Libri, tende, soprammobili ma anche posate, lampadine o asciugamani. A volte gli oggetti collocati in una camera d'albergo scatenano irrefrenabili impulsi da cleptomane. I furti in hotel sono un'eventualità piuttosto frequente. A questo proposito, un'indagine condotta da Hotels.com ha individuato le nazionalità più inclini a rubare oggetti in albergo. Il sondaggio globale ha coinvolto 5.000 viaggiatori con risultati sorprendenti. Il 73% degli argentini intervistati ha ammesso di sottrarre oggetti dalle camere d'hotel, piazzandosi in vetta alla top ten. Gli italiani, invece, sono "solo" ottavi, preceduti da Singapore, Spagna, Germania, Irlanda, Russia e Messico. I colombiani, secondo l'indagine, sarebbero i meno propensi al furto in albergo, seguiti da Norvegia, Corea del Sud, Hong Kong e Danimarca. I prodotti per il bagno, come shampoo e bagnoschiuma, non sono stati inclusi, in quanto solitamente offerti dallo stesso hotel: quindi non si tratta di un vero e proprio furto.

Gli oggetti rubati variano a seconda della nazionalità. Ad esempio gli inglesi, che non figurano nella top-10, ammettono comunque di portare con sé cancelleria e pantofole. Tra i furti più strani figurano pianoforti, televisori, il numero attaccato sulla porta della camera, tende, busti, fiori, armi e quadri famosi tra cui un Andy Warhol da 300.000 dollari. Alcuni ospiti sono addirittura riusciti a trafugare un camino e perfino il cane del proprietario dell'hotel. Almeno in certi paesi, però, i ladri non pensino di farla franca. In Giappone una giovane coppia è stata arrestata per aver rubato due accappatoi e un posacenere, mentre in Nigeria una donna è stata condannata a tre mesi di carcere per aver sottratto due asciugamani. Comunque, nella stragrande maggioranza dei casi non si finisce dietro le sbarre, ma nella lista nera dell'hotel. A piangere sarà la carta di credito, che riceverà un addebito salatissimo.

Top ten delle nazionalità che rubano di più in hotel:

  1. Argentina (73%)
  2. Singapore (71%)
  3. Spagna (70%)
  4. Germania (68%)
  5. Irlanda (67%)
  6. Russia (59%)
  7. Messico (59%)
  8. Italia (57%)
  9. Giappone (56%)
  10. Stati Uniti (53%)

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