Leggi l'intervista a Oriano Bizzocchi, fondatore del museo!

Che Praga fosse una capitale del sesso lo sapevamo già. Non c'è bisogno di girarci attorno: un viaggio nella Repubblica Ceca è sicuramente orientato a visitare una capitale meravigliosa. Ma non si può negare che uno dei punti forti del suo turismo è proprio l'industria dei night e dei locali a luci rosse. Non c'è da meravigliarsi quindi di trovare un museo sull'argomento proprio nel bel mezzo della città vecchia, a pochi passi dalla sua piazza principale dove svetta il municipio con la torre dell'orologio astronomico. Ma quello a cui assistiamo non è niente di morboso, anzi: è una delle collezioni più singolari e bizzarre che possiamo ammirare. Un museo che più che titillare sopite emozioni o causare scandalo tra i benpensanti, fa sorridere.

Museo del Sesso di Praga, ingresso

The Sex Machine Museum è un'esposizione che da anni è diventata una delle attrazioni più singolari di Praga. Ed è tutta italiana. Il suo fondatore, Oriano Bizzocchi, non è nuovo del mestiere. Nella sua vita si è già occupato di musei strani e parchi divertimento, come ci spiega nell'intervista che ci ha rilasciato. Questa esibizione è l'ultima sua creazione (e forse proprio l'ultima) e risale al 2002. Una collezione che raccoglie tutti gli oggetti legati al piacere, al divertimento di coppia, e persino alla repressione sessuale. Reperti di tutte le epoche, alcuni originali d'antan, altri semplici riproduzioni. Ma tutti assieme forniscono un'interessante panoramica della concezione del sesso nel corso dei secoli. Che non ha mancato di suscitare polemiche da parte dei residenti della zona, non facendo altro che aumentare la popolarità del museo tra i turisti.

La collezione del museo erotico parte dalla preistoria. Vi è infatti una riproduzione di un fallo risalente a 28mila anni fa ritrovato a Ulm in Germania. Interessanti e geniali invece i modelli dei sandali indossati dalle prostitute dell'antica Grecia, che al loro passaggio lasciavano un'impronta con la scritta "seguimi": un invito alquanto esplicito. In tempi più recenti troviamo strumenti di limitazione come le cinture di castità che inibivano non solo il rapporto con un altro uomo, ma persino l'autoerotismo con un buco dalle punte acuminate collocato nel punto giusto. Ma senza dubbio la parte della collezione più interessante è quella dedicata agli strumenti di piacere femminile risalenti a prima dell'avvento delle batterie elettriche: dildo ad acqua calda, vibratori a manovella e persino a vapore. Non proprio il massimo della praticità.

Museo del Sesso di Praga, visitatori

Altri reperti comprendono: sedie coercitive per la "dominazione assoluta"; un trono con un buco nel centro per facilitare il sesso orale o perversioni più estreme legate alle funzioni corporali; addirittura un anello con allarme contro la masturbazione maschile, che inserito sul pene suonava quando questo andava in erezione allertando così i genitori pronti a intervenire a suon di schiaffoni. In tutto un totale di 200 oggetti. Molti accompagnati da manichini per la dimostrazione. A questo si aggiungono curiosità come il teatrino delle marionette a manovelle che vede una coppia di burattini intenti in un rapporto mentre un terzo li guarda; e il cinema che proietta porno degli anni '20.

L'atmosfera del museo è decisamente lussuriosa, non solo per gli oggetti esposti, ma anche per l'ambiente ricreato. Il colore prevalente è il rosso, con tutte le sue sfumature: cremisi, scarlatto, fuoco, ciliegia, rossetto. Da sempre sono queste le tonalità legate alla sensualità e la passione: le pareti della struttura sono tutte tappezzate con queste tinte. E persino il logo del museo è rappresentato da una semplice, sinuosa, S maiuscola. Che non è solo, ovviamente, l'iniziale della parola sesso; nella visione di Bizzocchi ricorda le curve di una donna e l'abbraccio di una coppia. Per cui arrivati a questo punto lasciamo la parola proprio a lui. Al termine dell'intervista vi daremo le informazioni sulle tariffe e le indicazioni per raggiungere il museo del sesso di Praga.

Museo del Sesso di Praga, secondo piano

Salve Oriano Bizzocchi, e grazie dell'intervista. Com'è nata l'idea del museo del sesso e qual è la storia dietro di esso?
Salve a tutti. Mi sono sempre occupato di progettazione e gestione di attività che presupponessero il contatto con il pubblico. Nel 1974 ho assunto la direzione di Fiabilandia a Rimini [uno dei primi parchi divertimento in Italia, NdR]. Nel 1978 vi ho portato ed esposto il vero King Kong del film degli anni Settanta. Nel 1989 ho progettato e realizzato il Museo delle Curiosità nella città di San Marino. Durante la ricerca di oggetti bizzarri per questo museo mi sono imbattuto in reperti molto curiosi che ho “accantonato”… Non si sa mai.

Come mai ha scelto proprio Praga come sede del suo museo?
Nel 1999 ho aperto nella capitale ceca due negozi (ne avevo altri 12 in Italia) in cui si producevano candele di fronte al pubblico. Così facendo ho avuto modo di conoscere persone che mi hanno proposto un palazzo nel centro storico di Praga, sede attuale del museo.

Come ha cominciato la sua collezione, e come ha raccolto i vari reperti?
Come ho detto prima, all'epoca del Museo delle Curiosità mi ritrovavo spesso a che fare con oggetti di questo tipo, che mettevo da parte. Molti mi venivano donati, altri li ho trovati strada facendo acquistandoli su e-Bay o da parte di collezionisti che me li proponevano direttamente. E tutt'ora procedo in questo modo. Gli oggetti sono tutti provenienti da antiquari e abbiamo anche delle repliche realizzate da valenti artigiani dal momento che esisteva solo la documentazione, ma non più l’originale.

C'è qualcuno dei suoi reperti al quale è affezionato di più?
Gli oggetti hanno per me tutti lo stesso interesse: si tratta di macchine erotiche di tanti tipi diversi. Ma forse uno dei primi vibratori a vapore usato per curare l’isteria mi fa certamente sorridere per il suo concetto.

Com'è divisa la sua collezione all'interno del museo?
A questa domanda rispondo brevemente poiché in questo momento sto progettando un restyling del museo con aggiunta di altri oggetti e quindi le disposizioni interne cambieranno  fra due mesi [dalla data del presente articolo, NdR].

Che effetto vuole che la sua esibizione abbia sul pubblico?
Lo scopo del museo e’ quello di divertire ed incuriosire i visitatori cercando di sdrammatizzare e di non pensare al sesso sempre come ad una cosa sporca.

Che genere di persone visita il suo museo? Sono di più gli uomini, le donne o le coppie? E vi è mai capitato di vedere famiglie?
Il museo è vietato ai minori di 18 anni, quindi non ci sono molte famiglie fra i visitatori. Forse una prevalenza di pubblico femminile, ma in realtà si tratta in ogni caso di un pubblico misto: giovani, anziani e di tutte le nazionalità. Russi, tedeschi, francesi, ungheresi. E naturalmente italiani.

Cosa pensa della città di Praga come meta turistica in generale, e come meta legata al turismo sessuale?
Praga è una città straordinaria, piena di cultura e nonostante sia una capitale è ancora a misura d’uomo, soprattutto il suo centro storico. Meta sessuale? Sotto questo aspetto non credo sia molto diversa da tante altre capitali europee.

Svolge altre attività legate ai musei?
Curo sempre il Museo delle Curiosità di San Marino e sto pensando al Museo delle Mutande. Potrebbe essere un buon soggetto dal momento che ne sappiamo poco dei costumi intimi dei popoli passati. È solo una idea che non realizzerò mai dal momento che ho ormai 68 anni e penso che il mio prossimo progetto sara’ andare a vivere a Fuerteventura ed occuparmi di surf e sole.

Museo del Sesso di Praga, primo piano

Il museo delle macchine del sesso si trova in Praga 1, nello Staré Město (Città Vecchia), in via Melantrichova 18. È aperto tutti i giorni dalle 10 alle 23. L'ingresso è vietato ai minori di anni 18. Il prezzo del biglietto singolo è di 250 corone ceche (circa 9.80€), mentre per gli studenti con una valida carta è di 150 Kč (circa 5.90€). Per gruppi di 8 persone e superiori il prezzo è di 200 corone a testa (circa 7.80€). Tra le cose da vedere a Praga, questa è senza dubbio una delle più interessanti.

[Tutte le immagini per gentile concessione di The Sex Machines Museum]