Urbino: la città natale | Umbria: le prime opere importanti | Firenze: il contatto con i grandi maestri | Roma: le committenze papali

Raffaello, Scuola di Atene, Musei Vaticani – Foto Wikipedia
in foto: Raffaello, Scuola di Atene, Musei Vaticani – Foto Wikipedia

Il 2020 è l'anno celebrativo di un grande maestro dell'arte universale: Raffaello Sanzio. Il genio di Urbino si distinse fin dagli esordi come uno degli astri più fulgidi del Rinascimento italiano. Purtroppo si spense precocemente il 6 aprile 1520, a soli 37 anni, ma lo splendore della sua arte non venne dimenticato. Oggi sono milioni gli spettatori che si fermano incantati ad ammirare i suoi capolavori, caratterizzati da un cromatismo luminoso e da una grazia a dir poco divina. Per rendere omaggio a questo pittore così amato, nel corso dell'anno saranno allestite mostre in ogni angolo del globo: tra queste, spiccano le due esposizioni alle Scuderie del Quirinale di Roma (dal 5 marzo al 2 giugno 2020) e alla National Gallery di Londra (dal 3 ottobre 2020 al 24 gennaio 2021). Ma per respirare a pieni polmoni l'aria rinascimentale, non c'è nulla di meglio che un viaggio nei luoghi di Raffaello. Il grande artista non rimase confinato nelle sue Marche, ma si spinse in Umbria, a Firenze e a Roma. Ecco i luoghi più importanti dove Raffaello ha vissuto e operato.

Urbino: la città natale

Urbino, Casa di Raffaello – Foto Wikimedia Commons
in foto: Urbino, Casa di Raffaello – Foto Wikimedia Commons

Raffaello nacque a Urbino nel 1483 e mosse i primi passi nella bottega del padre Giovanni Santi, artista e letterato alla corte di Federico da Montefeltro. Secondo la tradizione, a Cagli, piccolo borgo nei pressi di Urbino, si troverebbe il primo ritratto del giovane Raffaello: nell'affresco della Cappella Tiranni, all'interno della chiesa di San Domenico, sarebbe stato raffigurato dal padre nelle vesti dell'angelo alla destra della Madonna. Se volete visitare la bellissima Urbino, una tappa imperdibile è la casa di Raffaello. Dopo una ripida salita potrete raggiungere un'elegante dimora costruita nel XV secolo e suddivisa in più livelli. All'interno si trovano riproduzioni di opere, affreschi di Giovanni Santi, manoscritti, disegni, ceramiche, e l'affresco della Madonna col Bambino, tradizionalmente attribuito al giovane Raffaello con la collaborazione del padre. Anche nella Galleria Nazionale delle Marche, ospitata all'interno dello splendido Palazzo Ducale, possiamo trovare due bellissime opere di Raffaello: il Ritratto di gentildonna (detto tradizionalmente La Muta) e la Santa Caterina di Alessandria. Il museo di Urbino ha celebrato degnamente il suo figlio più illustre: di recente si è tenuta la mostra "Raffaello e gli amici di Urbino", mentre è attualmente in corso "Raphael Ware. I colori del Rinascimento", che presenta al pubblico 147 esemplari di maiolica rinascimentale italiana provenienti dalla più grande collezione privata di questo genere al mondo. Nel corso del 2020 si terrà "Sul filo di Raffaello", in collaborazione con i Musei Vaticani e il Mobilier National de France, che vedrà esposti i cartoni preparatori realizzati per gli arazzi della Cappella Sistina.

Umbria: le prime opere importanti

Perugia, Complesso di San Francesco al Prato – Foto Wikipedia
in foto: Perugia, Complesso di San Francesco al Prato – Foto Wikipedia

L'Umbria fu una terra feconda per il genio del giovane Raffaello. Il suo esordio artistico avvenne intorno al 1500 a Città di Castello, dove era già documentato come magister mentre collaborava con alcuni aiutanti del padre ormai scomparso. Qui realizzò le prime opere indipendenti, come una serie di Madonne col Bambino e pale d'altare. Nella sua produzione dell'epoca figurano opere di un certo rilievo: la Crocifissione, oggi conservata alla National Gallery, venne eseguita per la chiesa di San Domenico, mentre lo Sposalizio della Vergine, oggi alla Pinacoteca di Brera di Milano, venne realizzato per il complesso di San Francesco. In ogni caso il giovane Raffaello rimase in Umbria fino al 1504. Proprio in questa regione l'artista si formò con Pietro Perugino, maestro stimato con una bottega avviata, ma purtroppo non ci sono pervenute molte testimonianze di quel periodo di apprendistato. A Perugia si trova comunque un affresco realizzato a quattro mani da Raffaello e dal Perugino nella Cappella San Severo, nel rione Porta Sole. Per diverse chiese di Perugia dipinse pale d'altare, come la famosa Pala Baglioni e la Pala degli Oddi, entrambe realizzate per la Chiesa di San Francesco a Prato.

Firenze: il contatto con i grandi maestri

La Galleria degli Uffizi racchiude numerose opere di Raffaello – Foto Pixabay
in foto: La Galleria degli Uffizi racchiude numerose opere di Raffaello – Foto Pixabay

Nel 1504 Raffaello decise di trasferirsi a Firenze, centro dell'arte per eccellenza, per entrare in contatto con i due artisti più innovativi dell'epoca, Leonardo e Michelangelo. A quel tempo i due maestri lavoravano sui cartoni preparatori della Battaglia di Anghiari e di Cascina, le due grandiose opere destinate al Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio. In particolare fu Leonardo ad esercitare un grande influsso sul giovane pittore, specialmente nell'uso dello sfumato, che tuttavia Raffaello rielaborò nel suo stile personale, con la grazia e l'armonia compositiva che lo contraddistinguevano. Varie opere di quel periodo risentono dell'influsso del Genio di Vinci: Raffaello eseguì persino uno studio della Leda e il cigno di Leonardo. Raffaello rimase a Firenze per quattro anni, realizzando dipinti come la Madonna del Cardellino, la Madonna Esterhazy, la Madonna Tempi. Oggi Firenze ospita numerosi capolavori del maestro urbinate: tra gli altri, la Galleria Palatina custodisce il Ritratto di Agnolo Doni, il Ritratto di Maddalena Strozzi, la Madonna del Baldacchino e la Madonna dell’Impannata, così come alcune opere relative al soggiorno romano, tra cui una delle due copie del Ritratto di Fedra Inghirami, la Madonna della Seggiola, il Ritratto del Cardinal BibbienaLa Velata e la Visione di Ezechiele. Numerosi dipinti di Raffaello sono conservati agli Uffizi: il Ritratto di Elisabetta Gonzaga, il Ritratto di Guidobaldo da Montefeltro, il Ritratto di Leone X con i cardinali Giulio de' Medici e Luigi de' Rossi, il Ritratto di giovane con la Mela, la Madonna del Cardellino e il Ritratto di Giulio II. Infine, nel Corridoio Vasariano si trova il celebre Autoritratto del 1506. Una curiosità: forse non tutti sanno che Raffaello era anche un valido architetto e durante il soggiorno fiorentino realizzò disegni per diversi edifici. Secondo quanto narra il Vasari, Palazzo Pandolfini sarebbe stato progettato da Raffaello, anche se poi eseguito dal Sangallo. Anche l'ideazione di Palazzo Uguccioni, in Piazza della Signoria, è attribuita a Raffaello.

Roma: le committenze papali

Raffaello, Parnaso, Musei Vaticani – Foto Wikipedia
in foto: Raffaello, Parnaso, Musei Vaticani – Foto Wikipedia

Nel 1508 Raffaello venne convocato a Roma da Papa Giulio II per affrescare le Stanze Vaticane. Il Maestro ideò l'intero complesso decorativo, comprendente la Stanza dell'Incendio di Borgo, la Stanza della Segnatura, la Stanza di Eliodoro e la Sala di Costantino, ma il suo intervento diretto è riscontrabile solo nelle prime tre stanze. Tra gli affreschi più belli ed emozionanti per monumentalità, dinamismo e contenuti figurativi spiccano la Disputa del Sacramento, la Scuola di Atene, il Parnaso e l'Incendio di Borgo. Il pittore continuò a lavorare sulle Stanze anche quando quando a Giulio II succedette Leone X. Un anno dopo, nel 1514, Raffaello fu nominato architetto di San Pietro e realizzò i cartoni per dieci arazzi destinati alle pareti inferiori della Cappella Sistina. Proprio questi arazzi saranno esposti nella loro sede originale per una settimana dal 17 al 23 febbraio 2020: un evento più unico che raro, poiché dal 1983 non avveniva il "ricongiungimento". Assieme alla sua scuola Raffaello realizzò altri affreschi villa di Agostino Chigi nota come La Farnesina, in Santa Maria della Pace, in Sant'Agostino. Nella Città Eterna, che gli aveva dato tanto, il grande artista morì a soli 37 anni il 6 aprile 1520 e fu sepolto al Pantheon. Suo testamento artistico è la Trasfigurazione dei Musei Vaticani.