogni volta che si ritirano soldi a uno sportello automatico in un paese estero si incorre in una transazione internazionale. Solo nel caso in cui avete una carta di debito o una prepagata che accetta i prelievi all'estero questo non succede (è il caso di varie banche online). In tutti gli altri aspettatevi, a prescindere dalla cifra che ritirate, di vedere soldi volatilizzati nel nulla.

L'importo è contenuto in Europa, maggiore negli altri continenti. Ma in ogni caso, perché perderli questi soldi? Stabilite un budget per la vacanza e tenetevi larghi nel prelievo: magari l'equivalente di un 50 euro in più vi permetterà di incorrere in spese extra che non avevate pianificato, ed evitare di dover ritornare all'ATM. Non vi preoccupate, se poi arrivate a fine vacanza e vi ritrovate ancora con dei soldi in mano: potrete farli fuori con qualche ultimo acquisto all'aeroporto. Oppure, meglio ancora, potete donarli in beneficenza a qualche senzatetto.

4. Accettare banconote danneggiate

Foto di Piervincenzo Canale

Che sia in Italia o all'estero, c'è chi può fare lo schizzinoso se la vostra banconota non è in condizioni accettabili. Intendiamo un poco strappata, con gli angoli mancanti o addirittura sbiadita. Il fatto è che banconote come queste possono capitarvi tra le mani in qualsiasi momento, quando pagate e ottenere il resto o anche in un ufficio di cambio. A volte si cerca proprio di rifilarle agli stranieri. Ma in qualsiasi paese del mondo, anche in quello più povero e all'apparenza bisognoso di denaro, possono farvi problemi se la banconota appare danneggiata. Risulterà inutilizzabile e vi resterà sul groppone. Quindi non fatevi problemi a essere i primi a rifiutare banconote in questo stato.

5. Rimanere con banconote di grosso taglio inutilizzabili

Per quanto strano possa sembrare, è possibile rimanere al verde anche con abbondante liquidità alla mano. Facile, se quando abbiamo ritirato contanti sul posto ci troviamo con banconote di grosso taglio. Non sempre è facile farsele cambiare. Potete trovarvi a fare la spesa in piccoli negozi o ristoranti che non hanno a disposizione il contante disponibile per il resto. Ma questo è ancora un'inconveniente da poco, se si può risolvere con la carta di credito.

Ma se dovete prendere un taxi, e l'autista non accetta carte? Non è neanche tenuto ad avere il denaro necessario per darvi il resto esatto, visto che molti arrotondano sempre la tariffa lasciandola come mancia. E qualcuno potrebbe essere abbastanza sfacciato da chiedervelo ma, a seconda del paese in cui vi trovate e del valore della moneta locale, si può trattare di una differenza di poco conto ma anche enorme. Stesso discorso vale per i bus in molti paesi, dove per l'acquisto del biglietto accettano solo il contante esatto. E che dire dei mercati? Dare una banconota di grosso taglio a un venditore e aspettarsi che ce la cambi è sconveniente per lui, e anche poco educato.

L'inconveniente è facile da evitare. Se si ritirano soldi un un ufficio di cambio basta chiedere i tagli che si vogliono, anche se generalmente tendono a darveli automaticamente. Se però ritirate a un ATM, vi conviene non selezionare una cifra tonda. Questo vale soprattutto nei paesi dove il valore della moneta è davvero molto basso rispetto al nostro. Ad esempio in Thailandia chiedere a uno sportello di ritirare 3.000 baht vi farà avere tre banconote da 1.000, che sono praticamente inspendibili. Meglio selezionare un più virtuosistico 2.900, che ci farà ottenere pezzi di taglio diverso. Nella peggiore delle ipotesi, comunque, se si rimane davvero bloccati con dei pezzi grossi si può tentare di cambiarli in hotel (ma non è sempre detto che li abbiano).

6. Un uso improprio dello smartphone

Lo smartphone è ormai un inseparabile compagno di viaggio, nonché indispensabile strumento per vantarvi con i vostri amici della favolosa vacanza che state trascorrendo, pubblicando istantaneamente le foto delle vostre gambe abbronzate al sole su ogni social network. Bravi, state solo attenti però che fare gli sbruffoni non vi costi un occhio della testa. Prima di approdare in un paese straniero assicuratevi di disabilitare il roaming internazionale, cioè l'accesso alla rete internet, altrimenti il vostro traffico dati potrebbe incidere sul conto più della vacanza stessa.

Fino a che si è in Europa le tariffe di roaming sono ancora accettabili seppur costose. Ma quando si valicano i confini continentali si subisce la batosta. Ovviamente non vi stiamo dicendo di restare tagliati fuori dal mondo. Considerate che le connessioni wifi sono ormai disponibili un po' dappertutto, almeno nelle principali località di vacanza. E non parliamo solo del vostro hotel, ma anche ristoranti, coffe shop e persino nelle piazze di varie città. Basta tenere impostata la modalità di connessione automatica a una rete wifi e sarà il vostro telefono a trovare la prima disponibile.

Se poi proprio non ce la fate a stare fuori dalla rete, acquistate una sim locale che abbia un buon piano tariffario internazionale. Quindi non semplicemente una compagnia che vi permetta di telefonare ai numeri del posto, ma una di quelle che adoperano particolari protocolli che permettono chiamate internazionali e connessioni internet con una spesa moderata.

7. Non tenere soldi da parte per le spese in aeroporto

Foto di epSos.de

Solo perché si ha un biglietto di ritorno non significa che quando saremo in aeroporto in attesa del nostro volo di rientro non avremo bisogno di denaro liquido. Ci sarà sempre la necessità di acquistare qualcosa da bere o da mangiare, e non è detto che pagare con la carta sia conveniente: c'è chi richiede una minima spesa per l'utilizzo, o chi applica automaticamente una tariffa per la transazione. Non parliamo poi se rimanete bloccati nel girone del duty free, dove potreste improvvisamente realizzare che non potete fare a meno di quella bottiglia del liquore di produzione locale.

Ma questo è il minimo. In realtà ci sono due casi ben peggiori in cui potrebbe occorrervi del contante e che possono mettere a rischio la vostra partenza. Il primo, è quando il vostro bagaglio supera il peso consentito dal biglietto, e dovete pagare i chili in eccesso. Ancora una volta, se ci troviamo in paesi meno avvezzi all'utilizzo della carta potranno chiedervi di pagare la tariffa direttamente sul posto in moneta locale. Altrimenti il vostro bagaglio resta a terra.

Un altro caso è quando dovrete pagare il visto di uscita. Esatto, non esiste solo quello d'entrata che avete provveduto a reperire al vostro consolato prima di partire. Alcuni paesi vi chiedono di pagare una tassa perché voi possiate andare via: il processo richiede che una volta cacciati i soldi, il vostro biglietto ottenga un timbro che vi permetta di passare per l'immigrazione. Ma, di nuovo, è molto probabile che al banco accettino solo denaro liquido e in valuta locale. In alcuni paesi la tassa d'uscita è già prevista nel costo del biglietto, altri invece preferiscono farvi la sorpresina alla partenza (un esempio in Asia sono l'Indonesia, il Brunei e le Filippine).

Sia nel caso della valigia che in quello del visto d'uscita ciò che si verifica è questo: che voi sarete costretti a ritirare soldi all'ATM più vicino, incorrendo nelle mostruose spese di transazione aeroportuale sopra citate, e con il rischio di trovarvi in più con del denaro contante inutilizzato. Senza contare lo stress di trovare lo sportello, uniti alla fretta della partenza e allo sconforto per quello che sta accadendo.

[In apertura: foto di Kārlis Dambrāns]