L'arte è uno strumento privilegiato per creare sottili connessioni al di là del tempo e dello spazio. In una mostra temporanea, a sorprendere i fruitori delle opere in sala possono essere gli accostamenti di stili e linguaggi diversi, così come la distanza cronologica tra un artista e l'altro. Ma nella mostra organizzata fino al 30 settembre nel Museo Archeologico di Fiesole, il divario temporale tra le opere è davvero notevole. L'esposizione "Marcello Guasti e gli artisti suoi contemporanei in dialogo con l’antico (1945-65)", inaugurata lo scorso 11 maggio, mette a confronto importanti artisti toscani del Novecento con i reperti della mostra permanente nelle sale del museo: tra monili protostorici, marmi di epoca romana e bronzi etruschi, si fanno spazio anche xilografie, sculture e dipinti realizzati nel secondo Dopoguerra. Eppure c'è un filo conduttore che lega gli artisti del Novecento ai loro "colleghi" di circa duemila anni fa.

Marcello Guasti, Renaioli al lavoro – xilografia
in foto: Marcello Guasti, Renaioli al lavoro – xilografia

La mostra, curata da Mirella Branca Jonathan K. Nelson, vede in esposizione 38 opere, delle quali 23 sono di Marcello Guasti (1924-2019). Si tratta della seconda parte della mostra "Marcello Guasti, Giovanni Michelucci e il Monumento ai Tre Carabinieri", inaugurata nel febbraio scorso: organizzata dal Comune di Fiesole in occasione del 75° anniversario della liberazione dall'occupazione tedesca, celebra il Monumento ai Tre Carabinieri di Marcello Guasti, creato nel 1964 per la terrazza panoramica ideata da Giovanni Michelucci nel Parco della Rimembranza.

Marcello Guasti, Uomo che gioca col cane, xilografia
in foto: Marcello Guasti, Uomo che gioca col cane, xilografia

L'esposizione è basata sulla produzione di Marcello Guasti tra il 1945 e il 1965, accostata a quella degli artisti suoi contemporanei. Diversi i temi toccati: il rapporto del maestro con la materia e la sua visione della natura, l'abbandono della figuratività sotto la suggestione dell'antico, ma anche il passaggio dall'astrattismo all'informale che molti artisti sperimentarono durante il secondo dopoguerra. In mostra troviamo infatti opere di contemporanei come Marino Marini, Venturino Venturi, Gualtiero Nativi, Arnaldo Pomodoro, Vinicio Berti, Alberto Moretti, Guido Gambone, Mario Fallani e Nello Bini.

Il Gatto in terracotta di Marcello Guasti dialoga alla perfezione con i reperti antichi del Museo Archeologico
in foto: Il Gatto in terracotta di Marcello Guasti dialoga alla perfezione con i reperti antichi del Museo Archeologico

L'allestimento risulta armoniosamente congegnato, quasi da annullare la sottile linea di demarcazione tra le epoche storiche. Antico e moderno sono fusi in un amalgama perfetto, al punto da trarre in inganno anche qualche turista sprovveduto, il quale – come racconta il co-curatore Jonathan Nelson in un aneddoto – è arrivato addirittura a scambiare il Renaiolo al Lavoro di Guasti per una statua etrusca. Del resto, lo stesso Guasti dichiarava di attingere la sua ispirazione anche dal mondo etrusco, cui sentiva di appartenere a pieno titolo.

Marcello Guasti, Renaiolo al lavoro, bronzo
in foto: Marcello Guasti, Renaiolo al lavoro, bronzo

La mostra è suddivisa in cinque sezioni: L'uomo, tra arcaismi e realtà, in cui spiccano le meravigliose xilografie di Guasti, come la serie dei Renaioli e degli Uomini al lavoro; Il mondo animale, tra natura e mito, nella sala della Leonessa Bronzea etrusca, celebra l'osservazione della natura, nelle forme sorprendenti dei Gatti di Guasti o del Cavallino di Marino Marini; Bellezza segreta della città comprende una serie di xilografie di Guasti che evocano la dimensione simbolica del lavoro umano in rapporto all'Arno; Espressività del segno è dedicata all'informale di Guasti in dialogo con Arnaldo Pomodoro, Guido Gambone e Vittorio Tolu; Geometrie e materia mette in evidenza il mutamento del linguaggio artistico dall'astrattismo all'informale.

La Gatta gravida di Marcello Guasti a confronto con la Leonessa bronzea etrusca
in foto: La Gatta gravida di Marcello Guasti a confronto con la Leonessa bronzea etrusca

Il percorso espositivo si snoda attraverso più livelli, evidenziando un’ideale continuità tra il passato etrusco e l’incessante lavoro sulla forma degli artisti contemporanei. Proseguendo, dall’ultima sala del Museo Archeologico è possibile accedere alla Sala Costantini dove si trova la prima parte della mostra, dedicata al Monumento ai Tre Carabinieri. In quest'ultima sezione, "La genesi del monumento – Slancio verso l'infinito", è stata da poco aggiunta una nuova scultura di Marcello Guasti proveniente dalla Collezione Graziella Guidotti. Un motivo in più per visitare entrambe le mostre, che resteranno aperte fino al 30 settembre.

Marcello Guasti, Scultura n. 6–59
in foto: Marcello Guasti, Scultura n. 6–59

Nell'ambito della mostra è stato lanciato anche il concorso fotografico “Obiettivo memoria: il parco della Rimembranza e il Monumento ai Tre Carabinieri”, organizzato dalla ProLoco Fiesole in collaborazione con il Comune di Fiesole. Il concorso a premi è aperto a tutti senza quota di iscrizione. Le foto vincitrici saranno stampate a cura degli organizzatori ed esposte in una mostra presso la Biblioteca Comunale. Il bando completo è disponibile sul sito ufficiale della mostra: https://guastifiesole.it.

Marcello Guasti, xilografia n. 15
in foto: Marcello Guasti, xilografia n. 15

Info sulla mostra

Marcello Guasti, Giovanni Michelucci e il Monumento ai Tre Carabinieri

I parte: "La genesi del Monumento – Slancio verso l'Infinito"
a cura di Jonathan K. Nelson
Sala Costantini, Fiesole (17 febbraio – 30 settembre 2019; sabato-domenica 10:00-18:00, ingresso libero)

II parte: Guasti e gli artisti suoi contemporanei in dialogo con l'antico (1945-65)
a cura di Mirella Branca e Jonathan K. Nelson
Museo Civico Archeologico, Fiesole (11 maggio – 30 settembre 2019; tutti i giorni 10:00-18:00, ingresso con il biglietto del museo)