Articolo aggiornato il 07/11/2014

Per qualcuno nascere l'undicesimo giorno dell'undicesimo mese potrebbe essere una sventura, essendo l'11 il simbolo legato alle corna, dovrà essere destinato a ricoprire la carica di cornuto. Ma l'11/11 è anche il giorno di San Martino quando il mosto diventa vino, quando si aprono le botti per assaggiare il vino novello, e questa diventa un'occasione di festa e di convivialità. Ed ecco che dall'accostamento di questi due elementi nasce una delle feste più insolite e stravaganti che si celebrano in Italia, dove per sdrammatizza quello che per secoli è stato un insulto, in molte regioni nostrane si festeggia la Festa dei Cornuti.

Ma perché il giorno di San Martino è dedicato ai cornuti? Da sempre San Martino è considerato il patrono dell'abbondanza, ed era festeggiato soprattutto nelle zone contadine in occasione della vendemmia. Una vicenda legata alla sua storia narra che il Santo per fuggire dai soldati nemici si nascose in una botte, e quando uscì aveva fatto il pieno di vino. Nel mese di Novembre quando si svolgevano le abbondanti manifestazioni in onore del Santo, chiudevano anche le fiere del bestiame,per lo più minuti di corna,  e gli approvvigionamenti per affrontare i rigidi inverni, e questi eventi diventavano l'occasione per raccontarsi gli ultimi pettegolezzi di amici e parenti accaduti durante l'estate. E quando si parla di gossip, l'argomento che la fa da padrone sono le corna e i tradimenti. A rafforzare questa tesi interviene anche la tradizione celtica che indica nella notte dell’11 novembre c'era il dodekameron, considerato un momento di passaggio, una sorta di tempo sospeso in cui tutto è concesso, durante il quale avvenivano molti tradimenti. Era un periodo di festeggiamenti che ricordava molto il carnevale, dove venivano mostrate ai concittadini le mogli infedeli e soprattutto i loro mariti, che non erano stati in grado di farsi rispettare dalle loro consorti. Questi venivano riconosciuti dall'esposizione di enormi corna fuori le loro abitazioni. Quindi San Martino è finita per diventare la festa degli uomini traditi.

Le feste dei Cornuti più conosciute in Italia sono tre: quella che si svolge a Ruviano, nell'alto casertano, quella si San Valentino in Abbruzzo e infine le feste che si celebrano in varie località del Lazio, questi eventi possono essere occasione per vivere una manifestazione unica nel suo genere che ad ogni edizione attrae l’attenzione e la curiosità di tanta gente e l'opportunità per un viaggio a Novembre per scoprire le profonde tradizioni popolari del nostro paese.

festa dei cornuti

Foto di Carmine Puzo

Le feste dei cornuti nel Lazio, Rocca Canterano e Roccagorga

In occasione della festa di San Martino, in varie località del Lazio si festeggiano i cornuti. E pare che proprio da Roma provenga l'usanza di chiamare cornuto chi è vittima dell'infedeltà del proprio compagno o compagna. In infatti all'epoca dell'antica Roma, i legionari in ritorno dalla guerra venivano ricompensati con corni pieni di monete, ma spesso scoprivano che la loro sposa aveva trovato qualche amante per colmare la loro assenza.

Nel week end dell' 8 e 9 Novembre andranno in scena vari cortei che celebrano il tradimento con feste che sdrammatizzano su ciò di cui di solito si preferisce non parlare, trasformando un evento così umiliante e sfortunato in un pretesto per far festa e addirittura vantarsi. Questo accade  Rocca Canterano, dove si svolge la festa più famosa d'Italia, i cornuti scelto il tipo di corna da indossare, in base alla pesantezza del tradimento, sfileranno per il paese, guidati dal cornuto a cavallo, che è un poeta cantore che conduce la sfilata in groppa di una somara e recita sonetti dedicati ai poveri cornuti. Anzi, la scena è ancora più surreale, perché gli allegri cornuti vengono inseguiti dalla folla per le strette vie del paese, catturati, riconosciuti e portati in piazza come un trofeo. Insomma si esorcizza così un dramma che vede protagonisti poveri maschi adulti. La sfilata parte da Piazza di Corte, il punto più elevato del paese, dove i cornuti, nascosti in un vicoletto cieco, si vestono con un saio bianco, con tanto di stemma comunale sul petto, un cordoncino rosso alla vita e un bel paio di corna bianche in testa. Nello stesso punto montano due pesanti corna in cemento alt circa due metri sopra una macchina processionale. Il corteo è guidato dal cornuto dell'Anno portato in trono per il paese da portatori in camice bianco anch'essi con copricapi muniti di corna. La carovana scende le scale del paese fino ad ad arrivare a Piazza degli Eroi dovesi conclude la festa con danze, canti e scene comiche. La particolarità di questa festa sta nel fatto che coincide con la Sagra della Rola, nome che indica la castagna arrosto che viene servita nei vari stand presenti sulle strade di Rocca Canterano, insieme a tanti altri prodotti locali.

L'altra località romana in cui si festeggia la festa dei cornuti è Roccagorga, in provincia di Latina, che per l'occasione cambierà nome e si trasformerà nella Repubblica di Cornagorga. Anche qui i mariti cornuti sfilano per la città accompagnati dalla banda musicale e gareggiano per aggiudicarsi il titolo di Cornuto dell'Anno, l'uomo più tradito che sui pettegolezzi della gente. Per le vie del paese addobbato con corna e cornetti simbolo della manifestazione, ci saranno una serie di spettacoli di vario genere, di cultura, musica,  e soprattutto culinarie, con prdotti locali e il buon vino novello proveniente dai Castelli Romani. In occasione della festa viene preparata la Zuppa rappacornuti, chiamata così perchè, una volta preparata si mantiene calda per ore, permettendo alle donne di concedersi qualche distrazione.

 

La festa dei cornuti di Ruviano

Come ogni 11 Novembre anche quest'anno si celebrerà la festa dedicata all'adulterio. Tra folclore, divertimento e cibi tradizionali a Ruviano, in provincia di Caserta, si svolge l'originale festa dei cornuti, un evento in programma il prossimo 11 Novembre, in occasione della festa di San Martino, e che ha reso famosa in tutto il mondo la piccola città in Terra di Lavoro. Quello che e' iniziato negli anni 70 come una serata goliardica di un piccolo gruppo di baldi amici, intenti a riprendere e tenere viva una leggenda, è diventato negli anni sempre più un evento atteso e richiama anche tanti turisti e persone che si sono trasferite lontano dalla loro patria, ma ogni anno sentono il richiamo di questa festa che li spinge a scegliere una vacanza in Italia, nei loro luoghi di origine. Una festa sicuramente in insolita, ma legata alle tradizioni del territorio, caratterizzata soprattutto da un allegro corteo che attraversa la città con canti e balli popolari, degustando i piazzi tipici ed un buon bicchiere di vino locale. Ma la festa di Ruviano, in realtà è la festa di tutti, di chi ormai ha la certezza di appartenere alla categoria e sfoggia le sue corna con consapevolezza e chi è vittima dell'incertezza, e del dubbio non potendo mettere le mani sul fuoco sulla propria posizione. La certezza è che tutti scendono in piazza e fanno festa indossando gli inconfondibili copricapi con le corna, di tutti i tipi, lunghissime, personalizzate e tecnologiche, tutti uniti nel motto “Sì, in fin dei conti lo sono anch’io!”.

A Ruviano è stata costituita una vera associazione della categoria dei cornuti, l'ACR, associazione dei cornuti Ruvianesi, che conta miglia di iscritti non solo in Italia, ma anche all'estero, che ogni anno si recano ne la paese per ricevere il battesimo e la conseguente patente di becco. La manifestazione ha un carattere quasi carnevalesco, il corteo  sfila coraggiosamente in processione per il paese, con gigantesche corna sulla testa, in una sorta di autoflagellazione collettiva. I duemila abitanti del paesino casertano sono orgogliosi del loro stato di cornuti e anzi gareggiano per accaparrarsi il titolo tanto ambito di Cornuto Doc. Non mancheranno gli sfottò urlati nei confronti dei passanti con le teste pesanti, in nome dell'antico detto partenopeo "cornuto e mazziato" che contribuisce a dare alla festa quel carattere goliardico che da sempre l'ha contraddistinta. Nel pomeriggio dell'11 Novembre di ogni anno, c'è il raduno nella tana dei cornuti, dove viene assegnato il titolo di alzabandiera del cornuto. Nelle prime ore della sera inizia la processione preceduta da uno stendardo raffigurante un cervo, guidata dal presidente dell'associazione, seguito dal cornuto principale, cioè il sindaco, del paesino che ha pensato bene di addobbare le sue corna con il tricolore, per non rischiare di confondersi con gli altri gioiosi cerbiatti. Inoltre sfilano anche i 20 saggi che fanno parte del consiglio del Gran Coniglio dei Cornuti e a seguire i centinai di iscritti alle loro file.

La manifestazione si conclude con l'incendio al fantoccio, il Cornutotem, anch'esso munito di corna e con i cornuti tutti felici e contenti che banchettano in loro onore, in una festa riservato a chi è munito di copricapo appuntito e presentazione dell'attestato della loro condizione, che è stato precedentemente redatto e controfirmato dalle mogli. In piazza invece cornuti o non potranno godere delle specialità gastronomiche offerte dall'associazione dei cornuti

corna

Foto di V R

Festa dei cornuti a San Valentino

In Abruzzo di svolge un'altra festa in onore degli uomini traditi, a San Valentino, piccola località in provincia di Pescara. La data dei festeggiamenti è il 10 Novembre di ogni anno. Anche qui la sua nascita è legata ad uno scherzo da parte di un gruppo di giovani del paese, che una notte decisero di lasciare fuori alle porte delle abitazioni dei cornuti noti una candela accesa, questa burla divenne una vera consuetudine, così quando gli uomini uscendo di casa, loro malgrado trovavano un lumino acceso, dovevano arrendersi all'idea di essere stati traditi dalle consorti, e per non aver saputo difendersi dall'infedeltà, per punizione dovevano girare nelle vie della città con un cappello o la giacca indossati al contrario, riconoscendo così pubblicamente il proprio status. Nel corso degli anni questa usanza un pò crudele si è modificata ed è diventata un'occasione e oggi è caratterizzata da una processione nel corso della quale una reliquia, che rappresenta una riproduzione dell' attributo sessuale maschile viene portata in corteo coperta da un velo ed affidata all' ultimo degli sposati dell' anno. Il giovane cornuto è accompagnato in giro per il paese da una folla esultate, fino ad arrivare alla piazza principale dove la festa si conclude con bacchetti ricci di prodotti dell'enogastronomia locale.