Il 2015 è alle porte e ci prepariamo ad accoglierlo degnamente con un'abbuffata di tutto rispetto, il classico cenone di San Silvestro, per proseguire con il pranzo luculliano del giorno dopo. Tanto per i buoni propositi abbiamo ancora 364 giorni, e l'anno è lungo, si sa… Ma se due scorpacciate in meno di 24 ore ci sembrano più che sufficienti, lo stesso non si può dire per gli abitanti dell'Estonia, che hanno l'usanza di mangiare sette volte nel giorno di Capodanno. Questa tradizione si colloca di diritto fra i riti propiziatori più curiosi per celebrare l'anno nuovo.

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Proprio così: in Estonia l'ultimo dell'anno è tradizione consumare almeno sette, nove o dodici pasti. In questa Repubblica baltica infatti il sette, il nove e il dodici sono numeri fortunati e legati a un rituale propiziatorio. Mangiare a volontà garantisce forza per fronteggiare l'anno nuovo con l'energia di sette, nove o dodici uomini. Attenzione però: i pasti non devono essere mai consumati per intero, è consuetudine lasciare qualche residuo per gli spiriti degli antenati che a fine anno vengono a fare visita alle famiglie.

Ma cosa c'è sulla tavola imbandita di Capodanno in Estonia? Salsicce e crauti, patate arrosto, dolci di marzapane e pan di zenzero. Se il classico brindisi di mezzanotte, i fuochi d'artificio e le lenticchie ci sembrano tradizioni superate, possiamo pensare a una vacanza di Capodanno nelle Repubbliche baltiche, più precisamente in terra estone, dove abbuffarsi per il cenone diventa un rito propiziatorio che dona l'energia di un supereroe. E poiché lo stiamo facendo per una buona causa, possiamo rinunciare ai sensi di colpa. Almeno fino al giorno dopo. Oggi però questa antica tradizione si è dovuta adeguare ai tempi che corrono. Soprattutto nella moderna e festaiola capitale Tallinn, dove a garantire una forza sovrumana non sono più sette pasti, ma sette party in cui l'alcool scorre a fiumi.